24Marzo.it
24marzo Onlus
Chi siamo
Statuto
Attività 2020
Attività 2019
Attività 2018
Attività 2017
Attività 2016
Attività 2015
Attività 2014
Attività 2013
Attività 2012
Attività 2011


Processi in corso
Sentenza Appello CONDOR
Sentenza CONDOR
Appello CONDOR
Processo CONDOR
Vittime, avvocati e imputati
Preliminari CONDOR
Processo MALATTO
Estradizione KLUG

Processi 1999-2011
Processo PODLECH
Processo MASSERA
Preliminari MASSERA
Comitato MASSERA
Cassazione ESMA
Appello ESMA
Processo ESMA
Processo RIVEROS
Padre TEDESCHI

Con "Abuelas de Plaza de Mayo"
Uffici, telefoni, indirizzi
Promotori ed aderenti
Film "La vida de Estela"

Arte e Memoria
"IDENTIDAD DESAPARECIDA"
"AUSENCIAS"
"DISEGNI SUI GIORNALI"
"AYOTZINAPA"

24marzo Edizioni
"ESTELA", biografia di E.Carlotto
"Note a margine..."
"I ragazzi dell'esilio"
"Una voce argentina..."
"Buscando a Manuel"
"Il silenzio sopra le parole"
Catalogo
E-book
Distribuzione
"Vite senza corpi"


Log In
Username

Password





Corriere della Sera - 17.11.2006

Corriere
Desaparecidos e strage di Bologna
Alle vittime i lingotti d' oro di Gelli
Colombo e Turone vincono la causa per calunnia, in beneficenza il risarcimento

ROMA - L' oro di Gelli va in beneficenza. Una parte del tesoro, tredici pezzi da 1.300 grammi in tutto, alcuni con la scritta «lingotti della felicità» e l' incisione di una figura di donna, scovati nelle fioriere di villa Wanda e ora divisi a metà tra le Nonne argentine di Plaza de Mayo e l'Associazione familiari delle vittime alla stazione di Bologna. Percorso bizzarro, che si spiega con una tappa intermedia: la causa per calunnia vinta dai magistrati Gherardo Colombo e Giuliano Turone (oggi Consiglieri presso la Corte di Cassazione) e il risarcimento in oro versato - 25 anni dopo - dall' ex Venerabile. «Ho preso in mano questi lingottini con la
sensazione che fossero sporchi - dice Estela Carlotto, presidentessa delle Abuelas de Plaza de Mayo -, macchiati di sangue. Ma poi ho pensato che noi Nonne li avremmo "purificati", perché li avremmo spesi per riportare a casa i nostri nipoti», figli dei desaparecidos, nati nei centri clandestini di tortura e dati in adozione a coppie complici del regime militare (1976-83).

Il procedimento a carico di Gelli risale al 1981. Il 17 marzo la scoperta delle liste della P2 a Castiglion Fibocchi (in seguito alla perquisizione ordinata dagli allora giudici istruttori Colombo e Turone alle prese con il finto rapimento di Michele Sindona). A luglio la figlia di Gelli, Maria Grazia, viene bloccata a Fiumicino. Nel doppio fondo della valigia il «Piano di rinascita democratica» (il programma para-golpista della Loggia massonica), ma anche carte per sporcare i due magistrati. In particolare una lettera, falsa, in cui sono indicati inesistenti conti bancari con la nota di presunti accrediti in favore di «Torrone-Cioccolato», nomi in codice per i due giudici. Calunnia. Colombo e Turone fanno causa, e subito annunciano l'intenzione di devolvere ogni eventuale risarcimento alle due associazioni. Metà alle Abuelas, a simbolica riparazione dei danni della P2 nell' Argentina della dittatura: iscritti alla Loggia, tra gli altri, i generali golpisti Emilio Massera e Guillermo Suárez Mason.

L' altra metà dell' oro ai parenti delle vittime di Bologna, per marcare il coinvolgimento di piduisti nella strage, o quanto meno nel depistaggio delle indagini (con questa accusa Gelli è stato condannato a dieci anni, sentenza diventata definitiva nel ' 95 in Cassazione). I lingottini di risarcimento, dal valore di circa 1.600 euro l'uno, provengono quasi certamente dal tesoro di 164 chili d' oro nascosto nei vasi di gerani e begonie a villa Wanda, Arezzo, e scoperto in una perquisizione del 1998. Paolo Bolognesi, papà di Marco, gravemente ferito a sei anni nell' esplosione della bomba alla stazione il 2 agosto 1980, della donazione si dice «onoratissimo». Presidente dell'associazione dei familiari di Bologna (nello scoppio è morta anche la madre della moglie), è stato lui, lo scorso 10 novembre, a prendere in consegna parte dell' oro. «Non ho parole - dice -. Stimo molto i due magistrati. Che abbiano pensato a noi per la donazione è una cosa che dà entusiasmo e voglia di continuare. Almeno agli occhi di questi due giudici le nostre attività sono meritevoli». Una delle ipotesi che stanno valutando a Bologna è di fondere l' oro per farne delle monete da mettere all' asta. Il ricavato sarà investito per il progetto a cui l' associazione tiene di più: l'ammodernamento dell' archivio. «Le carte rischiano di rovinarsi, è importante salvarle. E renderle anche accessibili». Che effetto le fa che l'oro venga da Gelli? «Maggiore soddisfazione - risponde Bolognesi -. La gente come lui risulta sempre nullatenente, e di solito finisce che gli viene data ragione. Questa volta, invece, non ha vinto». Estela Carlotto l' oro lo venderà al più presto, prima di ripartire per l' Argentina. «I soldi saranno versati sul nostro conto italiano - spiega - e poi saranno trasferiti a Buenos Aires».

La data del 10 novembre per la consegna dei lingotti è stata scelta soprattutto per lei: Estela è a Roma per testimoniare - lo ha fatto ieri - al secondo processo per i desaparecidos di origine italiana in Argentina, scomparsi nel centro di tortura dell'Esma. Contributo inatteso e provvidenziale per le Nonne questi lingotti: il prossimo dicembre si esaurisce il finanziamento triennale stanziato dall'Unione europea. A corto di fondi, le Abuelas hanno lanciato una campagna di sostegno anche in Italia: Banca Popolare Etica C/C 103934, intestato a ICEI, ABI 05018 CAB 12100 CIN N. Lo stesso conto corrente su cui transiterà l' oro di Gelli, prima di prendere, pulito, la strada di Buenos Aires.




 Versione stampabile


Diritti umani in Argentina
Organismi storici
- Madres
- Abuelas
- Familiares
- M.E.D.H.
- C.E.L.S.
- A.P.D.H.
- Liga
- Serpaj


Processo Mastinu in Argentina

Cerca