| Rete x l'Identità - Italia |
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| Libri |
 Fabrizio e Nicola Valsecchi
"Giorni di neve, giorni di sole"
Illuminante la prefazione di Adolfo Pérez Esquivel:
«I desaparecidos sono lì presenti per reclamare che la coscienza, i valori e la dignità del popolo non desiderano l’impunità né l’oblio. Patricia e Ambrosio e tutti coloro che hanno dato la vita per la libertà rimangono nella memoria e nella resistenza.»
Adolfo Perez Esquivel, Premio Nobel per la pace nel 1980
Dal lago di Como all'Argentina per una vita nuova, spezzata dalla dittatura militare. Il romanzo racconta la vera storia dell’emigrante Alfonso Dell’Orto, che, dopo più di settant’anni trascorsi in Argentina, vuole ritornare al suo paese natale per ricordare la figlia Patricia, “desaparecida” a 21 anni con il marito Ambrosio De Marco (23), genitori della piccola Mariana di soli 25 giorni, uscita miracolosamente indenne dall’azione di sequestro dei militari.
Pubblicato da:
Casa Editrice Marna
Via Santuario, 5 - 23890 Barzago (LC)
Tel. 031.874415 - Fax 031.874417
www.marna.it - promo@marna.it
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 Norma Victoria Berti
Donne ai tempi dell'oscurità
Voci di detenute politiche
nell'Argentina della dittatura militare
Edizioni SEB 27
Foucault scriveva che la prigione è l’unico luogo in cui il potere si presenta nudo, nella sua espressione più feroce, senza mascherarsi, manifestando così la sua tirannia fino alle estreme conseguenze. L’autrice lo ricorda. Nelle testimonianze delle sue compagne di reclusione – sopravvissute a quell’atroce esperienza nell’Argentina della giunta militare e disponibili a raccontarla – emerge sia una preparazione politica e filosofica che percorre tutto il libro (e preesiste alla galera), sia il coprotagonista del volume: quel potere che ha scientificamente terrorizzato il Sudamerica degli anni Settanta e Ottanta. Spesso ilpotere colpisce il soggetto ritenuto più vulnerabile sul corpo del quale si accanisce per dimostrare la sua forza: la donna, vera protagonista del libro, che resiste con il suo corpo e la sua testa alla distruzione fisica, morale e psicologica, si trasfigura in un organismo unico e solidale, superando le divisioni e le appartenenze politiche attraverso la spontanea solidarietà, che nella raccolta di interviste diventa racconto corale di una scuola carceraria, difficile da intuire per chi non abbia provato quella forma di detenzione. Il libro aiuta a capire proprio la quotidiana resistenza di “donne scomode” con cui quel regime sarà infine costretto a confrontarsi: fuori, nelle strade, le chiamerà «pazze di Plaza de Mayo»; dentro, in carcere, le chiamerà «terroriste, sovversive irrecuperabili». Donne mai piegate dalla dittatura.
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Il mio nome è Victoria
 Nel 1977 i genitori di Victoria Donda furono sequestrati e rinchiusi nella Scuola di Meccanica della Marina. Il padre fu subito ucciso, e la madre, incinta di cinque mesi, poté partorire prima di essere «giustiziata» attraverso uno dei famigerati «voli della morte» sotto gli occhi di suo zio, membro della polizia segreta. Nel tentativo disperato di imprimerle un segno di riconoscimento, la madre, prima di venire assassinata, era riuscita a cucirle un filo azzurro nei lobi delle orecchie. Adottata da una famiglia di militari, la bambina crebbe con il nome di Analía, ignara della sua storia. Fino a quando, ventisette anni dopo, grazie a una testimonianza anonima, venne contattata dalle Nonne di Plaza de Mayo e scoprì di non chiamarsi affatto Analía e di non essere quella che credeva bensì la «nipote numero 78». Ma soprattutto scoprì che l’inganno perpetrato dai militari durante la dittatura era sopravvissuto a più di venti anni di democrazia.
La sua storia è quella di un paese ancora alla ricerca della verità sul suo passato.
Pubblicato da:
Casa editrice Corbaccio s.r.l.
Via Gherardini 10 20145 Milano
info@corbaccio.it - www.corbaccio.it
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“TRASFIGURAZIONE:
Storie di desaparecidos, accoglienza e solidarietà”
di
Valentina Cavalletti
Con i contributi di:
Ettore Masina e Marco Mattiuzzo
Il volume può essere ritirato gratuitamente
dai o richiesto per lettera,
al seguente indirizzo:
Archivio Storico Culturale
Municipio Roma XVI
Via Fabiola, 14 - 00152 ROMA
Info: 060606
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L' Argentina non vuole più piangere

di Italo Moretti
Da Perón a Kirchner: gli anni della dittatura, la crisi economica, i segni del cambiamento di un paese inquieto.
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Il silenzio infranto

di Vera Vigevani
Il volume raccoglie le testimonianze di vittime della violenza dei militari argentini, intimamente connesse con la storia dell’Italia oltre che dell’Argentina.
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Le irregolari
di Massimo Carlotto
È un romanzo-reportage di un viaggio intenso e spossante nell’Argentina che ancora soffre le ferite aperte dalla violenza della dittatura del 1976/83.
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Niente asilo politico

È il diario dell’autore, prima viceconsole e poi console italiano a Buenos Aires dal 1972 al 1977, nell’Argentina dei desaparecidos.
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Memoria en construcción

di Marcelo Brodsky
È un libro su un museo che sta nascendo e si propone come parte di un dibattito necessario a definirne la forma ed il contenuto.
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Il volo
di Horacio Verbitsky
Resoconto agghiacciante dei crimini della dittatura argentina nell’angosciosa confessione di Adolfo Scilingo, capitano di vascello della Marina militare, al giornalista Horacio Verbitsky. Un atto d’accusa senza appello.
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El Tano
di Carlo Figari
Il libro la vicenda dell’operaio Martino Mastinu e ripercorre al contempo la storia di un popolo, attraverso i volti e le voci di un nucleo familiare di emigranti sardi nell’Argentina dei militari.
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I figli di Plaza de Mayo

di Italo Moretti
Un documento importante che vuole restituire alla memoria collettiva l'impegno politico di uomini e donne di cui si era tentato di cancellare ogni traccia.
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Senza Patricio

di Walter Veltroni
Un filo ideale che unisce Roma e Buenos Aires in cinque racconti che fanno riflettere sul rapporto padre-figlio.
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La memoria ostinata
di Benedetta Calandra
Una riflessione storica sull’operato e sulla funzione sociale di una particolare organizzazione quale H.I.J.O.S., capace di riunire l’attività dei figli delle vittime della dittatura militare argentina.
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Il delitto non cade in prescrizione

di Daniela Binello
Dieci anni di dittature militari in America Latina e 30 mila desaparecidos nella sola Argentina. Dall’annichilimento anche psichico di un’intera generazione vent’anni fa, l’esigenza attualissima e urgente dell’impegno per la costituzione di organismi mondiali di tutela dei diritti umani.
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Desaparecidos: La sentenza italiana contro i militari argentini

A cura di Miglioli Giovanni
Questo atto della giustizia italiana segna un momento importante nel rapporto tra storia e memoria, ricordandoci, attraverso il calvario dei perseguitati italiani, l’orrore di una dittatura che ha rappresentato un crimine contro l’intera umanità.
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Alluminio

di Cojazzi Luigi
L'Argentina del '78 e i mondiali di calcio, un gruppo di ragazzi che di giorno lavora alle fabbriche e di notte si trova in uno spiazzo sterrato per surreali partite di pallone, Dani che continua a pensare a Manuel, il fratello di cui ha perso le tracce nella Santiago del Cile di qualche anno prima, e l'arrivo di Luz, la donna affascinante e misteriosa che si è incisa il suo passato nel nome. E poi la storia di una promessa e di un tiro leggendario, la folle corsa della stella cometa, i desaparecidos della Escuela Mecánica di Buenos Aires...
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di Elsa Osorio
In un campo di prigionia vicino a Buenos Aires, Liliana, una studentessa comunista, arrestata e condannata a morte come sovversiva, partorisce una bambina: Luz. La piccola, dopo la 'scomparsa' della madre, viene affidata prima alla fidanzata di un sergente carceriere e, successivamente, alla figlia sterile di uno dei responsabili della repressione. Maltrattata dalla madre adottiva e messa in sospetto dall'incongruenza di tanti piccoli indizi, Luz, vent'anni dopo, decide di capire le ragioni di quell'odio e di fare luce sui segreti che hanno ferito la sua giovinezza.
Nel sito delle "Nonne" è possibile scraricare la versione spagnola del romanzo in PDF.
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