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19.9.2000 - Riccardo Bechis

Stato

Presidente: MARIO D'ANDRIA
Giudice a Latere: STEFANO PETITTI
Pubblico Ministero: FRANCESCO CAPORALE
Cancelleria: ORIETTA CALIANDRO

UDIENZA DEL 19.9.2000
Esame del teste: RICCARDO BECHIS



PRESIDENTE: parla italiano, sì. Allora deve leggere quella dichiarazione.

BECHIS R.: (assolta formula di rito).

PRESIDENTE: le sue generalità?

BECHIS R.: pardon?

PRESIDENTE: se ci può dare le sue generalità.

BECHIS R.: sì, RICCARDO BECHIS.

PRESIDENTE: nato quando e dove?

BECHIS R.: nato a PALERMO, il 18/06/'21.

PRESIDENTE: residente, dove?

BECHIS R.: a MILANO.

PRESIDENTE: in via?

BECHIS R.: VIALE MONTENERO 80.

PRESIDENTE: può rispondere al Pubblico Ministero?

BECHIS R.: pardon?

PRESIDENTE: risponda alle domande che le rivolge il Pubblico Ministero.

BECHIS R.: sì.

P.M.: allora Ingegner BECHIS, noi abbiamo già sentito suo figlio MARCO, MARCO è stato sequestrato il 19 aprile del '77 e internato in un centro clandestino il "CLUB ATLETICO", volevo chiederle, lei come ha appreso del sequestro di suo figlio?

BECHIS R.: io ho appreso del sequestro di mio figlio, sulla base di una telefonata ricevuta a MILANO da un suo compagno di scuola, perché mio figlio frequentava una scuola serale ed una sera all'uscita, alcune persone in borghese hanno chiesto chi era mio figlio, gli è stato indicato ed è stato caricato con violenza su una... così raccontano i suoi compagni in una famosa FALCON che erano le automobili che usava la Polizia ed è scomparso.

P.M.: con un FORD FALCON quindi.

BECHIS R.: un FORD FALCON sì.

P.M.: fu caricato su un FORD FALCON. Questa telefonata la ricevette da una ragazza?

BECHIS R.: la rice... in quel momento io lavoravo nel gruppo FIAT, in quel momento preciso io ero ad ISTANBUL e quindi fui avvisato, fu avvisata mia moglie che mi avvisò ad ISTANBUL.

P.M.: lei era Dirigente...

BECHIS R.: in quel momento Dirigente del gruppo "FIAT".

P.M.: della "FIAT" in ARGENTINA o era stato in ARGENTINA?

BECHIS R.: no, della "FIAT" Ingegneri a TORINO.

P.M.: a TORINO, in precedenza aveva...

BECHIS R.: lavorato...

P.M.: ...lavorato per la "FIAT" in ARGENTINA.

BECHIS R.: no, avevo lavoravo venticinque anni per il gruppo "TEKINT" in ARGENTINA.

P.M.: in ARGENTINA comunque. Quindi appresa la notizia del sequestro di suo figlio lei che cosa ha fatto?

BECHIS R.: mi sono... attraverso una rete di aeroplani sono arrivato a BUENOS AIRES con mia moglie.

P.M.: in questo viaggio che immagino sia stato angosciante e precipitoso...

BECHIS R.: abbastanza.

P.M.: ...ha avuto, scusi questa domanda, la solidarietà e l'aiuto anche materiale da parte della "FIAT"?

BECHIS R.: sì, praticamente da amici, sia delle due società, quella in cui avevo lavorato venticinque anni in ARGENTINA e della "FIAT", i quali siccome il problema era individuale in quale delle quattro Polizie segrete poteva essere stato portato mio figlio, quello dell'Esercito, Marina, Aviazione e Polizia, tramite indagini e conoscenze erano arrivati alla conclusione con la quasi certezza che mio figlio fosse stato preso dalla Polizia dell'Esercito.

P.M.: quindi facendo un passo indietro, lei vola subito a BUENOS AIRES, insieme a sua moglie?

BECHIS R.: sì.

P.M.: e quali sono stati i passi concreti che lei ha fatto per cercare di scoprire dove fosse finito MARCO?

BECHIS R.: beh, mi sono... diretto all'Ambasciata e al Consolato e poi mi sono riunito con tutti i miei amici italiani e argentini, che mi conoscevano e... da molti anni, per vedere cosa potevo fare.

P.M.: lei ha detto di avere intanto come primo passo appreso che era a disposizione della prima Polizia mi pare di aver capito.

BECHIS R.: Polizia dell'Esercito.

P.M.: Polizia dell'Esercito, che cosa intende dire, cioè che si trovava nella...

BECHIS R.: che si trova nella...

P.M.: ...zona 1?

BECHIS R.: ...siccome le carceri erano segrete, non... diciamo dal punto di vista formale non esistevano ma tutti sapevano che venivano portati in centri nascosti, bisognava prima di tutto sapere quale delle quattro... perché le quattro Polizie lavoravano completamente indipendenti, se uno... almeno dipendenti... per... per chi non sapeva nulla e quindi bisognava sapere a chi dirigersi in qualche maniera, sapendo però prima dove era stato presumibilmente portato.

P.M.: quando lei dice prima Polizia, si riferisce, ripeto la domanda al fatto che materialmente poteva ritenersi intanto accertato che si trovava in un centro clandestino sito nella zona 1?

BECHIS R.: le notizie che questi miei amici mi diedero, i quali evidentemente parlarono con persone che loro conoscevano che era stato diciamo il... che il FALCON che lo aveva diciamo preso quella notte, apparteneva alla Polizia Segreta dell'Esercito e quindi Primo Corpo di Armata.

P.M.: lei ha potuto richiedere l'intermediazione di persone influenti per...

BECHIS R.: sì, cioè, non persone influenti e... io trovai attraverso gli amici, una persona che aveva un rapporto diretto con il Comandante in capo del Primo Corpo dell'Armata che era il Generale SUAREZ MASON.

P.M.: ritiene che a favorire l'esito felice della conclusione del sequestro di MARCO abbia influito e fino a che punto il fatto che lei era un alto Dirigente della "FIAT"?

BECHIS R.: lo devo desumere, non lo posso... può essere un'opinione personale, ma non... potrebbe essere.

P.M.: è a conoscenza, se lo è, di interventi anche, diciamo, dell'arco della società per cui lavorava, per intervenire a fare qualcosa per suo figlio?

BECHIS R.: non mi risulta, mi sono... vorrei dire che nel momento in cui io sono stato... sono arrivato a BUENOS AIRES ho avuto la precisa percezione che... mi fu anche detto da un giovane Console, che o io riuscivo a salvarlo o nessuno lo salvava, questo è quello che mi è stato detto da un Console.

P.M.: cos'è che ha rappresentato la chiave di svolta della liberazione di MARCO?

BECHIS R.: la chiave di svolta è stata parlare con questa persona che aveva un rapporto di conoscenza con il Generale SUAREZ MASON e pregarlo di dire se qualcosa si poteva fare a mio figlio, se lui lo aveva.

P.M.: lei sa, è in grado di dirci chi è questa persona che ha intercesso per lei con il Generale SUAREZ MASON?

BECHIS R.: preferirei non...

P.M.: non fare il nome...

BECHIS R.: ...esporre...

P.M.: lei non ha parlato personalmente, è stato mai ricevuto personalmente dal Generale SUAREZ MASON?

BECHIS R.: assolutamente no.

P.M.: ma la persona che intervenne in suo aiuto diciamo le disse testualmente ho parlato con il Generale SUAREZ MASON?

BECHIS R.: la persona mi disse prima una cosa molto più allucinante, mi disse: "sono già intervenuto in passato in casi simili e il Generale SUAREZ MASON, può rispondermi che non può far nulla o non ne sa nulla e allora lei suo figlio no lo vede mai più o può dire che può fare qualcosa", questo è una delle due risposte che io le potrò portare.

P.M.: sono curioso, era un ecclesiastico per caso questa persona?

BECHIS R.: pardon?

P.M.: era un ecclesiastico questa persona che l'ha aiutata?

BECHIS R.: no.

P.M.: no.

BECHIS R.: anzi...

P.M.: no, va bene.

BECHIS R.: ...non ho avuto supporto, sono stato anche... al più alto livello, ma ho avuto solo delle buone parole, della promessa di una lettera al Generale VIOLA, Comandante in capo dell... molto freddo, tutto molto freddo.

P.M.: lei è rimasto immagino a BUENOS AIRES fino al momento della liberazione di MARCO, che avviene mi pare a luglio del...

BECHIS R.: sì.

P.M.: ...'77.

BECHIS R.: io no, sono rimasto a BUENOS AIRES, perché nel momento che MARCO è stato portato al Carcere Municipale e quindi... e l'ho visto in quel momento avevo percepito che perlomeno la sua vita era salva e sono rientrato per ragioni di lavoro in ITALIA ed è rimasta mia moglie.

P.M.: si riferisce al fatto che ad un certo punto MARCO venne tolto dal centro clandestino del "CLUB ATLETICO" dove si trovava per essere trasferito, non ricordo se a "VILLA DEVOTO" o alle "UNITAD 9 DI LA PLATA".

BECHIS R.: sì, in effetti la risposta che noi abbiamo ricevuto dopo circa sessanta ore di attesa della risposta del Generale SUAREZ MASON fu che poteva fare qualche cosa, quindi siamo rimasti in attesa che qualcosa succedesse in effetti una decina di giorni dopo circa, MARCO fu portato al Carcere "VILLA DEVOTO" e noi ne fummo informati da una telefonata anonima che lui aveva pregato il Poliziotto di telefonare a questo tele... ci avvisò che stavano portandolo a "VILLA DEVOTO".

P.M.: quindi dopo la liberazione MARCO è venuto in ITALIA.

BECHIS R.: dopo la liberazione è stato ancora due mesi in ARGENTINA e dopo di che le Autorità Argentine chiesero informalmente che mia moglie non restasse più in ITALIA, in ARGENTINA, mi fu consigliato che partisse, lei rientrò il ITALIA e dopo qualche giorno noi avevamo lasciato alla Polizia il biglietto prepagato via aereo e dopo qualche giorno lui fu... dopo... fu imbarcato in una... e ritornò, successivamente e... fummo informati che la ragione per cui lui era stato imbarcato è perché aveva ricevuto un decreto di espulsione dal paese.

P.M.: la ringrazio non ho altre domande.

PRESIDENTE: Difensori di Parte Civile? Nessuna domanda, Difensori degli imputati, nessuna domanda, senta il motivo per il quale suo figlio venne internato in un campo di concentramento...

BECHIS R.: pardon?

PRESIDENTE: ...per quale motivo venne arrestato suo figlio?

BECHIS R.: mah, io devo... mio figlio era rimasto in ARGENTINA in quanto io mi ero trasferito dall'ARGENTINA all'ITALIA un anno prima e lui si sentiva insieme a sua sorella profondamente argentino e quindi aveva in un certo senso rifiutato il trasferimento e dopo un anno di politecnico in ITALIA era volontariamente rientrato in ARGENTINA, lui era un simpatizzante, ma il suo sogno era quello di fare il maestro dei poveri, e quindi faceva questa scuola serale, evidentemente lui aveva delle persone che conosceva nell'ambito... diciamo del... della reazione diciamo... quindi la ragione per cui è arrestato era perché lui non voleva ritornare in ITALIA.

PRESIDENTE: questo mi sembra, cioè che attività svolgeva, adesso a parte questa professione di cui lei ha parlato, svolgeva un'attività di carattere politico o comunque assimilante?

BECHIS R.: no... vorrei... lui lavorava mi pare in una segheria, perché io non... avevo... ero abbastanza contrario alla sua permanenza anche perché ritenevo che correvo un grande pericolo come... purtroppo si è verificato, e facevo questa scuola serale onestamente non so se faceva qualcosa, non lo so veramente e concretamente.

PRESIDENTE: Pubblico Ministero ha da fare altre domande? Nessun altro dei Difensori si può accomodare grazie.

BECHIS R.: grazie.

PRESIDENTE: buongiorno.

VOCI: (in sottofondo).


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