24Marzo.it
24marzo Onlus
Chi siamo
Statuto
Attività 2019
Attività 2018
Attività 2017
Attività 2016
Attività 2015
Attività 2014
Attività 2013
Attività 2012
Attività 2011


Processi in corso
Appello CONDOR
Sentenza CONDOR
Processo CONDOR
Vittime, avvocati e imputati
Preliminari CONDOR
Processo MALATTO

Processi 1999-2011
Processo PODLECH
Processo MASSERA
Preliminari MASSERA
Comitato MASSERA
Cassazione ESMA
Appello ESMA
Processo ESMA
Processo RIVEROS
Padre TEDESCHI

Con "Abuelas de Plaza de Mayo"
Uffici, telefoni, indirizzi
Promotori ed aderenti
Film "La vida de Estela"

Arte e Memoria
"IDENTIDAD DESAPARECIDA"
"AUSENCIAS"
"DISEGNI SUI GIORNALI"
"AYOTZINAPA"

24marzo Edizioni
"ESTELA", biografia di E.Carlotto
"Note a margine..."
"I ragazzi dell'esilio"
"Una voce argentina..."
"Buscando a Manuel"
"Il silenzio sopra le parole"
Catalogo
E-book
Distribuzione
"Vite senza corpi"


Log In
Username

Password





13.6.2000 - Italo Moretti

Stato

Presidente: MARIO D'ANDRIA
Giudice a Latere: STEFANO PETITTI
Pubblico Ministero: FRANCESCO CAPORALE
Cancelleria: ORIETTA CALIANDRO

UDIENZA DEL 13.6.2000
Esame del teste: ITALO MORETTI




PRESIDENTE: MASON, assente, Avvocato Mario Scialla; RIVEROS, contumace, Avvocato Mario Scialla, gli altri imputati di tutti già contumaci Antonio Strillacci di fiducia. Le Parti Civili Avvocato Gentili e Avvocato Maniga, sono già assegnati i Difensori di Parte Civile, quindi possiamo fare a meno di nominarli.

VOCI: (in sottofondo).

PRESIDENTE: chi vogliamo sentire?

P.M.: Presidente, comincerei da ITALO MORETTI.

PRESIDENTE: sì, facciamolo entrare.

VOCI: (in sottofondo).

ESAME DEL TESTE MORETTI ITALO.-

PRESIDENTE: può leggere quella dichiarazione.

MORETTI I.: buongiorno. Prego?

PRESIDENTE: buongiorno, se può leggere quella dichiarazione.

MORETTI I.: sì, scusi prendo gli occhiali.

PRESIDENTE: prego.

MORETTI I.: (assolta formula di rito).

PRESIDENTE: le sue generalità?

MORETTI I.: ITALO MORETTI, nato a GIULIANOVA, provincia di TERAMO, il 29 ottobre 1933, residente a ROMA, VIA ILDEBRANDO GOIRAN numero 10.

PRESIDENTE: può rispondere al Pubblico Ministero.

P.M.: Dottor MORETTI.

MORETTI I.: prego.

P.M.: lei è stato per diversi anni Giornalista del "TG2" e poi del "TG3", negli anni della...

MORETTI I.: prima ancora della radio sì.

P.M.: prima ancora della radio, negli anni della dittatura militare, lei era in ARGENTINA e ha avuto modo anche di realizzare diversi servizi, io volevo intanto chiederle, proprio per la sua conoscenza che ha dell'AMERICA LATINA e dell'ARGENTINA forse in particolare, qualcosa sulla figura di PERON che mi pare sia una figura centrale in tutte le vicende...

MORETTI I.: certo.

P.M.: ...dell'ARGENTINA, chi era PERON? E' una domanda un po' diffi...

MORETTI I.: è stato sempre problematico per noi colleghi italiani spiegare alla stampa argentina e ai... argentini chi fosse PERON dalla parte ita... visto con l'ottica italiana. Io usavo un aneddoto per dare... per rispondere a coloro i quali mi ponevano questa domanda, nel 1973 e... i militari argentini decisero di rientrare nelle caserme, secondo una costante storica che dura dagli anni '30, colpi di Stato, regimi militari, rientro nelle caserme, la dittatura entra in crisi, prendo un respiro, un po' di respiro, aspetta che la Democrazia rientri in crisi per la ragioni ataviche della crisi economica sociale argentina e quindi i militari nel '73 rientrano in caserma, il vecchio PERON che è esule dal paese dal 1955 e... vive in esilio a MADRID ma da MADRID propaganda da anni e per anni la causa di un ritorno del PERONISMO al potere. E soprattutto la fa PERON che è un popolista, che ha avuto però molto successo nella classe operaia negli... alla fine degli anni '40 per la sua capacità di inserire nella società... nella società argentina i cosiddetta "Descamisados", cioè i disperati che vivevano nella periferia e che non avevano lavoro, li trasporta con una sorta di urbanizzazione massiccia e massiva a BUENOS AIRES e ne fa, diciamo così, la base del suo elettorato. Quindi PERON ha questa intuizione storica di acquisire i consensi al suo partito nascente, che è il giustizialismo, acquisire i consensi non solo della classe operaia, ma anche dei disperati, dei "Capesitas Negra" (come da pronuncia) come li chiamano in ARGENTINA e quindi su questa base fonderà il suo successo. Ma torniamo al '73, nel '73 si sta per concludere l'esilio di PERON, i militari lo fanno tornare in patria, sperando... l'ultimo dittatore si chiama LANUS, il Generale LANUS, sperando poi che egli non abbia il coraggio di presentarsi candidato, li frappongono un ostacolo di tipo amministrativo alla sua candidatura, nel senso che non gli permettono di candidarsi la prima volta alle libere elezioni per la scelta del nuovo Presidente, sostenendo che egli non risiedeva in ARGENTINA nel momento in cui le elezioni furono indette. Si indicono le elezioni, PERON candida un suo testa di legno, il suo ex Dentista, che peraltro era anche Presidente del Senato, PERON ha sempre governato con una sorta di corte familiare e di fedelissimi che gli stavano attorno. Questo signore vince l'elezioni, si chiama CAMPORA, e le vince anche con il consenso di una base giovanile e operaia che all'insaputa di PERON nel frattempo è cambiata, così come è cambiata la storia, nel senso che anche nel profondo dell'ARGENTINA, dell'AMERICA del Sud, diciamo è arrivato il messaggio sessantotesco, le contestazioni sociali e politiche, c'è stato a CORDOBA, dove c'è la fabbrica della "FIAT" nel '69

un grande sciopero con la Polizia che è intervenuta e con i morti. Insomma l'ARGENTINA si è per così dire politicizzata, nel senso non Ghevarista ma nel senso delle... della ricerca di conquiste sociali, tutto questo è ignorato da PERON il quale furbescamente però da MADRID promette ai suoi sostenitori una patria socialista. Qui nasce il grande inganno che è all'origine della tragedia dei "Desaparecidos", cioè dire PERON pur di tornare, egli che mai è stato socialista, è stato un demagogo e... eletto sempre democraticamente in tutte le sue tre elezioni, quindi non lo si può chiamare dittatore, come qualcuno fa storicamente sbagliando, i dittatori sono coloro i quali assumono il potere con la forza, PERON va al potere con il voto dell'elettorato, tre volte, però governa con metodi molto autoritari, licenzia Magistrati che lì dipendono dal potere esecutivo, licenzia personaggio come BORGS (o simile), il più grande letterato dell'AMERICA LATINA di tutti i tempi, che era Direttore di una biblioteca, lo licenza perché antipatizzante, come dicono loro non simpatizzante con il PERONISMO. E allora arrivo alla conclusione di questa prima domanda, PERON nel '73 torna e passa da ROMA, e passando da ROMA io lo intervisto e dimostra già di non conoscere più né l'ARGENTINA, né l'ITALIA, quindi è un uomo e... fuori del suo tempo, e però ha delle idee chiare per quanto riguarda il ritorno al potere, cioè conquistarsi la simpatia di questi nuovi ceti popolari e giovanili, ai quali lui promette, ingannandoli, la patria socialista. E qui nasce il grande inganno, nel senso che tutto il popolo argentino Peronista, soprattutto giovanile e operaio, crede in questa promessa che gli fa PERON da MADRID reiteramente, patria Peronista, patria Socialista, quindi lui promette il Socialismo, a questi giovani promette un socialismo nel quale egli non ha mai creduto tra l'altro ideologicamente. PERON fa eleggere questa sua testa di legno, poi arriva in ARGENTINA si ripresenta e vince le elezioni, prima di arrivare in ARGENTINA passa da ROMA e si incontra a ROMA con il suo fido delegato CAMPORA, questo Dentista che è stato eletto in sua vece e che governerà soltanto tre mesi, perché PERON lo farà dimettere per essere poi egli rieletto nel settembre del 1973 Presidente. PERON è a ROMA, riesco a intervistarlo e capisco che è un uomo fuori dal tempo, non conosce più né l'ARGENTINA, né l'ITALIA, a proposito dell'ITALIA dice: "noi argentini siamo fratelli vostri, abbiamo bisogno di cinque milioni di italiani", cioè egli non sa che l'ITALIA non è più un paese di emigrazione, egli non sa che l'ARGENTINA non è più un paese in grado di accettare emigrazione, è un paese di disperati, di disoccupati, affollato di

terziario, di commessi di negozi, le fabbriche sono in crisi e quindi non capisce... ho la sensazione netta che sta andando... si avvia verso una tragedia, che la tragedia è tale perché PERON vince... vince le elezioni, le vince nel settembre del 1973, e quindi torna in CILE una Democrazia, se pure... se pure formale, ma insomma torna una Democrazia, mentre nelle stesse ore in CILE invece una Democrazia veniva schiacciata, quella di ALLENDE, con i colpi di Stato, anche se era una Democrazia malata e traballante e PERON va al potere. E qui l'equivoco Peronista appare in tutta la sua drammatica evidenza, nel senso che lui trova un PERONISMO cambiato e diviso in due schieramenti che si scontrano sanguinosamente il giorno che PERON entra a BUENOS AIRES, però torna a BUENOS AIRES il 20 giugno del 1973 e l'ala diciamo di... diciamo schematicamente di Destra ma non sono poi tutte queste definizioni ortodosse, diciamo... sì, diciamo la Destra nel senso antisociale, ecco, tutto l'ala della Destra del PERONISMO, composta anche dai leader sindacali corrotti eccetera, cosa fa? Si impossessa del ritorno di PERON che avviene il 20 giugno a BUENOS AIRES e esclude dai festeggiamenti i giovani Peronisti, "Montoneros" che sono questa parte del PERONISMO giovanili che già ha preso le armi, per combattere contro quello che c'era di autoritario nel regime dittatoriale, e c'è un scontro sanguinoso, la Destra Peronista issa il palco, non fa accedere al palco tutti i giovani Peronisti, "Montoneros", la gioventù Peronista, si apre una sparatoria alla quale noi assistiamo un po' terrorizzati, dal palco si spara contro... contro questa Sinistra, diciamo Sinistra per far capire un po' in termini italiani, Peronista che avanza, muoiono centinaia di persone e la Destra vince, praticamente la Destra vince con l'avallo di PERON, il PERONISMO diventa un movimento autoritario, che torna al potere sulla base di un equivoco politico, preciso, chiaro e netto, cioè... Allora cosa succede? Succede che tutta la gioventù Peronista che è caduta in questo inganno, così come la classe operaia che è alle prese con difficoltà economiche sempre più gravi, si distaccano dal PERONISMO, il PERONISMO mostra ogni giorno di più i suoi limiti, non è in grado di gestire questa situazione, il vecchio che è tornato malato negli ultimi giorni della sua vita e... cerca invano di recuperare questa... il consenso di questa massa giovanile operaia, non vi riesce, al punto che il primo maggio in un discorso nella piazza famosa, a PIAZZA DI MAGGIO, dove oggi sfilano le madri che, di fronte alla CASA ROSADA, dove c'è il Presidente della Repubblica, PERON malato e stanco, però è ancora ambizioso, fa un discorso, convoca tutta la moltitudine e quando i giovani con il loro

cartelli, con i loro entusiasmi, con la loro passione, con i loro errori, con le loro utopie, lanciano slogan Socialisti, PERON gli dice testualmente "siete degli imbelli e degli imbecilli al servizio del capitalismo straniero" e qui la tragedia praticamente e... il prologo della tragedia si è consumato, nel senso che i giovani Peronisti, i "Montoneros" abbandonano con le loro bandiere e con i loro slogan i... la piazza, la spaccatura si consuma, PERON muore il primo luglio 1974, va al Governo la sua fragile vedova "ISABELITA", una ex ballerina, si dice, ma per i giovani Peronisti è una ex entrenainçe, di night-club, ma al di là da questa sua condizione sociale, è una donna debole, plagiata da uno stregone, che era tale LOPEZ REGA, personaggio sinistro che è stato affianco di PERON per anni, che è una specie di sostenitore delle scienze occulte, quindi... che ha in qualche modo dominato per anni nell'esilio di MADRID, PERON e la moglie, il governo di questa "ISABELITA" è un governo tragico, non controlla la situazione né dell'ordine pubblico, come diremmo noi, perché nel frattempo cominciano gli scontri tra i "Montoneros" e le Autorità, l'esercito eccetera, non controlla né l'ordine pubblico, né controlla l'economia, il paese entra nel caos e tra la indifferenza e il consenso della popolazione argentina il 24 marzo 1976 le Forze Armate depongono "ISABELITA" e prendono il potere. Nessuno in ARGENTINA capisce che non sarà uno dei soliti colpi di Stato, tal volta anche folcloristici, perché alcuni colpi di Stato sono stati un po da commedia, da operetta e questa non è un'operetta, questo è l'inizio di un genocidio, le famigl... gli argentini non se ne rendono conto, sono talmente disperati per il caos in cui il paese è precipitato da... se non da acclamare o da consentire con il colpo di Stato, quale colpo di Stato si rivelerà non solo ben preparato, ma anche ben oliato nella sua macchina della morte, nel senso che le Forze Armate avevano studiato bene un piano per sterminare tutti i suoi oppositori, oppositori anche ideologici, questa è l'anomalia della tragedia argentina, non gli oppositori in armi, ma chi dissentiva sul piano economico, sul piano sociale, chi faceva il catechismo nelle borgate era considerato un sovversivo, in quanto tale veniva sequestrato e ucciso, perché frequentare i poveri a sovversione, sono tutte frasi documentate e documentabili pronunciate dai Generali argentini. E quindi comincia la repressione sulla quale voi ne sapete quanto me, suppongo e insomma si comincia a sparire, addirittura alle ore 00:30 del giorno del colpo di Stato, già cinque Preti Pallottini, vengono trucidati nella loro Parrocchia di BUENOS AIRES, tre Preti Pallottini e due

seminaristi, a dimostrazione di come nessun settore della società argentina sarà risparmiato, neppure quella Chiesa Cattolica che purtroppo non... perlomeno le alte gerarchie non ebbe il coraggio che ebbe invece la Chiesa Cilena o la Chiesa Salvadoregna di Monsignor ROMERO. Questo è un po' la situazione...

P.M.: sì, Dottor MORETTI...

MORETTI I.: ...che posso prospettarle.

P.M.: lei parlava prima di questo enigma o equivoco...

MORETTI I.: sì.

P.M.: PERON se fosse uomo di Destra o Sinistra, io ricordo che quando ci incontrammo lei mi raccontò un episodio...

MORETTI I.: sì, lo stavo...

P.M.: ...che riguarda...

MORETTI I.: io non so quanto... quello italiano.

P.M.: quello italiano.

MORETTI I.: ecco, la difficoltà di comprendere MADRID, di comprendere PERON, perlomeno con un'ottica nostra, con la cultura occidentale, è tale, per cui io ricordavo questo aneddoto agli amici argentini per dire: ma in ITALIA che si pensa di PERON? E dico in ITALIA è difficilissimo raccontare PERON, al punto che nel 1973 quando PERON passa per la prima volta da ROMA, vi passerà due volte, la prima volta per incontrarsi con il suo delegato, la seconda volta per dargli gli ordini su come fare il governo. Ecco, a PIAZZA DEL POPOLO, dove io lavoravo, alla radio italiana, apparvero due scritte di segno opposto, la prima diceva: "ben venuto al compagno PERON, la gioventù Comunista", a qualche metro di distanza c'era un'altra scritta "ben venuto camerata PERON, la gioventù del Fronte Nazionale" il movimento sociale. Ecco, questo è in qualche modo l'immagine di PERON che... che si può proiettare anche nella realtà argentina, nel senso che PERON ha suscitato simpatie inizialmente a Destra, tanto per esempio da indurre il PARTITO COMUNISTA del '46 a non appoggiarlo nella candidatura e la sconfitta e... e la vittoria di PERON ha squalificato per sempre il PARTITO COMUNISTA Argentino che si è isolato dalla classe operaia per aver appoggiato... per aver negato l'appoggio a PERON. Allo stesso modo il PARTITO COMUNISTA Italiano salutava, i giovani salutavano PERON sapendo che egli sarebbe andato a battersi contro la dittatura militare e non conoscendo diciamo per intero il profilo del personaggio, che resta un personaggio molto problematico e anche difficile da decifrare in qualche modo, se non... se non lo si conosce da dentro insomma, ecco.

P.M.: sì, intanto è un piacere sentirla Dottor MORETTI perché...

MORETTI I.: ma per carità.

P.M.: volevo chiedere questo, lei ha assistito anche da testimone diretto oltre che alla nascita della dittatura in ARGENTINA, anche a quella cilena di qualche anno prima, 11 settembre del '70...

MORETTI I.: certo.

P.M.: io ricordo, come penso un po' tutti, anche i Giudici che ci ascoltano, che dal CILE arrivavano immagini che ci consentirono di dare subito un giudizio...

MORETTI I.: e questo...

P.M.: netto, preciso.

MORETTI I.: certo.

P.M.: dall'ARGENTINA no, lei come giudica, perché si è verificato questo?

MORETTI I.: ma in qualche misura gli argentini hanno tenuto conto anche della lezione cilena, cioè il golpe cileno fu un golpe trasmesso praticamente in diretta, nel senso che le cose avvenivano alla luce del sole, io arrivai in CILE tra i primi, ma non per mio merito, per un colpo di fortuna, perché lo spazio era chiuso. E va be', insomma vivevamo arrivando il 18, 19 settembre del '73 che vivevamo in un paese in cui si vedevano sequestrare le persone, si vedevano... si poteva visitare uno stadio, che poi è diventato un po' il simbolo della dittatura cilena, dove settemila persone erano recluse sulle... sugli spalti dello stadio, altrettante ve ne erano negli spogliatoi e venivano torturati, e tutto ciò veniva offerto alla vista della stampa internazionale... e qui anche qui anche gli Psicanalisti hanno cercato... gli Psicologi di capire perché, allora si è detto: "ma perché hanno dimostrato apertamente tanta violenza e il loro potere?", e va be', qualcuno dice che lo hanno fatto per terrorizzare subito, dice: "vedete di che siamo capaci", altri dicono che l'hanno fatto per una sorta di megalomania tipica di un... di personaggi che si credono onnipotenti e che in quanto tali si sentono autorizzati a manifestare la loro potenza, anche se essa è frutto di atrocità. Forse sulla lezione del golpe argentino, del golpe cileno, mi scusino, le cui immagini fecero il giro del mondo o forse per una loro - tra virgolette - "più intelligente visione" della situazione che si sarebbe prodotta... gli argentini fin dal primo momento operano nella clandestinità, nel buio e nel silenzio. E quindi vivere a BUENOS AIRES nei giorni del golpe, è vivere in una città normale, dove la sera si va a sentire il tango, dove si mangia nei ristoranti della RECOLETA, che è un luogo che sta di fronte al cimitero della "BUENOS AIRES ricca, un cimitero che non... non ospita le tombe dei poveri cristi. La notte i ritrovi sono aperti fino all'alba, ma la notte Polizia, Marina, Esercito e Aviazione sequestrano... trasferiscono le loro vittime nei luoghi clandestini di tortura che erano trecentosessantacinque e cominciano a massacrare, i primi massacri, come vi dicevo, avvengono... Quindi ecco la grande differenza, gli argentini capiscono una cosa, che debbono nascondere le atrocità che stanno commettendo e perché queste atrocità siano maggiormente nascoste, essi nell'atto del sequestro, questo è dimostrato dalle testimonianze, nell'atto del sequestro, la prima cosa che fanno... dopo aver davanti ai parenti delle vittime, talvolta mal menando anche esse, dopo aver praticato le prime violenze sul sequestrato, mentre abbandonano la casa del sequestrato, trascinando via anche il cosiddetto bottino di guerra, cioè rubando tutto quello che si poteva rubare alla vittima, lanciano un monito ai familiari e dicono: "se lo vuoi rivedere vivo stai zitto". Quindi si fa conto anche sul terrore che viene preso dai familiari delle vittime, sicché... sicché la gente non ne parla, non ne parlano gli interessati, solo dopo un po' di tempo avranno il coraggio di recarsi presso gli organismi dei diritti umani, che noi cominciammo a frequentare per documentarci, per registrare le prime interviste, per trasmetterle anche in ITALIA, atteso che centinaia di scomparsi avevano sangue italiano. E però tutto questo avveniva in un clima così... che era un po' schizofrenico, kafkiano, cioè non ti accorgevi di quello che succedeva, le famiglie tacevano, solo dopo un po', soltanto frequentando le sedi dei diritti umani venivi a capire. E c'era anche un atteggiamento di scetticismo, un cinico atteggiamento di scetticismo da parte dei settori della popolazione, direi vasti, i quali se il vicino di casa veniva sequestrato ed essi sì che lo venivano a sapere, commentavano con una frase che è diventata un po' significativa dell'indifferenza che per anni ha accompagnato questa operazione, che per anni l'ha resa possibile e cioè quando sentivano che qualcuno era scomparso loro pronunciavano questa frase "poralgo serà" (come da pronuncia), cioè se l'hanno preso qualcosa avrà commesso. Quindi c'è stata tutta una cornice di complicità oggettiva, tant'è che quando la giunta sta per morire ed emette il suo atto finale, dove rivendica una quota del suo operato criminoso, l'atto finale dice, non ha torto devo dire, "ci assumiamo la nostra quota di responsabilità per un'azione che trovò la tacita approvazione della maggior parte... la tacita approvazione o l'indifferenza della maggior parte della popolazione cilena", cioè essi, militari, nel rientrare nelle caserme, sapendo che sarebbero andati incontro al giudizio della storia, ricordano come la società argentina in qualche modo aveva chiuso gli occhi davanti a questa tragedia.

P.M.: senta uno dei, possiamo dirlo, dei maggiori carnefici fu l'Ammiraglio MASSERA, io ho qui una videocassetta, che poi vorrei vedere, che lei mi ha dato di...

MORETTI I.: sì.

P.M.: ...un'intervista.

MORETTI I.: certo, un'intervista.

P.M.: che MASSERA le concesse a BUENOS AIRES nell'82, verso la fine dell'82.

MORETTI I.: esatto.

P.M.: MASSERA credo fosse la mente più lucida tra i...

MORETTI I.: assolutamente.

P.M.: ...Generali, ecco. Aveva anche un disegno politico che lo differenziava tutto sommato da quelle figure un po' di secondo piano che erano...

MORETTI I.: era il più lucido, ma anche uno tra i più efferati.

P.M.: io vorrei, so di rivolgermi a un Giornalista coraggioso che ha sempre detto quello che sapeva, che lei parlasse anche di legami e di intrecci non puliti, affaristici, parlo anche della P2...

MORETTI I.: certo.

P.M.: ...MASSERA risulta...

MORETTI I.: iscritto.

P.M.: ...iscritto alla P2, come anche SUAREZ MASON.

MORETTI I.: SUAREZ MASON, certo.

P.M.: sì, tutto questo in qualche modo qui da noi in ITALIA ha influito.

AVV. SCIALLA: Signor Presidente, scusi, c'è opposizione alla domanda...

PRESIDENTE: sì, magari facciamo le domande...

AVV. SCIALLA: ...su SUAREZ MASON.

PRESIDENTE: ...non diamo per scontato dei fatti che non sono stati...

AVV. SCIALLA: non sono stati ancora provati.

P.M.: e allora voglio... chiedo semplicemente al Dottor MORETTI di illustrare la figura di MASSERA, qual era il disegno politico di MASSERA.

MORETTI I.: allora EMILIO MASSERA, ahi noi un altro cognome italiano dei tanti che... detto così in un'Aula di Giustizia italiana, dei tanti nomi italiani che ricorrono tra le alte gerarchie militari. EMILIO MASSERA fu membro della giunta, il primo membro della giunta, il primo Comandante della Marina nel 1976 al momento del colpo di Stato. All'epoca ho contezza che egli era già iscritto alla P2, ho contezza che fu appoggiato in questa sua candidatura al comando della Marina, governando ancora il governo di "ISABELITA" dalla P2 da... da LICIO GELLI e dalla sua ramificazione in ARGENTINA. Mi fu presentato dall'Ammiraglio MASSERA prima ancora che egli... che egli fosse nominato Comandante della Marina e la persona che me lo presentava mi comunicò, essendo questa persona Piduista, che MASSERA sarebbe diventato Comandante della Marina la mattina dopo, nessuno lo sapeva e in realtà la cosa avvenne in questi termini. Va bene, questo avveniva prima del colpo di Stato. Al momento del colpo di Stato EMILIO MASSERA si rileva l'uomo più scientifico e più... per quanto attiene la repressione, perché... la scuola della Marina, che è... della ..."LIBERTADOR", cosiddetta Scuola Navale della Marina, era una sorta di scuola per l'addestramento dei Sottufficiali, addetti alla parte tecnica, della manutenzione delle navi, si trasforma nel luogo più scientifico di torture e di repressione, nel senso che e... i prigionieri vengono sì torturati, ma poi divisi in due categorie, i prigionieri che possono dare una collaborazione di tipo intellettuale vengono trattenuti e quindi non uccisi fino a un certo momento, fanno i Giornalisti, fanno i ritagli di stampa, fabbricano documenti falsi, uno di costoro che è scampato, ha dichiarato di aver fabbricato un passaporto falso per LICIO GELLI, su ordine di MASSERA, questo è tutto documentato nel processo... negli interrogatori della Commissione Nazionale sugli Scomparsi, presieduta da... dal grande letterato ERNESTO SABATO è tutta comprovata. Bene, MASSERA da un lato è uno spietato sterminatore, "molto bravo" - tra virgolette - è il migliore degli sterminatori, nel senso lui... la sua non è una qualsiasi prigione clandestina, la sua è una prigione dalla quale alcuni prigionieri vengono salvati ed entrano a collaborare con la Marina stessa nella repressione, questo è l'aspetto in qualche modo diabolico dell'Ammiraglio MASSERA. Tal che si dividono i condannati a morte e quelli da risparmiare, che sono una minoranza, ma che talvolta sotto la tortura arrivano anche a collaborare poi come servizi segreti della Marina e a individuare le singole persone da sequestrare, avendole esse conosciute ed essendo stati loro compagni di lotta o di opposizione. MASSERA si

distingue subito da VIDELA, perché non gli va bene il progetto economico... perché gli argentini militari hanno messo in mano l'economia a un signore che si chiama MARTIN DEOS, il quale ha praticamente scelto una politica di impoverimento dell'industria argentina, dell'abbattimento totale delle dogane, dell'apertura alle multinazionali e all'industria... e all'industria straniera, distruggendo la media e piccola industria argentina, probabilmente con il proposito di distruggere anche la classe operaia, perché una ragione economica pura non esisteva in questa operazione. MASSERA combatte contro questa... palesemente contro VIDELA per questo tipo di politica economica liberista, perché egli sa che il suo sogno è quello di recuperare il PERONISMO e di farsene leader il giorno in cui si sarebbe tornati alla Democrazia insomma, MASSERA sognava di diventare un uomo politico. Al punto che quando lascia per limiti di età, l'aggiunta come Comandante della Marina, perché la tipicità della dittatura argentina, rispetto ad altre dittature è questa: che mentre dittature come quella cilena, sono dittature personalizzate nel senso che si forma poi anche tirano, nel senso che il Comandante dell'Esercito, diventa Comandante della Giunta e poi diventa Comandante della Nazione, parlo di PINOCHET, e poi diventa il tiranno assoluto. In ARGENTINA invece le cose furono più "corrette" - tra virgolette - nel senso che si rispettarono le gerarchie, a una certa età si andava al riposo, al ritiro, al riposo come dicono loro e quindi VIDELA esce dalla Giunta dopo quattro anni, esce poi MASSERA, quando MASSERA esce si dà alla politica, si dà alla politica con l'appoggio della P2 italiana e del "BANCO AMBROSIANO DI CALVI" al punto che i suoi uffici risiedono in un edificio del "BANCO AMBROSIANO" in AVENIDA SERRITO, dove io lo intervisto per farlo parlare dei suoi progetti economici, ma soprattutto perché a me interessava che parlasse dell'ITALIA, questo era il mede... progetto econo... dei suoi progetti politici poteva interessare relativamente, anche se erano interessanti ma condannati all'insuccesso ecco, non... era strano che un uomo così intelligente non capisse poi che al fondo quando si tornava al gioco, il gioco non sarebbe stato a lui favorevole, comunque lui ci ha provato a rientrare in politica, con i soldi del "BANCO AMBROSIANO" che lui aveva aiutato quando stava al Governo, perché il "BANCO AMBROSIANO" riuscì ad aprire gli sportelli a BUENOS AIRES che è quella che loro chiamano la FITI un po' enfaticamente, cioè la parte finanziaria della città, il "BANCO AMBROSIANO" mentre per avere il permesso per aprire uno sportello,

passavano mesi e mesi, MASSERA ottenne che il "BANCO AMBROSIANO DI CALVI" che era in mano alla P2, aprisse gli sportelli nel giro di quarantott'ore. Questi favori furono restituiti a MASSERA finanziando la sua... il suo ingresso in politica. Io ebbi questa intervista con lui a dimostrazione di come la Marina gli fosse ancora fedele, poco dopo i suoi Ufficiali in borghese erano a riposo come lui, gli portarono una cartella con la rassegna stampa, la rassegna stampa è quella raccolta di notizie del giorno, che viene fatta negli Uffici importanti e questo avveniva direttamente dalla Scuola Meccanica cioè da dove si torturava, perché per dichiarazione esplicita, io ne ho le prove, di un ex Ufficiale di Marina, di un ex torturato anzi scampato, si faceva ogni mattina la rassegna stampa e la si mandava all'Ammiraglio MASSERA quando questi non era più militare, era un borghese, tanto era stretta diciamo e organica la... e stretto organico il rapporto tra lui e... e la Marina. Veniamo a MASSERA politico e veniamo a MASSERA italiano, a me interessava mettere a fuoco la parte delle responsabilità italiane, visto che venivano da anni di frustrazioni, ora non voglio fare considerazioni politiche però devo dire che i pochi che lavoravano laggiù avevamo... andavamo avanti solo e praticamente soltanto per dimostrare la nostra solidarietà con chi soffriva, perché sapevamo che tutto questo parlare era inutile. Io debbo dichiarare davanti ad una Corte che mi rappresenta che l'atteg... che i nostri servizi da BUENOS AIRES non trovarono mai la eco che essi avrebbero meritato, cioè non accadde nulla, mentre noi denunciavamo pubblicamente in una televisione di Stato, io e non soltanto io la sparizione di italiani e di figli di italiani non si andava al di là di interpellanze parlamentari, per ragioni che poi si potranno vedere mi dirà qualcun altro che attengono anche agli interessi dell'ITALIA e attengono anche a un'altra... spie... a un'altra ragione politica, cioè che la bravura dei militari argentini collaborati da giornali come "IL CORRIERE DELLA SERA" che erano finiti in mano alla P2 e che avevano fatto scomparire dalle loro pagine la parola "Desaparecidos" per mesi non se ne è mai parlato, perché il giornale era della P2 e quindi GELLI ordinava che non se ne parlasse, ma al di là di questo resta il fatto che probabilmente loro riuscirono a dimostrare l'equazione Scomparsi/Brigate Rosse, che è stata un'intelligente, un intelligente modo di distrarre l'attenzione della politica italiana negli anni più sanguinosi del nostro terrorismo era... il 1977/'78. Chiedo a MASSERA di par... chiedo a MASSERA di parlarmi dei "Desaparecidos" italiani, nel frattempo in ITALIA è finalmente esplosa la

questione "Desaparecidos" e lui si meraviglia altamente, io ci ho la registrazione di queste interviste e dice: "ma la scoprite soltanto oggi" mi risponde testualmente, anche beffardo, anche schermendomi e mi dice: "ma io ogni volta che venivo a ROMA e alloggiavo all' e venivo a ROMA per cercare di comprare le armi", perché praticamente gli argentini avevano avuto in quel momento... avevano avuto in quel momento alcune difficoltà per acquisire armi sul mercato internazionale e gli interessava moltissimo un tipo di imbarcazione militare, che l'ITALIA faceva in quegli anni e che si chiama "LA FREGATA LUPO", "LA FREGATA LUPO" come potrebbero spiegarvi esperti di Marina è un'imbarcazione destinata al controllo delle coste che faceva molta gola a molti paesi, tra cui l'IRAQ che ne ordinò quattro e che non gli furono mai consegnate a LA SPEZIA, queste "FREGATE LUPO". MASSERA mi racconta che quando viene a comprare le "FREGATE LUPO" lui all'"EXCELSIOR" riceve personaggi della politica italiana mi fa anche i nomi di FANFANI e di ANDREOTTI, i quale gli consegnavano dei bigliettini con i nomi degli scomparsi italiani, quindi MASSERA ne conclude "vede caro amico Giornalista, periodista, che mi viene a raccontare, il suo paese sapeva tutto" sapeva tutto al punto che due autorevoli personaggi, l'uno che in quel momento, uno forse era Ministro degli Esteri adesso non... l'altro Presidente del Senato ma vado così a memoria, andrebbe dimostrato, comunque erano due autorevoli governanti italiani di là la loro militanza politica, perché io ho detto che l'indifferenza era generale non... non contesto nulla a FANFANI e ANDREOTTI o alla DEMOCRAZIA CRISTIANA, la differenza era del... anche della Sinistra italiana era de... gran parte dei sindacati si svegliarono molto tardi, insomma c'era, la grande stampa non ne parlava mai, c'era quindi... questa cortina del silenzio che aveva molte ragioni, quindi MASSERA beffardamente mi dice che lui aveva in ITALIA i suoi amici, fu ricevuto dal Papa, il quale non sapeva che le mani di MASSERA erano sporche di sangue, ma fu ricevuto dal Papa nel 1978 da PAOLO VI non da un Papa qualunque e poi dirà MASSERA una persona che questo è documentato, "se il Papa sapesse quello che stiamo combinando dovremmo smettere di reprimere", cioè perché la... come si dice... loro uccidevano nel nome di Dio, si prosservano cattolici, apostolici romani in quanto tale MASSERA viene ammesso ad udienza in VATICANO e questa doppiezza gli serve anche in qualche modo la... l'astensione da una parte e la protezione dall'altra della Chiesa Cattolica purtroppo. Quindi il mio incontro con MASSERA serve non soltanto esso, ma è una prova in

più a dimostrare di come... di come l'ITALIA sapeva e di come l'ITALIA taceva.

P.M.: sì, a proposito di ESMA di Scuola Meccanica della Marina, lei sa... mi pare lo ha scritto anche nel suo libro "INNOCENTI E COLPEVOLI", esisteva una sorta di tipografia nell'ESMA dove si costruivano falsi passaporti.

MORETTI I.: dianzi ho ricordato che è stato fabbricato il passaporto di GELLI, cioè c'è un... un sequestrato che giura davanti alla commissione...

P.M.: VICTOR BASTERRA.

MORETTI I.: bravo, costui era stato adibito a compiti di tipografo, cioè quella era... io quando ho detto dianzi che la Scuola della Marina era la più... era il luogo di tortura e di sequestro più efficiente, era una cosa a livello tecnologico, cioè però anche a livello... a livello infernale nel senso che i... nel senso che questo edificio, dovete immaginare come un palazzo largo e basso, cioè bianco come la... come la divisa dei Marinai, di fronte a... RIO DE LA PLATA che non si sa ancora se è mare o se è un fiume, insomma è un luogo più piacevole di BUENOS AIRES e c'è questo edificio molto, che sembra un po' coloniale insomma, no? E il primo e il secondo piano erano riservati alle attività normali, cioè c'erano incontri Ufficiali, Sottufficiali, nel sotterraneo e... nel sotterraneo e ancora in un piano... inferiore c'era invece l'inferno, cioè c'era da un lato si torturava e si uccideva anche, dall'altro si... e... lavorava, si lavorava anche su basi anche molto moderne, cioè si facevano documenti, si facevano schede sugli scomparsi o sulle persone da rapire si con... si falsificavano anche atti pubblici, cioè la Marina falsificava documenti della Polizia, perché c'era una grande concorrenza tra questi corpi di repressione, da una parte si falsificavano i documenti e dall'altro si moriva, cioè nella Scuola Navale Meccanica e... hanno partorito purtroppo moltissime prigioniere e ci sono anche qui le testimonianze che sono state uccise poco dopo il parto e ci sono testimonianze di prigioniere che sono state portate su una... un tavolo di ferro a partorire incatenate alle mani e ai piedi e hanno partorito tra le grida dei torturati e i loro figli, gli sono stati subito sottratti e ci sono casi con nome e cognome di mamme e figli di cui non si è più saputo nulla, questo è un altro capitolo che riguarda i bambini delle nonne, ma insomma questo per dirvi diciamo il livello di efferatezza ma anche di organizzazione che aveva questo Signor MASSERA insomma, la Scuola della Marina era... era un grande... il più moderno forse centro di tortura ma anche di "INTELLIGENCE", ma anche di disinformazione, ma anche di attività politica che sia esisto in CILE durante gli anni della dittatura militare.

P.M.: senta perché, come mai ad un certo punto la dittatura finisce quasi in maniera indolore direi, cos'è che fa...

MORETTI I.: la dittatura... la dittatura agonizza come spesso agonizzano le dittature, perché è venuto meno il consenso, è venuto meno il consenso anche di quei ceti che lo avevano appoggiata, perché la politica economica... è completamente fallita, tragicamente fallita, e quindi sia la... sia la borghesia finanziaria, l'ARGENTINA è un paese di speculazione, sia... quel poco che c'era di industria, come dire, ripudiano il regime militare, il quale è già ampiamente ripudiato dai settori medio/bassi della popolazione. A questo punto è di turno, di turno nel senso che è Presidente della Giunta un Generale che si chiama GALTIERI il quale gioca alla carta segreta, puntando su... sul nazionalismo del popolo argentino che non è una critica ma è una constatazione, perché tutti i popoli latino/americani sono nazionalisti, sono nati sulla base di frontiere spesso prive di qualsiasi logica storica e... quindi lui GALTIERI e i militari giocano la carta della rioccupazione delle isole FALKLAND che essi chiamavano MALVINE e fanno questa operazione, perché il consenso è finito, se... ma il nazionalismo, il patriottismo degli argentini è tale per cui il 30 marzo in PIAZZA DI MAGGIO una manifestazione viene repressa, i manifestanti vengono bastonati, colpiti dai candelotti lacrimogeni, e il 2 aprile la stess... non la stessa gente, ma insomma, forse anche parte della stessa gente si riunisce a PIAZZA DI MAGGIO per applaudire il Governo Militare che ha occupato le isole FALKLAND. E' un'operazione suicida che dimostra anche la stortezza dei militari, MASSERA non l'avrebbe mai fatto, dei militari e... che erano al potere in quel momento, un'operazione stolta dal punto di vista bellico, dal punto di vista internazionale immaginate che prima di occupare queste MALVINE, REGAN che era Presidente americano, chiama questo dittatore argentino e gli dice: "stiamo calmo, non lo faccia, perché io sono amico della THATCHER, la THATCHER è una donna risoluta, verrà e vi sconfiggerà e GALTIERI dice: "il dato è tratto oramai noi andiamo avanti, abbiamo subìto dei torti". Il 2 aprile le stesse persone o non le stesse riempiono la piazza e acclamano la dittatura argentina, questo lo dice un po' tutta sulla chiave patriottica che essi avevano usato e sul nervo scoperto del nazionalismo che aveva il popolo argentino, e quindi si dimentica un po' tutto per un po' di tempo, la guerra dura poco, la Signora THATCHER manda anche un tran... manda anche i transatlantici trasformati in navi da guerra, l'inferiorità dei poveri militari argentini è totale e... quindi la guerra viene perduta, il primo atto vero è anche un po' terrorista degli inglesi è affondare un incrociatore che era molto lontano dalle acque della guerra, si chiamava

Incrociatore BELGRANO e lo affondano inutilmente dal... utilmente politicamente, inutilmente dal punto di vista bellico, lo affonda un sottomarino nucleare inglese, muoiono quattrocento circa marinai e il paese capisce che la guerra è perduta. La guerra va avanti fino alla resa, la resa di giugno, e la dittatura è ormai morta, è morta anche il Generale GALTIERI, il Presidente il quale tenta stoltamente di recuperare, ma i suoi Generali lo mettono sotto processo e lo... lo depongono con sette voti contro tre, quindi GALTIERI piuttosto che essere defenestrato, preferisce dimettersi e praticamente finisce la dittatura e si apre un periodo di transizione che viene affidato ad un Generale che si chiamava BIGNONE e che porterà l'ARGENTINA alle elezione.

P.M.: ecco, e a proposito di questo Dottor MORETTI mi pare che l'intervista di MASSERA si inserisca forse in questo periodo, in cui...

MORETTI I.: sì.

P.M.: ...MASSERA si candita...

MORETTI I.: esatto.

P.M.: ...anche lui, ecco io chiederei Presidente, perché è stata già prodotta questa cassetta...

PRESIDENTE: è durata anche...

P.M.: ...di poterla passare...

MORETTI I.: durerà un minuto, due minuti credo.

P.M.: no, dura neanche dieci minuti.

MORETTI I.: no, no, meno, meno, ah, perché è la versione integrale, sì allora durerà cinque, sei, sette, minuti forse...

P.M.: sì.

MORETTI I.: ...meno no.

P.M.: è molto breve.

PRESIDENTE: ce l'abbiamo già pronta, sì, prego!

VOCI: (in sottofondo).

PRESIDENTE: quanti testi sono presenti?

P.M.: ce ne sono altri cinque Presidente, però due li sentiremo nel pomeriggio.

VOCI: (in sottofondo).

PRESIDENTE: volevamo sapere...

MORETTI I.: mi dica Presidente.

PRESIDENTE: ...in quel periodo che lei è stato in ARGENTINA come inviato speciale...

MORETTI I.: non come corrispondente come inviato speciale.

PRESIDENTE: eh, in quale...

MORETTI I.: cioè, soggiornavo nei periodi più interessanti, più caldi, poi tornavo in ITALIA, oppure andavo nel SALVADOR, insomma coprivo l'area latino/americana, quindi...

PRESIDENTE: quindi andava saltuariamente.

MORETTI I.: ero inviato... inviato in AMERICA LATINA, cioè a dire di volta in volta seguivo le fasi calde, quindi, per esempio, il 23 settembre non assistetti alle elezioni di PERON, perché ero in CILE dove da dodici giorni c'era stato il colpo di Stato insomma ecco, però la fase argentina l'ho seguita tutta nei suoi momenti diciamo più significativi, fino alla vittoria di ALFONSIN e al ritorno della Democrazia...

PRESIDENTE: i fatti che ci ha riferito, lei come li ha appresi, lei ha parlato di testimonianze, raccolte come, tanto per...

MORETTI I.: certo, per...

PRESIDENTE: ...entrare nella logica del Processo.

MORETTI I.: ...per la Corte, ma alcune sono personali, altre sono per quanto attiene per esempio i dati di fatto che ho citato, non so la fabbricazione del passaporto e le donne che partoriscono incinte, sono tutte testimonianze rese sotto giuramento davanti alla Commissione di inchiesta che il Governo Argentino ha nominato, tre giorni dopo il colpo... il ritorno della Democrazia con un atto che sicuramente potrebbe essere discusso da giuristi come voi, però fu un decreto presidenziale con il quale si chiedeva alle Forze Armate di sottoporre a giudizio tutti i membri dei governi militari, perché non avrebbe potuto essere diciamo la Magistratura ordinaria a farlo, le Forze Armate non vollero farlo, si rifiutarono di processare, sicché fu la Magistratura di BUENOS AIRES a istruire e a dare... e a procedere con questo giudizio parallelamente al processo il Presidente ALFONSIN nominò una commissione di inchiesta, la quale ha lavorato mesi e mesi interrogando quanti più possibile ex sequestrati o famiglie di sequestrati che non avevano assistito al sequestro e visitando numerosissimi luoghi di detenzione, ricostruendo quindi le testimonianze sulla base fisica delle sedi in cui questi prigionieri venivano detenuti, nascosti e poi uccisi. E di tutto... di tutto quanto ciò esposto, e... è... è dato atto nel libro "NUNCA MAS" che sono e... che è il racconto della commissione di inchiesta che è uscito anche in ITALIA, seppure un po' clandestino ma insomma che... che è abbondantemente disponibile nelle versioni argentine e in quelle italiane e... che nessuno ha mai confutato, perché sono testimonianze rese da protagonisti di questa vicenda.

P.M.: che è stato prodotto Presidente, sia in...

MORETTI I.: sì.

P.M.: ...lingua spagnola che in italiano, già prodotto.

PRESIDENTE: possiamo allora far partire la cassetta.

VISIONE IN AULA DELLA VIDEOCASSETTA.-

PRESIDENTE: ma era già così la cassetta?

P.M.: no, no, che non si sia smagnetizzata questa ultima parte, mi pare strano.

MORETTI I.: sì.

VOCI: (in sottofondo).

P.M.: cosa diceva lo ricorda MORETTI?

MORETTI I.: sì, lo ricordo, sostanzialmente lui diceva questo: che non negava i suoi rapporti con GELLI, non negava che GELLI, non negava la sua iscrizione alla P2 e sosteneva che per quanto riguarda gli affari privati di GELLI sono ca... scusi, sono affari suoi e quindi non... Per quanto riguarda, l'attività, la collaborazione data da GELLI al Governo Argentino, riconosco che essa è stata continua utile e importante questo era un po' il pensiero, ricorda che GELLI era addetto commerciale della Giunta Militare presso...

P.M.: senta, io volevo farle...

MORETTI I.: ...lui era addetto commerciale presso il Governo Italiano.

P.M.: voglio fare un'ultima domanda e poi la lascio, perché so che ha anche da fare.

MORETTI I.: grazie.

P.M.: ed è questa: abbiamo sentito poco fa l'Ammiraglio MASSERA continua a parlare di terroristi sovversivi, noi sappiamo che i "Desaparecidos" sono trentamila, lei ha vissuto quegli anni è inutile nascondersi che ci furono dei gruppi anche...

MORETTI I.: certo.

P.M.: ...armati, ma era possibile che ci fossero veramente trentamila terroristi?

MORETTI I.: il terrorismo è un dato oggettivo, è stato un dato reale nella vicenda argentina, ma i "Montoneros" che praticavano anche il terrorismo, praticarono anche il terrorismo dopo la rottura e erano valutati attorno ai mille e cinquecento, tra i mille e cinquecento e i duemila, e il gruppo armato dell'esercito rivoluzionario del popolo che era il braccio armato, diciamo dell'estrema Sinistra trotskista, perché c'è un partito del lavoro che è un partito trotskista quindi, di estrema Sinistra erano altrettanti mille e cinquecento, però quando c'è il colpo di Stato, questo esercito, perché c'era questa enfasi di attribuirsi denominazioni militari da parte di questi gruppi anche i "Montoneros" e quindi c'erano gli Ufficiali, c'era questa un po' follia militare, e però erano in tutto tremila e quando e... e quando avviene il colpo di Stato di fatto l'esercito rivoluzionario dell'ERP che sono questi mille e cinquecento che aveva scelto di combattere non a BUENOS AIRES, cioè non facendo terrorismo urbano, ma operando nelle campagne della provincia di TUCUMAN e cioè cercando il consenso delle zone rurali, e quelle erano state di fatto già sterminati, e quindi avevano già perso. Quindi davanti a... una cifra che oscilla dai venti ai trentamila "Desaparecidos", è palese la sproporzione, ed è palese anche l'assurdità di definire terroristi coloro i quali sono scomparsi, cioè MASSERA è l'unico che parla di uccisi, perché poi nell'atto finale, invece la Giunta sostiene paradossalmente che una gran parte dei "Desaparecidos" vivono all'estero o sotto falso nome o vivono clandestini nel paese. Purtroppo una dichiarazione analoga fu fatta anche dal Cardinale ARAMBURO che intervistato a ROMA nell'82 disse che i "Desaparecidos" vivono nell'estero, ma questo per dirvi un po' anche del quadro che c'era, di complicità di cui beneficiavano i militari argentini, di cui beneficavano i militari argentini. Quindi in realtà, è come dicevo all'inizio di questa... di queste risposte, si scompariva si sequestrava non in quanto terroristi ma sulla base di un progetto che io... che noi abbiamo chiamato genocida, cioè i Generali argentini sono partiti dal presupposto che bisognava ripristinare l'ordine, bisognava socia...

sociale ed economico e che bisognava quindi sradicare tutto ciò che era aspirazione sociale, istanza sociale, protesta, sindacalizzazione, pensate che a LA PLATA un gruppo di ragazzi furono sequestrati e uccisi, poi ne è stato tratto un film che si chiama: "LA NOTTE DELLE MATITE", "LA NOCE DE LO LAPIS" (come da pronuncia), in argentino, furono sequestrati e uccisi solo perché in un'assemblea di studenti avevano proposto che venisse deciso uno sconto sui mezzi di trasporto.

P.M.: uno di questo Dottor MORETTI, PABLO DIAZ, l'unico sopravvissuto sarà sentito come teste.

MORETTI I.: ecco, no questo per dirvi ecco di come era... di come era indiscriminata la... non sapevo questo, di come era indiscriminata la repressione. Quindi si sequestrava sulla base di sospetti, ma anche sulla base di nomi trovati nelle agendine dei sospettati. Praticamente se avessero preso me perché sospettato di essere un Giornalista dell'opposizione e avendo io un'agendina con i nomi più strani, ecco, i nomi decifrabili di questa agendina venivano tutti ricercati e torturati e interrogati sulla mia attività per verificare quali potessero essere diciamo i miei agganci con l'estremismo con la sovversione, quindi vi dicevo prima che hanno considerato sovversivi chi aiutava i poveri. C'è un Prete che racconta... che è stato sequestrato e che racconta in questo libro che si chiama "NUNCA MAS", che il suo torturatore gli diceva: "vede Padre, lei ha sbagliato tutto - dice - lei non ha capito una cosa, che i poveri di spirito non sono i poveri, ma sono i ricchi, quindi lei adesso se uscirà vivo da qui, dovrà aiutare i ricchi, perché i poveri di spirito sono loro che hanno bisogno di aiuto materiale, i poveri poveri se la cavano da soli, non hanno problemi mentali, sono poveri. E' il ricco che ha problemi mentali, è il ricco che... che ha bisogno dell'aiuto. Beati i poveri di spirito, perché vostro sarà... perché loro sarà il regno dei cieli". In realtà poi questo torturatore dimenticava che c'è un altro sempre nel canto delle beatitudini dove si dice invece: "beati coloro che sono repressi perché di loro sarà il regno dei cieli" ma questo militare torturatore non lo sapeva. E quindi è palese insomma che... che la macchina della morte ha stritolato non soltanto... anzi, c'è anche da aggiungere una cosa, che molti "Montoneros" erano scappati all'estero. Quindi di quei millecinquecento alcuni con comportamento anche di dubbia coerenza secondo me ma io faccio un discorso un po' moralistico, se l'erano data, quindi molti vivevano in EUROPA e io ho assistito ad una conferenza stampa semiclandestina ma non clandestina della dirigenza MONTONERA che è stata data all'"HOTEL LEONARDO DA VINCI" a ROMA. Mentre si torturava e si uccideva, ma questo è tipico di queste situazione, questo accadeva anche in... in SALVADOR dove la dirigenza della guerriglia, viveva in NICARAGUA, cioè in un Santuario amico, quindi è assolutamente ridicolo immaginare che... come fa MASSERA che i terroris... che gli scomparsi fossero tutti terroristi.

P.M.: io la ringrazio moltissimo.

MORETTI I.: prego!

P.M.: non ho altre domande.

PRESIDENTE: i Difensori di Parte Civili, ci sono domande? Nessuna. I Difensori degli imputati? La ringraziamo.

MORETTI I.: molte e grazie, buongiorno.

PRESIDENTE: buongiorno.

P.M.: Presidente, adesso ci sono dei testi della Parte Civile, dell'Avvocato De Figueiredo, siamo d'accordo che sentirà i suoi testi, perché ha dei problemi.

PRESIDENTE: i Difensori degli imputati nulla osservano riguardo a questo cambio di ordine?

VOCI: (in sottofondo).

PRESIDENTE: facciamo entrare uno di questi testi. L'Avvocato De Figueiredo dov'è?

VOCE: è presente.

PRESIDENTE: ah, eccolo. Chi vogliamo fare entrare?

AVV.DE FIGUE.: GAGGERO.

VOCI: (in sottofondo).


 Versione stampabile


Diritti umani in Argentina
Organismi storici
- Madres
- Abuelas
- Familiares
- M.E.D.H.
- C.E.L.S.
- A.P.D.H.
- Liga
- Serpaj


Processo Mastinu in Argentina

Cerca