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22.11.200 - Conclusioni di Giovanni Pietro de Figueiredo

Stato

Presidente: MARIO D'ANDRIA
Giudice a Latere: STEFANO PETITTI
Pubblico Ministero: FRANCESCO CAPORALE
Cancelleria: ORIETTA CALIANDRO

UDIENZA DEL 22.11.2000
Conclusioni dell'Avvocato dello Stato:
GIOVANNI PIETRO DE FIGUEIREDO




PRESIDENTE: Allora, gli imputati già contumaci, l'Avvocato Scialla difende i primi due d'Ufficio, gli altri in sostituzione dell'Avvocato Strillacci sempre d'Ufficio, la Parte Civile l'Avvocato De Figueiredo, Gentili e tutti gli altri. E allora possiamo dare la parola all'Avvocato de Figueiredo!

VOCI: (in sottofondo).

PRESIDENTE: siamo in ascolto!

AVV.DE FIGUE.: Signor Presidente, Signor Giudice a latere, Signori Giudici Popolari, devo premettere che la singolarità di questo processo, che ha... presenta una varietà di aspetti sia in fatto che in diritto, mi impone di tenere nella dovuta attenzione il fatto che la Corte di Assise è composta da... anche da Giudice non togati, ai quali anche se in Camera di Consiglio non mancherà e avranno a disposizione la preparazione e l'esperienza dei Signori Magistrati togati, per ogni ulteriore chiarimento rispetto a quello che dirò, dicevo, devo tenere nel dovuto conto questa presenza, perché in alcuni casi dovrò cercare di rendere comprensibili anche ai Giudici non togati, alcune mie considerazioni di carattere strettamente tecnico-giuridico, intorno alle quali soltanto è, almeno a mio avviso, possibile costruire una tesi accusatoria inattaccabile giuridicamente. E' ferma intenzione infatti di questa Parte Civile collaborare, per portare ai Giudici come contributo doveroso di ogni Avvocato ogni possibilità, perché la loro Sentenza sia una Sentenza perfetta, e per essere perfetta la Sentenza deve essere giuridicamente inattaccabile come prima cosa. I Signori Magistrati togati vorranno così perdonarmi se in alcuni casi farò alcuni accenni o darò alcune spiegazioni che per loro sono sicuramente ovvie, potranno sembrare didascaliche, ma le ritengo necessarie, perché ritengo necessario che tutti i componenti del Collegio possano seguirmi mentre parlo in tutto l'arco della mia arringa, che cercherò di contenere nei termini di cui parlai nelle precedenti udienze. Vorrei innanzi tutto fare una precisazione e questa precisazione iniziale è soprattutto per i Giudici non togati, perché gli altri già sanno quello che dirò. Qual è la precisazione, perché un'altra Parte pubblica in questo giudizio oltre al Pubblico Ministero, perché questo Avvocato dello Stato vi sta parlando in questo giudizio. Il Pubblico Ministero è l'azione penale, è cioè l'attività volta a far sì che i Giudici cioè Voi, a seguito di attività compiute prima del processo, possiate valutare dei fatti, possiate accertare se questi fatti hanno, se con questi fatti si è realizzata la violazione di una norma penale e se è possibile o no irrogare una pena. Per semplificare io mi azzardo a dire che il Pubblico Ministero è la legge penale che si è incarnata in lui, e la legge penale attraverso la persona del Pubblico Ministero si adopera perché i Giudici la applichino. Il Pubblico Ministero è così una parte senza interessi di parte, senza interessi economici, senza nessun colore. E' la legge nella sua concezione assoluta, l'Avvocato dello Stato, che qui vi parla, è invece il rappresentante del Governo della Repubblica, a cui compete di dare attuazione alla volontà dei rappresentanti del popolo, e quindi di tutelare gli interessi concreti della Nazione, anche in ambito internazionale e facendo valere in giudizio gli interessi economici, anche quando questi sono o possono apparire nascosti o coperti da interessi di non minore livello o valore, come interessi politici o morali, anch'essi meritevoli di tutela. Siamo arrivati finalmente al termine di questo lungo cammino che la Parte Civile, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha voluto percorrere con la massima attenzione al fine di contribuire, a dimostrare sulla scorta del materiale raccolto precedentemente dal Pubblico Ministero e dagli Avvocati dei parenti delle vittime, dicevo, al fine di, di mostrare la responsabilità di tutti gli imputati in questo Processo di cui responsabilità, di cui abbiamo più volte parlato, ma alla quale adesso alla fine noi tutti a parte i Difensori ovviamente, com'è ovvio, dobbiamo riconoscimento di responsabilità a cui tutti noi tendiamo con la massima determinazione. La quantità del materiale probatorio, che è a vostra disposizione, è a nostra disposizione, è tale che ove questa Parte Civile volesse, come sarebbe utile e come sarebbe desiderio di ognuno degli Avvocati, ove questa Parte Civile volesse esaminarla, l'esame richiederebbe moltissimo tempo e purtroppo e lo dico con sincerità, purtroppo non è possibile a nessuno di noi e comunque a me farlo. Quindi questa situazione mi esenta dall'annoiare il Collegio, dall'esame minuzioso di tutte le risultanze processuali, e ritenendo più utile invece fornire con riferimento ai fatti importanti che emergono da tutto il materiale probatorio, una guida e delle linee direttrici di valutazione dei fatti, perché credo che poi sia questo il compito dell'Avvocato; quindi una sorta di intelaiatura intorno alla quale io penso che possa o addirittura debba essere costruita una Sentenza giusta ed equilibrata. Ho detto agli inizi una Sentenza inattaccabile giuridicamente, ma una Sentenza, noi chiediamo una Sentenza giusta ed equilibrata e siamo convinti di poter chiedere una Sentenza giusta ed equilibrata, di responsabilità sulla base del materiale a nostra disposizione. Una Sentenza giusta ed equilibrata e quindi rispettosa dei fatti, delle norme, della logica e parleremo più in là di questo argomento, della logica e anche del buon senso. Anche, naturalmente faremo questo se con... solo con riferimento ad alcuni punti del materiale probatorio a disposizione, con riferimento a quelli che per noi sono gli elementi e le circostanze e gli aspetti processuali più rilevanti, senza di che rischieremmo, a mio avviso, di vanificare le esigenze di giustizia e di sforzi, che sono stati fatti, prima che da Voi per esaminare in questo dibattimento questo materiale ed ascoltarci tutti, gli sforzi che sono stati fatti dal Signor Pubblico Ministero e dai colleghi, che hanno rappresentato in questo periodo i parenti delle vittime per portare giustizia a sette ombre, sette ombre, che stanno davanti a un corteo di trentamila ombre, sette. Il secolo che ci siamo lasciato dietro le spalle è un secolo in cui l'umanità ha percorso un cammino enorme, se guardiamo a quello che era l'umanità e lo stato in cui il mondo si trovava alla fine dell'800, e vediamo ciò che è stato fatto in tutti i campi, politica, scienza, tecnica, un progresso enorme, ma è un secolo che gronda sangue. Purtroppo dobbiamo dire che l'essere umano in questo secolo si è mostrato meritevole, sotto questo aspetto, di minore considerazione delle bestie, non si è mostrato come le bestie, si è mostrato capace di essere inferiore. Abbiamo avuto in questo secolo la SHOA, i milioni di ebrei, abbiamo avuto questa organizzazione da parte del Nazismo di questi, del sistema per distruggere questi esseri umani e altri milioni di altri oltre agli ebrei. Abbiamo avuto i milioni di culachi distrutti nei GULAG sovietici, abbiamo avuto quanti altri milioni di morti. Cosa sono trentamila persone di fronte a questi milioni di morti? Questi trentamila "Desaparecidos" sono scomparsi a trent'anni dalla fine questo anno, trent'anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Trent'anni dopo NORIMBERGA, quindi in un'epoca in cui benché ci siano state varie dittature, i Colonnelli in GRECIA, SALAZAR in PORTOGALLO, FRANCO ha continuato a essere dittatore in SPAGNA tra il '76 e l'83 e l'83 ci sono stati questi trentamila "Desaparecidos", e voglio partire dalla testimonianza del teste VERDISCHI, ascoltato all'udienza del 14 giugno 2000, pagina 111 e 112 della trascrizione. il teste VERDISCHI ci riferisce di un'affermazione fatta dal Generale RIVEROS, uno dei due imputati eccellenti in questo processo, fatto a WASHINGTON nel 1980, è indicativa in questo processo, mi permetto di segnalare, occorre anche fare riferimento alle sfumature, che cosa dice nel 1980 a WASHINGTON RIVEROS? Dice con riferimento alla famosa, alla oramai nota a Voi definizione della "gherra susia", guerra sporca, dice che la guerra sporca è stata fatta organicamente, attenzione a questo avverbio - organicamente - e attenzione anche a quest'altra parte, perché su queste due cose si tornerà più in là, è stata fatta organicamente sotto gli ordini dei capi massimi con la dottrina e i regolamenti militari; ma quello su cui io in questo momento volevo soffermarmi, era quest'altra affermazione, dice RIVEROS che, parole testuali sarebbero: "dicono che noi abbiamo violato i diritti umani, ma nella guerra al nemico non si buttano fiori". Attenzione a questa espressione. Beh, credo che se noi non vogliamo essere ipocriti dobbiamo dire, che è un'affermazione ovvia, in guerra al nemico non si buttano fiori, ma cominciamo a chiederci a quale nemico, a quale nemico si riferiva RIVEROS? Forze Armate, soldati, nemico esterno. No, il nemico erano, non so se parlare di milioni di argentini che c'erano nel '76 o di centinaia di migliaia di argentini, il nemico erano degli argentini. Ricorderete in questi mesi chi, prima di tutto i sindacalisti, sindacalisti, studenti, poi avete sentito PEREZ ESQUIVEL, Preti, Vescovi, perfino due Suore francesi, che stavano in ARGENTINA ad aiutare i diseredati, questo era il nemico contro cui le Forze Armate Argentine, si trovarono nella necessità di non buttare fiori, perché si era in guerra, e a proposito di guerra e di fiori vorrei parlare di due episodi, uno lo conoscete e l'altro no, di due storie, la prima è quella emblematica, poi alla fine ne vedremo un'altra, della famiglia BETTINI, il golpe ha portato le Giunte al potere da qualche mese, siamo nel novembre del 1976 a LA PLATA, una cittadina vicina a BUENOS AIRES, un giovane di ventun'anni passeggia per la strada con un suo amico, è MARCELLO BETTINI, figlio di un Pubblico Ministero a riposo di sessant'anni, sposato ad una signora appartenente ad una famiglia che definire agiata forse è poco, perché era una famiglia proprietaria di banche, di terreni, di una catena di alberghi. Bene, questo giovane, che fa l'università, è studente non ricordo bene se di Agronomia o di Ingegneria, apparteneva alla "Gioventù Peronista", passeggiava per la strada con questo suo amico, non aveva armi indosso, si avvicina una macchina, sparano a brucia pelo, lo uccidono. Il cadavere viene preso e portato via al cimitero, comincia, cominciate a sentire la storia degli n.n., sconosciuto non si sa dov'è, ma il padre è una personalità non solo a LA PLATA, anche a BUENOS AIRE, è il Presidente dell'azione cattolica de LA PLATA, Professore all'università e tante altre cose. Allora il padre si dà da fare e riescono a recuperare il cadavere, però scompare poi l'Autista, queste cose strane succedevano in ARGENTINA, scompare l'Autista, allora il padre il Dottor ANTONIO BETTINI si dà da fare per cercarlo, a un certo momento in queste sue ricerche si accompagna, va a fare queste ricerche col genero, col genero, l'ex Tenente di vascello dell'Armata, JORGE DE VOTO, ventinove anni, da due anni ha lasciato la Marina; nella strada a un certo punto vengono bloccati da altre due macchine, delle persone entrano dietro, puntano la pistola, lo costringono andare in un bosco, li costringono ad andare in un bosco, buttano fuori l'ex Ufficiale della Marina, si prendono chissà perché, chissà perché, forse era un sovversivo anche lui nell'animo, non si sa che cosa, si prendono l'ex Magistrato e se lo portano via. Allora il genero si dà da fare per cercare, è bene ricordarle è tutto scritto negli atti, ma è nostro compito ricordarle, per far sì che Voi sentiate che è giusto dare alle Parti che noi rappresentiamo, la Sentenza che Vi chiediamo. Cosa fa questo giovane di ventinove anni, si dà da fare, l'avete sentita la suocera parlare, e nel corso di queste sue attività in cui incontra altri Ufficiali di Marina, perché ovviamente da qualche mese erano al potere, decide a un certo punto di andare evidentemente a chiedere informazioni sul suo suocero, in quella che in tutto il mondo per ogni appartenente in un certo paese a quella certa Forza Armata, in questo caso la Marina è la casa madre, il Comando in Capo della Marina; e lui si reca in questo palazzo, l'edificio LIBERTAD, vi entra e nessuno ne sente parlare più lui ventinove anni, ex Ufficiale di carriera della Marina. Ma sarà finito? No, non è finita, perché qualche tempo dopo la suocera, anzi chiamiamola col suo nome, la nonna della figlia del Magistrato, moglie dell'ex Ufficiale di Marina settantasette anni, si vede arrivare in casa, avete sentito, e attenzione tutto questo è accertato in quel documento, la famosa Sentenza emessa contro le Giunte, che noi abbiamo depositato in originale e che il Signor Pubblico Ministero, e di cui il Signor Pubblico Ministero ha depositato la traduzione, è tutto accertato anche lì, che cosa succede? Questa vecchia donna, settantasette anni si vede arrivare in casa un gruppo, che si dice appartenente alla Marina, devasta la casa e anche questa vecchia donna scompare. La figlia può rivedere i resti della madre nel millenovecento... credo '84/'85 una cosa del genere. Al nemico non si buttano fiori, cambiamo scenario, al nemico non si buttano fiori, e andiamo indietro rispetto al '76 di trentasei anni, lo scenario è completamente diverso, siamo nell'oceano atlantico, siamo in una guerra vera, Seconda Guerra Mondiale, a settecentocinquanta miglia circa dall'isola di MADERA, è in missione di guerra un sommergibile italiano, il CAPPELLINI. Durante la notte, è circa mezzanotte, il mare è condizioni pesanti, non è tempesta, è tutto nei rapporti, mare forza cinque, significa onde alte circa tre metri, poco più poco meno; questo sommergibile avvista un piroscafo nemico armato è il piroscafo belga CABALO, si ingaggia un duello tra il belga e l'italiano, il belga viene affondato a colpi di cannone intorno alle ore 4:00 della mattina, e i ventisei membri dell'equipaggio del piroscafo si salvano dall'affondamento in una scialuppa, tutti e ventisei in una scialuppa, mare forza cinque, onde tre metri. Il sommergibile italiano ha compiuto la sua missione, è in guerra potrebbe immergersi e riprendere quello che è suo dovere fare, ma il Comandante italiano, il Capitano di Corvetta TODARO, circa trentacinque anni, ritiene che quei marinai come lui che sono in quella scialuppa sono in pericolo di vita, quindi prende e rimorchia la scialuppa, e rimanendo in superficie la traina, poi la scialuppa ha una falla, il mare rischierebbe... si rischierebbe di affondare i ventisei, è ottobre l'acqua non è proprio a temperatura gradevole, anche se si tratta di acque calde, allora il Comandante italiano prende i ventisei, li chiude in una zona della torretta, rimane in superficie e il 19 ottobre sbarca questi ventisei nemici sull'isola di SANTA MARIA delle AZZORRE. Al Ministero della Marina arriva questa lettera, e ho finito con questo episodio, "vorrei, se possibile, che queste righe siano consegnate al Comandante del sommergibile italiano che ha affondato il , felici le nazioni che hanno figli come i vostri. I nostri giornali hanno riferito del vostro modo di agire verso l'equipaggio di una nave, che il vostro dovere vi ha fatto silurare. C'è un eroismo barbaro e un altro di fronte al quale l'anima si mette in ginocchio è il vostro. Siate benedetti per la vostra bontà che ha fatto di voi un eroe non solamente dell'ITALIA ma dell'umanità. Ai nemici non si buttano fiori". Torniamo a questa... alla secon... alla prima parte, chi era il nemico, gli argentini, ma gli argentini quali? Gli argentini, avete sentito, sovversivi, quelli veri e quelli un po' meno veri, e poi anche quelli che veri proprio non sono, non sono proprio sovversivi. E al posto dei fiori che cosa davano? I grandi soldati che si trovavano in quella guerra, c'è una parola nella lingua spagnola che indica con maggiore violenza ed esattezza della nostra, quello che hanno subìto tanti, quelli meno fortunati; "tormentos", noi diciamo tortura, tortura è un termine che oggettivizza tutto, non dà l'idea della sofferenza di chi è torturato. Lo spagnolo sì, "tormentos", "traslados" e i "voli della morte". Ecco perché, siccome al nemico non si gettano fiori, ad appena un mese dal golpe del '76 viene passato per le armi all'istante un ragazzo di nemmeno diciotto anni, MORRESI, perché è in possesso di copie di un giornale "EVITA MONTONERA" senz'altro della sinistra, che era in vendita nelle edicole appena un mese prima. Però tant'è, il giornale è della sinistra peronista, quindi è indiscutibile chi ne ha le copie è un sovversivo, sicuramente. Guardate la foto, Voi avete la foto, guardate la foto, è un ragazzo, è un argentino, non ha armi; nel rapporto segreto, soprattutto segreto, è altra cosa che sentirete, non si parla di armi ma non importa, è un nemico e quindi l'azione militare non può che essere conforme agli ordini ricevuti, implacabile, immediata e precisa, perché l'ARGENTINA va ripulita, va ripulita dai sovversivi. E quindi MORRESI va eliminato, a diciotto anni, come un cane rabbioso. Così come, ed è una cosa che avete sentito, caso unico pare, perché pare, possiamo dire pare, nella storia dei "voli della morte", l'ex Tenente di vascello DEVOTO viene buttato non narcotizzato ma vivo, da un aereo della Marina; colpevole di che cosa? Di essersi insistentemente interessato del suocero che evidentemente era già destinato a diventare "Desaparecidos". E così si dilania, credo di ricordare, a pallettoni, può darsi pure che non sia proprio a pallettoni ma comunque gli hanno sparato, e la cosa cambia relativamente. Si dilania il ventre di LAURA CARLOTTO dopo averla già uccisa, nell'ambito del disegno per non far vedere che aveva partorito. Per lo stesso motivo un altro Ufficiale della Marina Argentina è stato condannato dai francesi, ASTIS, perché aveva sequestrato, torturato e ucciso due Suore. E un ultimo esempio della storia che avete sentito prima del "al nemico non si buttano fiori", sta nella testimonianza di MARTA RONDOLETTO, 20 settembre del 2000, pagina 30 e seguenti delle trascrizioni. Dice che il 12 novembre del '76 vennero sequestrati "PEDRO RONDOLETTO - leggo - mio padre, MARIA SENADORRE in RONDOLETTO mia madre, JORGE OSVALDO RONDOLETTO mio fratello, SILVIA MARGARITA RONDOLETTO mia sorella e SUSENA BERMECO in RONDOLETTO che era mia cognata ed era in stato di gravidanza". Cosa fanno i militari? Il gruppo familiare era stato portato presso il Commissariato di Polizia, poi presso l'arsenale MIGUEL DE ASCHENAGA (come da pronuncia). E tramite la dichiarazione di due membri della Forza di Sicurezza, cioè quelli che facevano la guardia esterna al campo, attenzione perché ci torneremo, uno di questi è il Gendarme TORRES di cui... al quale si riferisce la cassetta che è stata recentemente tradotta e che dà una testimonianza dinanzi ai famosi Giudici, dinanzi ai famosi Giudici della Causa 13, bene, gli riferiscono della fine dei suoi parenti, "mio padre e mio fratello furono fucilati, messi davanti ad un pozzo e dopo che erano stati fucilati furono gettati nel pozzo stesso. Vi furono gettati anche dei rami, dei tronchi, dei pneumatici, della benzina e si dette fuoco; il fatto è che mio padre non era morto a causa della fucilazione e pertanto alcuni dissero di dargli il colpo di grazia. Ma il Comandante, cioè la persona che aveva il comando di questa situazione, si rifiutò che venisse dato il colpo di grazia e pertanto mio padre è morto bruciato". Azioni, azioni in violazione di tutte le regole, di tutti i principi del diritto cosiddetto naturale, delle regole stesse della guerra, anche se non c'era nessuna guerra in ARGENTINA e non Vi sto a descrivere quando per il diritto c'è una guerra e quando no, perché è di tutta evidenza. Dei principi cristiani, tanto sbandierati anche nelle riunioni che qualcuno di questi delinquenti in uniforme faceva nei... chiamiamoli col nome vero, con i campi di concentramento da loro creati, e dello stesso onore militare. Ricordate i due testi URIEN e GARCIA, uno ex Guardiamarina dell'"armada" che capitanò una ribellione di un reparto di Fanteria di Marina nel '72/'73, l'altro un ex Colonnello dello Stato Maggiore dell'Esercito. URIEN il 14 giugno, a pagina 91, "condanno questi militari per aver corrotto la loro condizione di militari". E GARCIA il 19 di giugno a pagina 38 "hanno degradato la condizione militare nel nostro Paese ed io come militare, orgoglioso di esserlo, mi sento anch'io vittima di una simile barbaria". Andiamo ora alla lettura di parti di un importantissimo documento che è già agli atti ed è l'allegato nove alla memoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 12 ottobre '99, fa parte di quella pesante mole di documenti che abbiamo prodotto perché Voi li esaminaste e vorrei che Voi mi seguiste in questo esame, perché è un documento molto importante. Nella traduzione che è stata data anch'essa a codesta Corte dal collega Avvocato Gentili il 3/11 o nell'allegato alla memoria del 3/11/2000 dell'Avvocato Gentili, ordine di operazioni numero 9, '77 del Comando zona 1, segreto, l'intestazione. Oggetto: continuazione dell'offensiva contro la sovversione nel periodo 1977. Firma: Generale CARLOS GUILLERMO SUAREZ MASON. E' un documento importantissimo per la comprensione del quadro generale nel quale inserire tutte le atrocità che avete ascoltato e bisogna studiarlo assieme ai suoi allegati, anch'essi in atti, ponendo attenzione ad alcune cose fondamentali ai fini del decidere. Proviene da un altissimo Comando militare, è quello nella scala gerarchica immediatamente dopo la Giunta e il Comando in capo dell'Esercito che più o meno si intersecano e corrispondono tra loro, al di sotto di questi c'è, ci sono i Comandi di zona. E anche di questo avete sentito parlare e su questo torneremo. Comunque proviene da un altissimo Comando militare, è diretto a militari regolari, è redatto con terminologia tipicamente militare, è redatto con stile tipicamente militare, è quindi indiscutibilmente un documento militare operativo, per uso quotidiano, vincolante in maniera assoluta per tutti i subordinati; esso ha per scopo il raggiungimento di un obiettivo strategico, finale, definitivo. E questo obiettivo strategico appare predefinito da tempo dai Comandi superiori al Comando di zona, e cioè Giunta e Capi di Stato Maggiore o Comandi in capo dell'Esercito, per questo, per questa ragione questo documento indica con minuziosa attenzione i compiti dei reparti, la loro composizione, le tattiche di impiego, ivi compreso ciò che riguarda la guerra psicologica, l'infiltrazione, il coordinamento dei reparti. Esso stabilisce le aree di competenza dei reparti sottordinati e contiene alcune indicative appendici; l'ordine quindi, la letture dell'ordine delle sue appendici mostra che questi due atti, questi tre atti sono atti perfetti e quindi sono frutto di uno studio attento di ogni possibile dettaglio, di ogni possibile aspetto. Sono frutto di una... sono frutto di una previsione dei problemi che potrebbero verificarsi, sono frutto di una pianificazione generale, sono frutto di una programmazione di dettaglio. Guardiamone alcuni punti. Ricordo che di questi documenti hanno parlato più testi, più testi, io ne indico due, il già nominato ex Colonnello dello Stato Maggiore dell'Esercito GARCIA all'udienza del 19 giugno 2000, dalla pagina 18 in poi, l'ex Capitano dell'Esercito D'ANDREA MOHR alla stessa udienza del 19 giugno 2000 dalla pagina 94 in poi, e poi l'ex FISCAL, l'ex Procuratore della Repubblica, MORENO OCAMPO all'udienza del 25 ottobre 2000, non Vi do le pagine perché questa testimonianza si diffonde ampiamente in dettaglio, con maniera... in maniera chiarissima su questo ordine di operazioni. E faccio notare, perché è una circostanza importante sulla testimonianza del Dottor MORENO OCAMPO, che il Dottor MORENO OCAMPO ci ha parlato in dettaglio, con precisione di quest'ordine di operazione prima che io chiedessi al Signor Presidente della Corte, di mostrare il documento al Dottor MORENO OCAMPO. Il Dottor MORENO OCAMPO vi ha riferito di questo documento sulla base dei suoi ricordi sugli accertamenti compiuti come Pubblico Ministero diciamo aggiunto al Dottor STRASSERA che è pure un altro dei testi, in occasione del famoso... della famosa Causa 13. Andiamo a pagina... seguendo la... tipicamente militare numerazione delle pagine del documento, pagina 3/D 21 segreto, lettera F: l'esperienza accumulata nell'ambito dell'azione militare contro la delinquenza sovversiva mette in luce la convenienza di una riformulazione dei metodi e dei procedimenti di esecuzione delle operazioni di sicurezza segrete, in modo tale da incanalarle progressivamente verso obiettivi sempre più precisi, severi e adeguati alle azioni del nemico. Scopo, pagina 4/D 21: ottenere l'annientamento delle B.D.F.M. "Bande Delinquenti Sovversivi Marxisti"; esecuzione, numero 3 lettera A, numero 1: principio alla base delle operazioni, manovre, l'operazione consisterà nell'intensificazione delle operazioni in corso. Che vuol dire operazioni in corso? Vuol dire che c'era già qualcosa. Bene, consisterà nell'intensificazione delle operazioni in corso con una visione integrale, ampia e profonda, che comprenda tutti i campi dell'attività in zona, in modo tale da risultare complementare in modo effettivo all'azione militare e concretare nel minor tempo possibile la distruzione del nemico. Mi viene una prima domanda: che vuol dire, che significato ha, che il Generale SUAREZ MASON Comandante del Primo Corpo dell'Esercito dia alla sua zona, in cui si trovava il Primo Corpo dell'Esercito, l'ordine di risultare le azioni dei suoi militari complementari in modo effettivo all'azione militare. C'erano due tipi di azioni, interessante questo... questa sbavatura, era un'azione militare, può essere complementare a se stessa? No, deve essere complementare a qualche cosa, quindi probabilmente sotto c'è che questa azione è qualcosa di diverso dall'azione militare che svolgevano i reparti regolari. Ve la lascio come spunto di meditazione. Si dovrà intendere quindi come una intensificazione delle operazioni nei termini seguenti, attenzione, lettera A: potenziamento dell'attività dei servizi segreti, risorsa destinata ad aumentare il grado di pressione sull'azione del nemico. E poi c'è un'altra cosa che è molto interessante e va vista con quello spunto di meditazione che io mi sono permesso di lasciarVi, al numero 2 della lettera B: neutralizzare gli effetti della propaganda del nemico nei diversi campi in cui si propone di influire - e li indica - lavorativo, educativo, mezzi e settore dell'opinione pubblica. Che vuol dire? Come, come le Forze a disposizione, battaglioni, reggimenti, dovevano operare in modo complementare ed effettivo all'azione militare per neutralizzare gli effetti della propaganda del nemico nel settore lavorativo, educativo, eccetera, quali azioni militari dovevano essere compiute? Andiamo avanti. Fra queste, l'incremento principio alla base, manovre, intensificazione nei termini seguenti; lettera D: l'incremento delle operazioni militari e di sicurezza, fra queste ultime le operazioni segrete dovranno essere più precise e concentrate sulla A.S. "Attività Sovversiva" - attenzione - per mantenere viva la paura del nemico, favorire la sua diserzione e accelerare i risultati cercati. Pagina 5/D 21: fasi delle operazioni. Numero 2, lettera B, fase due, continua questo modo di esprimersi e non poteva che essere diversamente, è un documento militare. Numero 2: fissare con precisione la posizione e/o lo spiegamento dell'apparato politico militare delle "Bande Delinquenti Sovversivi Marxisti". E poi è importante fissarla, fosse chiaro, con un termine B.D.S.M., altro tipicamente militare. Per mezzo di un'azione dei servizi segreti particolarmente aggressiva e orientati, attenzione, verso ambiti prioritari dell'azione sovversiva in particolare quello lavorativo e quello educativo, il nemico. Tre: distruggere sistematicamente, distruggere sistematicamente e senza soluzione di continuità le organizzazioni del nemico scoperte, distruggere sistematicamente e senza soluzione di continuità, non lasciate scampo al nemico, al nemico non si buttano fiori. Cosa significa tutto questo? Non è mica un compito di scuola che questo Generale sta dando al Primo Corpo dell'Esercito, gli sta dicendo con la sua firma quello che è loro preciso dovere fare: senza tornare indietro, distruggere sistematicamente e senza soluzione di continuità le organizzazioni del nemico scoperte, attraverso una diretta azione militare in tutti i campi. Missione, pagina 7/D 21, lettera A punto uno: missioni generali per le sottozone, lettera A, le sottozone intensificheranno l'offensiva generale, offensiva generale secondo il seguente schema operativo. E' interessante il punto due: appoggio alle strategie settoriali del Governo che saranno sviluppate da organismi e/o ripartizioni dipendenti dai Governi nazionale, provinciale o comunale e che dedicheranno. Non è chiaro, chi? Le azioni dei reparti dipendenti o le azioni del Governo? Ma è interessante che cosa? Che dedicheranno lo sforzo principale alla... guardate che bel termine usa SUAREZ MASON, depurazione, depurazione e normalizzazione negli ambiti prioritari. Scusate, di nuovo fate attenzione, parentesi, lavorativo, educativo, territoriale e di quartiere. Svilupperanno ovviamente tante volte non si fosse capito, lettera B, il principio di offensiva generale secondo l'interpretazione data in 3 punto A, punto uno, parentesi, l'abbiamo detto prima. Andiamo a vedere, questo è l'ordine, andiamo a vedere sempre nella traduzione fornitaci dall'Avvocato Gentili, quella che viene chiamata esecuzione dei bersagli, allegato quattro all'ordine di operativo 9 '77. Situazione, beh, facciamo un punto di situazione perché non è chiaro. L'esperienza raccolta fino a questo momento, così come la dinamica acquisita dalla lotta, esigono, non è un termine messo a caso, esigono, non c'è un'altra cosa da fare. L'attualizzazione delle operazioni e degli accordi tra chi, con chi, volti a cosa, tendenti a raggiungere maggiore efficienza nell'esecuzione dei bersagli delle operazioni. La prima volta che io faccio una parentesi. Ho avuto disposizioni dalla Presidenza del Consiglio, ai sensi dell'art. 38 delle disposizioni di attuazione, di andare in ARGENTINA a cercare documentazione e testi, e ho vissuto sette giorni a BUENOS AIRES, ma è una città meravigliosa, piena di gente meravigliosa, ma non perché sono in gran parte italiani o spagnoli, non lo so, c'è un'aria, qualche cosa, vi assicuro, sono stati sette giorni di ossessione sentire dalle persone più disparate, in maniera imprevedibile i racconti e le storie. E per la prima volta ho cominciato in una organizzazione di ex militari alla quale apparteneva l'ex Colonnello GARCIA a vedere questo ordine di operazioni. Sono stato anch'io un militare, ma il bersaglio delle operazioni è una postazione nemica, un aereo nemico, una nave nemica, non un mio connazionale bersaglio delle operazioni. Quelli che avete ascoltato hanno cercato di contenere le loro reazioni, io sono stato costretto - come il Signor Pubblico Ministero - a vedermele di fronte per sette giorni. E quello che io indirettamente e il Pubblico Ministero e i colleghi abbiamo visto per sette giorni, questa povera gente l'ha vissuto per cinque anni! Missione: "la zona 1 continuerà ad eseguire operazioni di indagine e detenzione riguardanti perquisizioni nella sua giurisdizione, per individuare, arrestare elementi sovversivi con lo scopo di raggiungerne l'annientamento". Punto 2 di questo allegato 4. Esecuzione, punto 3 lettera A, descrizione dell'operazione; lettera C, bersagli ordinati dal Comando zona 1, bersagli ordinati dal Comando zona 1. Che ne so, lui è un tecnico della televisione, probabilmente gira in un ambito di persone e mi viene in mente che può essere... e allora io e la... l'avete visto, lo avete sentito anche casuali, io Comando zona 1, ordino che quell'essere umano diventa un bersaglio. Attenzione, c'è una cosa importante, a pagina 2/D 5 di questo allegato, che è lettera D, etichetta contrassegno. "Quando il luogo in cui si devono inviare i detenuti - a questo punto i detenuti, i bersagli sono diventati detenuti - è LRD, Lugar Union Detenidos, centri di raccolta dei detenuti", non c'è processo prima, non c'è nemmeno una Corte Marziale, un... niente. C'è solo il bersaglio ordinato dal Comando zona 1. Bene, alla scheda del bersaglio si allegherà un'etichetta, è un essere umano il bersaglio, perforata, e Vi descrive minutamente, questa è una cosa di cui avete sentito parlare da molti testi, diventavano un numero, come gli ebrei o gli altri poveri disgraziati che sono stati sterminati dai nazisti nei campi di concentramento. E poi nelle pagine successive si diffonde in altri interessanti dettagli e anche questo è firmato dal Generale CARLOS GUILLERMO SUAREZ MASON, il quale... altro punto interessante, anche questo è stato depositato sia da me, sia nella traduzione dall'illustre collega Avvocato Gentili, appendice 1; verbale di accordo tra Comando zona 4 e Comando zona 1. Esecuzione di obiettivi - parentesi - all'allegato 4 all'ordine operativo 9 e '77 continuazione dell'offensiva durante il periodo '77 e allora abbiamo il Generale CARLOS GUILLERMO SUAREZ MASON e il Generale SANTIAGO OMAR RIVEROS, che si mettono d'accordo sul come non interferirsi, ostacolarsi a vicenda per far sì che le azioni militari dei reparti alle proprie dipendenze potesse... andare, lavorare, svolgersi nella maniera più liscia e più tranquilla possibile. Ed è dettagliatamente spiegato come devono comportarsi le... i vari reparti. E c'è una spiegazione e potete vedere qui di quella definizione, "area libera" di cui avete sentito parlare varie volte, in particolare dal teste MORENO OCAMPO, e io non Vi torno a dire che cosa era perché non voglio insistere oltre, credo che sia abbastanza chiaro. La rilettura in Camera di Consiglio dimostrerà che le valutazioni che io ho fatto all'inizio su che cosa è questo documento non temono smentite. Io ve ne ho illustrate alcune parti, avrete a disposizione la Camera di Consiglio per rileggerVi tutto il materiale. Ritengo che quelle valutazioni e quelle che darò di questo ordine non temano smentite. L'ordine 9 '77 è il parto di una volontà che non vuole sconfitte e che da tempo ha studiato e pianificato tutto per raggiungere il suo scopo. Scopo dichiarato e ripetuto a chiare lettere, lo avete sentito, l'annientamento del nemico, è anche il termine, non la sconfitta del nemico, l'annientamento del nemico e non c'è bisogno di essere militari per sapere che annientamento significa la distruzione totale. Non si fanno prigionieri, ci sono dei casi, ma in guerra, nella guerra vera. Torniamo a dire chi era il nemico in questo ordine? E' stato individuato chiaramente, la sovversione, l'annientamento della sovversione, trentamila "Desaparecidos", quante migliaia di torturati. Finora, perché poi bisogna soffermarsi su certe cose, noi abbiamo parlato di trentamila, trentaduemila, che differenza fa, duemila in più, duemila in meno, "Desaparecidos", ma Voi qui avete ascoltato superstiti, quasi tutti torturati, trentamila "Desaparecidos", quante migliaia di torturati? Quante migliaia di padri, di madri, di mogli, diciamoli tutti, di fratelli, sorelle, figli, annientati anche essi dal dolore, non fisicamente. Voi lo avete visto il padre di MORRESI, un fiume di sangue, un fiume di sangue prevedibile, previsto, che è stato voluto e imposto senza pietà da questi criminali, in particolare dai due imputati di cui stiamo parlando SUAREZ MASON e RIVEROS, è stato voluto e imposto senza pietà. Un fiume di sangue nel quale hanno immerso con lucida determinazione per sei/sette anni la Nazione argentina, l'hanno presa con i loro reparti e lentamente l'hanno immersa in questo fiume di sangue. Lucida determinazione, è un'altra cosa che colpisce, ma colpisce perché è prevista da molto tempo prima del golpe del '76, tutto viene previsto e pianificato nei dettagli e la macchina mostruosa che viene preparata il 24 o 25 marzo del '76 viene immediatamente messa a divorare vite umane. Di questa macchina, anzi di coloro che l'hanno progettata insieme ad altri e hanno curato la sua messa a punto, fanno parte i due principali imputati di questo processo. E dico subito che questa Parte Civile è convinta della responsabilità di tutti gli imputati, ma per ottenere una maggiore sinergia con l'azione di tutti gli Avvocati abbiamo scelto di limitare la nostra attenzione a questi due imputati. Ed allora a prima vista che cosa abbiamo a carico di questi due Generali? Innanzi tutto c'è un dato certo, le vittime sono state eliminate nel corso, nel corso della cosiddetta lotta contro la sovversione, primo punto. Secondo punto, sono stati eliminati, ed è certo, in luoghi che erano sotto la giurisdizione del due principali imputati. Ancora, attenzione, sono... ciò è avvenuto in esecuzione di ordini e direttive generali riferibili a poteri indiscutibilmente gestiti direttamente dai due imputati. Per onestà, doverosa onestà nei confronti della Corte e della Giustizia, e non è retorica quello che dico, devo al termine di queste osservazioni se il Presidente me lo consente, io farei un breve intervallo, non posso non rilevare che in questo procedimento penale gli imputati sono stati sempre fisicamente assenti. Non hanno portato alcuna prova per contrastare le prove portate dai loro numerosi accusatori, è l'Accusa che deve provare, ma normalmente un imputato si difende; qui non si è difeso, perché rifiuta la giurisdizione italiana, ma comunque resta il fatto che non c'è stato fisicamente e tutto è stato lasciato totalmente nelle mani dei miei colleghi che hanno dovuto assumere la loro difesa. E' evidente, è stato evidente che di tutto ciò e nella mia concezione dell'amministrazione della giustizia, lo dico sinceramente, senza piaggeria è stato evidente che questa circostanza, di questa circostanza si è resa conto la Corte e si è fatta carica la Corte. A questo punto mi sono posto il problema delle possibili tesi difensive, anche perché è interessante dal punto di vista professionale, che cosa avrei sostenuto io se fossi stato il loro Difensore? Beh, innanzi tutto non ci sono prove, non ci sono prove dirette e tornerò dopo l'intervallo su questo argomento che SUAREZ MASON o RIVEROS abbiamo loro alzato la mano omicida sulle vittime che figurano in questo giudizio. Ma non ci sono nemmeno prove né documentali, né di altro genere che SUAREZ MASON o RIVEROS abbiano personalmente dato l'ordine di sequestrare ed uccidere MORRESI, MAZZOCCHI, CARLOTTO, MASTINU, MARRAS, CIUFFO, FABBRI e sequestrare il neonato. Inoltre si potrebbe sostenere dalla Difesa che la Nazione argentina era sotto l'attacco della cosiddetta sovversione marxista, e quindi che quella che viene definita... c'era quella che viene definita in diritto una causa di forza maggiore che imponeva comunque ai vertici delle Forze Armate di difendere la loro Nazione; così come si potrebbe anche sostenere che i due Generali di divisione, erano obbligati in quanto Generali di divisione, ad ubbidire ai loro superiori Tenenti, Generali, nella scala gerarchica e nella nomenclatura dei gradi argentina, erano obbligati ad obbedire ai Tenenti, Generali loro superiori in quanto Comandanti in Capo dell'Esercito, membri della Giunta che erano a loro sovraordinati. Peraltro si potrebbe ancora sostenere dalla Difesa, la inattendibilità o inutilizzabilità di alcune prove. Per esempio la testimonianza dei Giudici argentini, ex art. 197 lettera d) del codice di procedura penale. Si potrebbe, penso che lo farei anche io, e cioè sostenere l'incompatibilità di tutti gli ex Magistrati o Magistrati che qui hanno testimoniato. Si potrebbe sostenere l'esistenza di ragioni di inimicizia di molti testi che sono tutti o parenti o amici delle vittime o soltanto vittime essi stessi in piccola o in grande parte, anche se ancora in vita, grazie a Dio! E si potrebbe sostenere la possibile incerta provenienza di molti documenti, oppure si potrebbe ancora dire che gli imputati sono non punibili in forza delle leggi di cui avete sentito parlare, "PUNTO FINAL", "OBEDENCIA DEBITA" e degli indulti che bontà di MENEM li hanno riguardati. Si potrebbe sostenere tutto questo e forse questa sarà la strategia difensiva, ma... e naturalmente non è che Vi dico una cosa che non immaginavate, ma nessuna di queste argomentazioni, nessuna, ripeto, nessuna e spiegherò perché, è idonea, a mio avviso a far evitare a questi due criminali in uniforme la condanna che meritano per le loro orribili colpe, e impedire che codesta Corte accolga le richieste del Signor Pubblico Ministero e delle Parti Civili, Presidenza dei Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana in testa. Questo per fondamentali ragioni giuridiche che io spiegherei dopo una tregua anche per lor signori se il Presidente concede.

PRESIDENTE: ci sono le Interpreti che forse dovevano depositare formalmente gli elaborati, le traduzioni di quella cassetta, vero? Siete venute per questo?

INTERPRETE: sì, perché non avevamo certezza se si dovesse o meno depositare poi in udienza...

PRESIDENTE: sì.

INTERPRETE: ...e poi anche...

PRESIDENTE: va bene, formalmente quindi diamo atto a verbale che sono... che la Dottoressa ALIMENTI e la...

INTERPRETE: e la collega AZCONA.

PRESIDENTE: AZCONA

INTEPRETE: RAMOS.

PRESIDENTE: RAMOS. Depositano traduzioni scritte della deposizione di EDUARDO TORRES, del Colonnello RUALDES e del Generale LA PRIDA, di questi tre. Non dovete dire altro? Né i Difensori e il Pubblico Ministero hanno da...

VOCI: (voci in sottofondo).

PRESIDENTE: facciamo una breve pausa.

AVV.DE FIGUE.: grazie!

VOCI: (voci in sottofondo). (Sospensione).-


ALLA RIPRESA

AVV.DE FIGUE.: Signor Presidente e Signori Giudici, parlavamo di ragioni giuridiche, ed è necessario spiegarle, quindi purtroppo non sono così vive come altri racconti, ma non è che i racconti che Vi abbiamo fatto e che Vi faremo dopo queste tesi giuridiche sono molto rilassanti. Comunque iniziamo a dire le ragioni del risarcimento del danno chiesto dallo Stato Italiano. I fatti per i quali si procede, sono consistiti nella lesione del diritto alla vita e all'integrità fisica di cittadini italiani in territorio straniero ad opera di stranieri, ma ciò che è interessante ad opera di stranieri che non erano cittadini comuni, privi di rilevanza pubblica, ma di Ufficiali delle Forze Armate argentine esponenti di un regime dittatoriale ed operanti in nome di un quid che allora nella comunità internazionale, che fosse o no sorto con la violenza o democraticamente, era riconosciuto come lo Stato Argentino. Gli atroci delitti di cui si sono macchiati, sono stati compiuti in funzione di quelli che in quel momento erano i fini politici ed istituzionali dello Stato che essi rappresentavano, di cui erano organi. Attività che hanno colpito anche numerosi cittadini italiani, più o meno, se non vado errato, oltre settecento. E attenzione, non è per il nostro diritto cittadino solo chi come noi vive ed è residente nella Nazione, sono concetti ben noti ai Signori Magistrati togati, se avete dubbi potrete rivolgerVi a loro. E' per questo motivo che il Governo Italiano ha deciso di costituirsi Parte Civile in questo processo, per adempiere ad una sua funzione essenziale, cioè il dovere politico e morale oltre che giuridico, di tutela vita e dell'integrità psicofisica e della libertà dei propri cittadini dinnanzi alla comunità internazionale, nel suo insieme e di fronte ai singoli Stati che essa, comunità internazionale compongono. Non è pensabile, infatti che di fronte ad una violenza perpetrata con inaudita ferocia, ai danni di propri cittadini in territorio straniero, lo Stato possa rimanere inerte. La ferita inferta alla vita di questi cittadini italiani, dei cittadini italiani ovunque essi si trovino, è una ferita inferta all'intera comunità nazionale. Essa è l'attacco, è l'attacco ad uno degli elementi essenziali della Nazione, e cioè il popolo, è quindi un attacco all'intero Stato Italiano. E una comunità nazionale non si può identificare solo con il riferimento al criterio della territorialità, ciò che conta al di là dei confini tratteggiati sulle carte geografiche è anche il comune sentire. Quel sentimento di appartenenza ad una Nazione, alimentato da una gelosa custodia dei propri usi e costumi, degli usi e costumi, delle tradizioni della Nazione di appartenenza anche al di là dell'oceano. RicordateVi di MASTINU e di MARRAS, continuano nelle loro tradizioni, continuano nelle tradizioni delle gente sarda al di là dell'oceano, come tutti, abruzzesi, veneti, piemontesi, si continua nelle proprie radici e la coscienza dell'esistenza di un simile sentimento e la consapevolezza di avere una comunità che va al di là dei confini dell'ITALIA, ha portato il nostro Parlamento, recentissimamente ad approvare la legge sul voto degli italiani all'estero, questo è un elemento, che Vi dice quale importanza ha la nostra comunità nazionale, in ritardo rispetto ad altre comunità nazionali, perché altre Nazioni hanno già dato quello che il nostro Parlamento ci ha dato in ritardo, il voto agli italiani all'estero. Questo è un segno dell'importanza, che i nostri compatrioti all'estero hanno per la comunità nazionale. L'attacco spietato allora, sferrato nei confronti della sua comunità, benché anni fa, richiedeva necessariamente oggi che è diventato noto, una reazione seppure tardiva da parte dello Stato Italiano. Una volta azioni come quelle di cui abbiamo sentito, avrebbero comportato, giustificato nel momento dell'azione l'invio di navi da guerra e soldati all'estero. Chiamatelo come volete, per vendicare, per reprimere, per ottenere ragione, nei libri di storia ci sono questi racconti, questi fatti storici, ringraziando Dio il mondo ha camminato, è uno degli aspetti positivi del secolo passato, ha camminato faticosamente fino ad arrivati alla recente Costituzione, gli Accordi di ROMA del '98 di organi giurisdizionali internazionali per la sottoposizione a giudizio di coloro che si macchiano di crimini contro l'umanità. Purtroppo gli accordi internazionali non hanno portato ancora ad una effettività, ad una possibile operatività immediata di questi accordi su questi organi che pure esistono e comunque forse non si potrebbe portare a questi organi fatti commessi in ARGENTINA tanti anni fa, allo stato quindi del vigente diritto internazionale ciò è impossibile, però rincuora che questo sia possibile in forza di una norma, l'art. 8 del codice penale che consente, ed è questa la ragione per cui c'è questo procedimento. In questo contesto e con questo spirito va letta la costituzione di Parte Civile del Governo Italiano da me rappresentato. Ci troviamo di fronte a atroci violenze, la cui offensività si è manifestata in una duplice direzione, da una parte essa... queste violenze hanno colpito nel modo cinico ed indiscriminato di cui avete sentito parlare, una serie di diritti personalissimi, tra i quali sono ricompresi, non soltanto i diritti fondamentali e inalienabili dei singoli, diritto alla vita, diritto all'integrità fisica e morale, ma anche sentimenti di pietà umana che fanno parte di questo patrimonio dei diritti dell'essere umano, quei sentimenti che dovrebbero garantire per esempio a ciascuno individuo una degna sepoltura e ai suoi parenti, ricordateVi la testimonianza del padre di MORRESI la consolazione di poter piangere ed onorare dinanzi a un tumulo la memoria dei propri cari, dall'altro questa violenza ha colpito con disprezzo la nostra comunità nazionale nel senso che abbiamo detto prima e quindi lo Stato, il quale ha subìto una lesione diretta non solo, in uno dei suoi elementi essenziali il popolo, perché è stata recisa la vita, sono stati eliminati appartenenti a questo suo elemento essenziale; ma anche nel prestigio internazionale che ha una sua rilevanza giuridica e che gli deriva anche dalla capacità di esercitare con effettività azioni di protezione dei propri cittadini all'estero, per queste ragioni la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica, si è costituita Parte Civile, per ottenere il risarcimento dei danni, morali subiti, in conseguenza della lesione, dell'interesse alla tutela della vita, dell'integrità psicofisica, della libertà dei cittadini all'estero, sia in quanto tale sia in relazione ai rapporti internazionali fra stati anche in considerazione del pregiudizio all'immagine sofferta dallo Stato rispetto all'esercizio della funzione, di protezione, dei propri cittadini ovunque si trovino, non essendo possibile per questa Parte Civile una esatta quantificazione della misura del danno che pur compete trattandosi di danno da reato, si chiederà a codesta Corte, certi che la scienza e la sensibilità dei suoi componenti, sapranno soddisfare le esigenze di giustizia per troppo tempo rimaste senza riscontro, si chiederà di riconoscere fondate le richieste economiche di questa Parte Civile, in quanto rapportate all'atrocità delle violenze subite dalle vittime, parenti compresi al tempo trascorso e alla giovane età delle vittime. Per questo motivo, per tutti questi motivi il Governo della Repubblica rivendica a sé il merito dell'apertura di questo procedimento, avendo provveduto ripetutamente alla proposizione delle richieste di cui all'art. 8 del codice penale, al fine di consentire che fosse proseguita dal Pubblico Ministero che avete ascoltato prima di me, l'azione penale in via di compimento proprio grazie alla perseveranza dello stesso Signor Pubblico Ministero, Dottor Caporale, e degli Avvocati tutti dei parenti delle vittime. E in questi casi non ha importanza la maggioranza di cui il Governo è legittima espressione ma il senso dello Stato che muove alla scelta, alla scelta di richiedere il procedimento come previsto dal codice, alla scelta di rinnovare la richiesta, alla scelta di costituirsi Parte Civile, alla scelta di inviare in ARGENTINA, un Avvocato dello Stato per reperire materiale prove utili alla ricerca della verità sulla morte di questi concittadini e quindi alla emanazione di una giusta Sentenza, una Sentenza come ho detto che deve basarsi ripeto, anche su corrette valutazioni giuridiche e una delle necessarie, uno dei necessari presupposti strettamente giuridici per emanare la Sentenza che noi invochiamo attiene al problema del concorso di persona nel reato, ripeto io voglio con determinazione che tutti i membri di questo Collegio possa capirmi, quindi quello che dirò a parte alcune citazioni di giurisprudenza è diretto soprattutto ai Signori Giudici non togati, i Signori Giudici togati avranno la bontà e la pazienza di ascoltare cose a loro ben note. Voi avete sentito che i due Generali, l'avete sentito ci torneremo erano i padroni della vita e della morte nella loro zona, però solo per questo, solo perché erano i padroni della vita e della morte nella loro zona, non possono essere condannati da questa Corte, perché codesta Corte per poterlo fare deve avere le prove delle responsabilità degli imputati e le prove della riferibilità dei fatti agli imputati, abbiamo detto prima che nessuno dei... nessuno può affermare che i due Generali abbiano materialmente eseguito, compiuto, commesso il reato, così come non c'è prova materiale tangibile, un foglio sottoscritto che essi abbiano ordinato di sequestrare torturare e uccidere le sette vittime, per cui Voi siete chiamati a giudicare gli imputati, il primo problema teorico quindi è, se e perché, i due Comandanti di zona possano rispondere di questi reati in quanto commessi da personale da loro dipendente e questo è un fatto indiscutibile, occorre riferirsi all'istituto del concorso di persona nel reato, in particolare all'art. 110 del codice penale, con alcune precisazioni, nel nostro paese negli ultimi tempi il dilagare della criminalità sia politica o terroristica, sia di stampo mafioso, ha reso particolarmente acuti alcuni problemi in tema di concorso di persona, quello che viene chiamato il reato associativo, che ha avuto e di questo parleremo comunque eh, una consistente trattazione giurisprudenziale in tema di banda armata, associazione sovversiva, associazione di stampo mafioso, in relazione a questi problemi e per quanto può servire per l'emanazione in questo processo di una Sentenza giusta, si osserva che qui si tratta di stabilire in presenza di quali condizioni, i membri di un'associazione criminosa o di una organizzazione che per il raggiungimento dei propri fini non arretra dinanzi alla Commissione di Reati, e in particolare coloro che rivestono ruoli di vertice i capi, gli organizzatori, rispondono anche dei cosiddetti reati scopo, materialmente eseguiti dagli associati o dai subordinati, il reato scopo è di tutta evidenza, reato, scopo è quello che viene commesso per raggiungere un fine estraneo alla struttura diciamo tipica del reato, semplificando, io faccio uccidere non tanto per uccidere ma per spargere terrore, l'uccisione è divenuta un reato scopo, in applicazione delle regole generali che presiedono alla disciplina del concorso occorrono alcuni presupposti minimi di accertare caso per caso, in concreto, affinché i vertici del, chiamiamole organizzazioni e nel nostro caso anche le Forze Armate sono un'organizzazione, delle strutture quindi gerarchicamente organizzate e predisposte per funzionare quali macchine perfette, proprio come nel caso di specie, assumono il ruolo di determinatori o di istigatori, dei vari illeciti rientrati nel programma criminoso delle organizzazioni, è sufficiente che le direttrici generali del programma criminoso, i cosiddetti piani di operazione contengano in sé già anche solo in embrione adeguatamente predeterminati almeno i tratti essenziali dei singoli comportamenti delittuosi realizzati poi si dice dai compartecipi, diciamo nel nostro caso dai subordinati, ne deriva che una responsabilità concorsuale a titolo di dolo, la volontà di commettere un reato e nel caso di specie attenzione e lo spiegherò e Voi potrete farvelo rispiegare a titolo verosimilmente di dolo eventuale e dirò che cos'è il dolo eventuale, debba riconoscersi anche nelle ipotesi questa responsabilità concorsuale, deve riconoscersi anche nelle ipotesi in cui i vertici lancino agli altri collaboratori o ai propri subordinati, inviti all'azione apparentemente indeterminati, apparentemente indeterminati, ma in realtà idonei a concretizzarsi a diventare realtà in reati legati tra loro in un nesso, in un legame finalistico, quindi legati tra loro da un medesimo disegno criminoso, un breve accenno sul dolo eventuale, perché è un altro dei presupposti giuridici, fondamentali per l'emanazione di una Sentenza giusta, il problema è di stretto tecnicismo giuridico e certamente i Signori Magistrati togati Vi rispiegheranno la cosa in Camera di Consiglio, io mi limito a dire che il dolo eventuale si ha tutte le volte che l'autore del reato si è assunto il rischio che l'azione criminosa che si accingeva a compiere una volta realizzata possa causare oltre alle conseguenze volute direttamente da esso colpevole da esso reo, ulteriori diverse e più gravi conseguenze per le quali pur essendo altamente probabile che possano verificarsi la gente ha accettato il rischio che le stesse possano verificarsi, ad esempio, Vi si potrebbe dire dalla Difesa che non si voleva precisamente la morte di MARIO MARRAS, non si voleva precisamente la morte di MARIO MARRAS ma soltanto la mera cattura di, - possiamo metterlo tra virgolette - "tutti i possibili oppositori al regime", parlare in questo caso di dolo eventuale significa dire che colui o coloro che emanarono le direttive sulle azioni di contrasto alla cosiddetta sovversione e avete sentito parlare di dovere per i subordinati di arrestare e perseguire avevano quanto meno accettato il rischio dell'uccisione degli oppositori e ciò per il contenuto delle direttive che Voi avete ascoltato, per la conoscenza delle modalità con cui le loro direttive sarebbero state messe in opera secondo l'addestramento tipico ricevuto dai reparti a loro subordinati per attuare le direttive e non dico a caso, in relazione all'addestramento tipico ricevuto per compiere quelle azioni, perché piccola parentesi in tema di prova, Vi ricordo la deposizione del teste URIEN, nel 1972 reparti della Fanteria di Marina dell'Armata, furono specificamente addestrati in relazione a previsioni di impiego di lotta contro la sovversione prevedendo l'addestramento, la cattura, le violazioni di domicilio e la tortura dei cittadini argentini, tali considerazioni hanno trovato e trovano tuttora l'avallo della giurisprudenza di legittimità come diciamo noi Giuristi e cioè, della Corte di Cassazione, e questo è un discorso rivolto soprattutto ai Signori Magistrati togati, la Corte di Cassazione ha testualmente statuito che, leggo: "l'attività costitutiva di un reato non è soltanto quella rappresentata dalla partecipazione all'esecuzione materiale del medesimo, ma anche quello riguardante la decisione e la preparazione del reato stesso, venendo in tal modo realizzarsi quell'associazione di diverse volontà costituenti altrettante cause coscienti produttrici dell'evento per effetto della quale ciascuno dei compartecipi deve rispondere dell'intero risultato conseguito, Cassazione Sezione Quinta numero 508 del 1967" sì, ma ancora buona, ancora ha affermato la Corte di Cassazione, non ha rilevanza in quale fase della condotta criminosa, leggo testualmente ideazione, organizzazione esecuzione intervenga l'atto del singolo che può essere limitato ad una sola di dette fasi, è invece necessario sotto l'aspetto oggettivo che tra gli atti dei singoli sussista una connessione causale, rispetto all'evento e sotto l'aspetto soggettivo che ciascuno sia consapevole del collegamento finalistico dei vari atti, Cassazione Sezione Prima numero 7125 del 1986, consapevole del collegamento finalistico dei vari atti nella preparazione, ricordateVi l'ordine di operazioni '99, annientamento, distruzione, sistematica, sistematicità degli interventi, contro i bersagli identificati dal Comando della zona 1, accordo con la zona 4, cito altre Sentenze conformi: Sezione Sesta Sentenza 11413 del '95, Sezione Prima, Sentenza 10835 del 1994, Sezione Quinta Sentenza 2381 del '93, Sezione Prima numero 4336 del '91, nel caso di specie la provata appartenenza degli imputati ai vertici delle Forze Armate, perché loro avevano sopra di sé soltanto il Comandante in capo, la Giunta, può legittimamente essere qualificata come indizio grave della Commissione da parte di questi imputati, dei delitti che sono stati commessi dai subordinati, anche se sconosciuti, perché in esecuzione delle precise direttive generali date dagli imputati, fino a rendere del tutto ragionevole la presunzione che i delitti di cui si è discusso, non possano essere stati attuati se non con la preventiva deliberazione dei vertici della stessa organizzazione, data seconda dei casi ed è un altro argomento che troveremo spiegato nelle testimonianze e negli atti o di volta in volta o una volta per tutte con direttive generali di contenuto inequivocabile per i militari subordinati l'annientamento del nemico. Se questo però è uno dei fondamenti e riguarda il fatto che i due imputati rispondano anche di ciò che è stato commesso dai subordinati, è anche necessario trovare la prova e in questo... questo, è un'altra delle singolarità di questo processo, perché ho detto e ho riconosciuto prima non ci sono prove dirette ma non significa che ci si debba arrangiare o si debba falsare la realtà o si debbano fare sforzi per emanare una Sentenza di condanna sulla base di tutto il materiale che Voi avete a disposizione. Appare teoricamente possibile abbiamo detto quindi che SUAREZ MASON e RIVEROS siano condannati sulla base di precise norme e precise interpretazioni giurisprudenziali in tema di concorso di persone per le atrocità commesse nei confronti delle vittime che Voi conoscete. Occorrono abbiamo detto, però le prove, le prove in ordine a quello che era il sistema, le prove, che cos'è la prova? La prova è l'atto o il documento che è idoneo a fornire la certezza ai Giudici, circa il modo di essere del fatto relativo al merito del processo; in tutti i suoi aspetti, quindi ciò che è l'imputabilità ciò che è l'imputazione, il fatto, la punibilità ed anche la determinazione della pena, per determinare la pena occorrono prove di certi elementi, e anche per ciò che riguarda la costituzione di Parte Civile, perché esiste prova del danno in relazione ovviamente a principi e norme giuridiche, provare un fatto, quindi verici... significa verificare con metodo critico l'esistenza del fatto, dovete solo sottoporre ad esame il fatto, e l'esigenza di tale verifica sorge dall'affermazione dell'esistenza di fatti che spesso appaiono o meglio non appaiono con incontestabile evidenza, come certamente veri o come certamente falsi, e allora sono solo fatti probabili, nel significato che non ha bisogno di spiegazione, quindi fatti di cui si può solo immaginare la possibilità di una conferma sperimentale, dovete cercare senza questa conferma sperimentale, non c'è posto per una Sentenza basata su quei fatti. Fatti ovviamente rilevanti, quindi da essere ritenuti influenti ai fini del decidere, questi fatti devono entrare nei Vostri ragionamenti e dovrete vagliare questi fatti sulla base di... della Vostra esperienza anche e non solo di principi giuridici, quindi tema probatorio ciò che si deve fare da parte del Giudice e il fatto da provare coincidono o non coincidono, se il fatto da provare e l'elemento di riscontro coincidono si ha la prova diretta, l'avvenimento Vi cade di fronte agli occhi con evidenza, perché le prove hanno ad oggetto lo stesso fatto da provare, una telecamera ha ripreso il rapinatore nel momento in cui punta la pistola di fronte al cassiere della banca, la ripresa e prova diretta della rapina, quando invece per conoscere un fatto se ne usa un altro diverso, si ha la prova indiretta, il Giudice può desumere in questo caso il fatto da provare con un ragionamento logico. A seconda che il Giudice disponga solo di prove logiche o indirette o di prove storiche o dirette cambia il risultato dell'attività intellettuale del Giudice e quindi il rapporto tra l'elemento della prova e il risultato della prova, questo rapporto si costruisce attraverso una si... una attività intellettuale che parte da uno o più elementi di prova di minore forza che sono gli indizi anche o presuntivi, elementi presuntivi, circostanze indiziarie di fronte ai quali siete chiamati a compiere una duplice operazione ed è importante che Voi anche Giudici non togati comprendiate questo, perché è quello che Voi sarete chiamati in nome del popolo a fare nella Camera di Consiglio, Voi in prima persona, perché questa è una Corte di Assise; prima dovrete valutare ogni elemento singolarmente per stabilire se presenta il requisito della certezza quel fatto è certo, non verosimile ma certo, quindi per saggiarne la valenza individuale, successivamente però dovrete passare ad un esame globale di tutti gli elementi a cui può essere riconosciuto il carattere di certezza per verificare se da questo insieme Voi possiate far derivare una certezza, quindi se la relativa ambiguità indicativa di ciascuno di essi possa in una visione unitaria risolversi richiamo questa citazione, mi richiamo alla Cassazione Sezione Prima numero 13671 del '98, afferma la Cassazione sempre di fronte agli indizi, testualmente: "che a differenza della prova di indizi - dice la Cassazione - di fronte agli indizi" che a differenza della prova non sono idonei, ciascuno da solo ad assicurare l'accertamento dei fatti, il Giudice deve procedere quindi in primo luogo all'esame parcellare di ciascuno di essi, identificandone tutti i collegamenti logici possibili valutandone la gravità e la precisione, poi procedere alla sintesi finale, accertando se gli indizi esaminati sono concordanti, cioè se possono essere collegati ad una sola causa o ad un solo effetto e collocati tutti armonicamente in un unico contesto dal quale possa desumersi l'esistenza o l'inesistenza di un fatto, Cassazione Sezione Sesta numero 7175 del '98, ma anche 9916 del '94, massima 199451 Sentenza 4825 del '96, massima 23600, Sezione Unite Sentenza 6682 del '92, massima 19230, la Corte di Cassazione ancora nel sottolineare la valenza del processo indiziario ha anche sostenuto che l'accertamento pieno del nesso causale, inteso quale prova diretta del fatto, può non essere essenziale ai fini dell'affermazione della responsabilità degli imputati, quando detta responsabilità emerga comunque in modo certo dagli elementi indiziari, correttamente accertati e valutati, anche in relazione ad eventuali alternative prospettate dalla Difesa, Cassazione numero 11074 del '96, 685 del '96, 2266 del '92. In questo Procedimento deduttivo se, ecco l'altro strumento, mi permetto di dire, a Voi utile per valutare le prove, che non solo io, ma prima di me il Pubblico Ministero e dopo di me gli altri colleghi Vi hanno e Vi stanno e Vi presenteranno. Ecco, in questo procedimento deduttivo, se la relazione tra due fatti è tale che al primo fatto segue necessariamente il secondo, il quale non può non seguire necessariamente dal primo, la prova dell'uno implica necessariamente l'altro; ciò secondo la Corte di Cassazione indica che anche nel procedimento indiziario, nei limiti in cui la massima di esperienza sia fondata e le rilevazioni empiriche esatte e la conclusione sarà incontrovertibile, Cassazione del '77 numero 1978 per fare un esempio, tutti sappiamo che se un superiore in ambito militare dà un ordine all'inferiore, l'inferiore deve ubbidire, questo se è certo. Se è certo che il superiore ha dato l'ordine e vediamo che l'inferiore, indizi dell'uno, indizi dell'altro, ha eseguito l'ordine, se anche io non vedo che i due fatti sono collegati, non posso non dire, che intanto l'inferiore ha compiuto quell'azione, in quanto il superiore ha dato l'ordine; e devo anche dire che è certo che il superiore ha dato quell'ordine, perché l'inferiore compisse quell'azione. Quindi devono essere oggetto di prova i fatti che si riferiscono a tutti gli elementi, imputabilità, punibilità, determinazione della pena, e abbiamo detto che qui la prova diretta nel senso che mi sono permesso di spiegare non c'è, lo abbiamo riconosciuto, almeno noi pensiamo che non ci sia, può darsi che nonostante il nostro... la nostra ricerca tra i documenti processuali noi non si sia riusciti a vederla. Io non sia riuscito a vederla in prima persona, io, può darsi che qualche collega abbia la prova, o porti la prova diretta e allora sarà una prova diretta, io non l'ho vista, ma ho visto un mare di prove, che secondo la Giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione Vi dovrebbero portare, anzi Vi debbono spero, e non uso il condizionale, Vi devono portare a quello stesso risultato. Non c'è differenza ai fini delle risultanze processuali, il fatto è egualmente provato, quello che cambia abbiamo detto è la natura dell'attività, ecco perché si richiede una maggiore attenzione soprattutto da parte dei Signori Giudici non togati, i Magistrati togati sono abituati a queste situazioni. Nessuno ha visto l'arma usata per gli omicidi efferati compiuti in danno di queste persone e nessuno ha visto SUAREZ MASON RIVEROS firmare l'ordine, si sa però che gli esecutori materiali degli ordini erano alle dipendenze o dell'uno o dell'altro, e si sa che gli ordini sono stati dati o dall'uno o dall'altro in veste di Comandanti di zona; col potere di vita e di morte sui cittadini che vivevano nella loro zona e anche quelli che vivevano nell'altra zona, perché si erano messi d'accordo, si mettevano d'accordo, qualcuno in maniera un po' strana, Vi hanno raccontato anche degli accordi tra MENENDEZ mi pare, e il Partito allora Comunista in ARGENTINA, perché l'ARGENTINA vendeva grano all'UNIONE SOVIETICA e quindi lui aveva ritenuto di fare un accordo, poi sembra che non lo rispettasse nemmeno, ma insomma, ecco, comunque loro erano padroni di tutto. In quanto padroni di tutto loro disponevano, davano gli ordini e qualcuno li eseguiva, e abbiamo le prove di tutto questo. Coincidenze quindi, collegamenti, dichiarazioni di persone diverse tra loro, ma attenzione lo vedremo, tutte combacianti tra loro; fatti che si costruiscono piano, piano attraverso flash, fotografie, ricognizioni, in concreto si è in grado di riconoscere i corpi, testimoni che hanno visto i due, ciascuno nei campi, che si trovavano nella loro zona e quindi da loro per interposta persona diretti, flash nel pozzo degli orrori che è stato quel periodo della vita argentina. Una dolorosa ricostruzione di vite e di morti, fatta attraverso, questo è stato questo processo, di elementi che si incastrano e non possono non incastrarsi, ed è questo che assieme agli altri colleghi e prima di me al Pubblico Ministero, noi stiamo cercando di dimostrarvi che si incastrano perfettamente, che si completano vicendevolmente e si chiarificano tra di loro reciprocamente, dimostrando e provando l'intero tema probatorio. Abbiamo a che fare con elementi di prova minore, elementi indiziari, abbiamo sentito quello che dice la Suprema Corte e a ciò noi ci richiamiamo, ripetendo che la Cassazione ha sostenuto, appunto, che l'accertamento pieno del nesso causale, l'accertamento pieno del nesso causale, può non essere essenziale, è una decisione fondamentale, è una massima, un principio fondamentale testualmente della Cassazione; può non essere essenziale ai fini della responsabilità degli imputati, quando detta responsabilità emerga comunque in modo certo dagli elementi indiziari correttamente accertati e valutati. Ma in questo processo tutti gli elementi indiziari sono certi, possiamo contestare innanzi tutto la morte o la nascita di GUIDO CARLOTTO? La morte di MARRAS, la morte di MORRESI, la morte di MAZZOCCHI, la morte della CARLOTTO? Tutti questi fatti Vi appaiono da fonti tutte concordanti e ritengo che sia stata dimostrata la individuale valenza probatoria di ciascuno di loro, mentre la loro concordanza in sede di analisi che è ciò che Voi dovrete fare, è in grado di dimostrare la validità, la fondatezza delle nostre richieste e memore dell'impegno preso col Signor Presidente io mi avvio all'ultima fase, quasi. Io vorrei, Vi ho accennato prima alle possibili tesi difensive, cominciamo intanto a sgombrare il campo da alcune di quelle probabili tesi difensive. La prima è che i militari furono costretti a fare tutto quello che hanno fatto, ma proprio tutto quello che hanno fatto, tutto quello che hanno fatto per causa di forze maggiore, il loro Paese, la loro nazione era attaccato dalla sovversione marxista che andava distrutta ad ogni costo. I militari argentini, hanno sempre parlato a riguardo della cosiddetta "guerra sporca", sentiamo su questo argomento l'esistenza di una guerra sporca, di una guerra sporca, ma guerra; il teste D'ALESSIO all'udienza del 26 settembre pagine 110 e 111 della trascrizione, domanda il Pubblico Ministero al Professor D'ALESSIO, che oltre ad essere Preside della facoltà di Giurisprudenza di BUENOS AIRES è stato anche Giudice nel processo alle Giunte, e Voi se avete fatto attenzione a quella cassetta che Vi è stata mostrata, era il penultimo a destra, più giovane ovviamente, dei Giudici; chiede, il Pubblico Ministero: "gli stessi militari hanno avuto il pudore di chiamarla , cioè guerra sporca, per le modalità che lei ha ascoltato direttamente dalle voci di tanti sopravvissuti, si potevano chiamare operazioni di guerra?". Attenzione il Pubblico Ministero non sta parlando ad un Chimico, ad un Professore di Lettere, ad un operaio, sta parlando a un Professore di Giurisprudenza, e il Professore di Giurisprudenza... il diritto, quando pensa alla guerra, non pensa ai film di guerra, pensa automaticamente alla guerra quale studiata in diritto, quale codificata nelle convenzioni internazionali, quali definibili secondo i principi del diritto internazionale. La risposta del Professor D'ALESSIO è la seguente: "nella Causa 13", quella di cui avete, quei due, tre volumi che abbiamo depositato, "nella Causa 13 abbiamo ritenuto che questa era forse una interpretazione possibile, l'abbiamo presa come un'ipotesi, ed è stato fatto un lungo capitolo dimostrando che nessuno, nessuna delle leggi della guerra proteggeva questo modo di agire, il che significa nessuno delle leggi della guerra prevedeva questi atti come atti di guerra". Ma vediamo anche il problema della sovversione, perché si dice abbiamo fatto questa guerra, che però non è guerra, noi non possiamo riconoscerla come guerra, ma loro l'hanno definita apposta come guerra, perché c'era la sovversione e questo è un argomento delicato. Eravamo nel 1976 la mattanza degli oppositori durò fino al 1983, non ho una grossa memoria per le date, mi sembra che fosse il 1983, sette anni; era giustificata dal clima e dalla situazione politica e sociale dell'ARGENTINA degli anni '70, Voi dovete cercare di capire se c'era questa realtà, perché anche se non era una guerra potrebbe passarvi per la mente, che siccome c'era sì un attacco della sovversione di un certo tipo, di una certa rilevanza, quello che hanno fatto, tutto quello che hanno fatto era giustificabile, per carità non sono colpevoli. Io allora vorrei tornare ai nostri anni '70, perché sono un utile strumento di valutazione degli anni '70 dell'ARGENTINA. Qual era il clima politico e sociale degli anni '70 in ITALIA? Cerchiamo di ricordarlo e di ricordarlo esattamente. Erano quelli gli anni più neri dell'attacco allo Stato, gli anni più sanguinosi in cui il folle mito della violenza come unico strumento risolutore dei nostri problemi, sembrava che potesse e stesse raccogliendo sempre più sanguinosi successi; attraverso il successo il mito della violenza si espande, fa seguaci tutti più, tutti più o meno decisi, qualcuno più, qualcuno meno; tutti però ossessionati dall'idea di scardinare il sistema attraverso la violenza, che è quello che dicevano di temere i Generali argentini, la stessa cosa. Alcuni di questi idealisti della violenza costituivano i nuclei più pericolosi, quelli organizzati, possiamo dirlo militarmente, altri per la loro natura erano come schegge impazzite; abbiamo così nuclei e molecole pervasi però tutti da quel mito, anche se con partenza da ideologie diverse; la ideologia neo o vetero fascista o nazista o neo o vetero marxista non ha importanza, capite cosa voglio dire. Il fenomeno eversivo prende da noi forme diverse, e in molti processi, io ho conosciuto l'Avvocato Gentili, tanti anni fa a CATANZARO, anche lì ero Parte Civile per la Presidenza, era PIAZZA FONTANA, in molti processi in altre parti si parla, e sulla stampa di guerriglia urbana, anche in ARGENTINA, il vero è che, intanto si può parlare di guerriglia in quanto la lotta armata sia opera di un'avanguardia delle masse popolari, che la riconoscano come tale. Non si può dire peraltro che il terrorismo sia stato un fenomeno di emarginati, e questo non può dirsi nemmeno per l'ARGENTINA, avete sentito parlare chi aderiva e come a certi contorni. Il numero di adepti era consistente, e Vi darò dei dati che sono utile raffronto con la situazione dell'ARGENTINA di quegli anni, ma c'era un alleato inconscio di questi nuclei, era l'area di contiguità, ma era anche il qualunquismo di chi si disinteressava dell'uno o dell'altro terrorismo, ecco perché da noi il terrorismo ha per tanti anni nuotato bene, mirando, l'uno o l'altro di quelli che ho ricordato, ad un obiettivo, la creazione di un nuovo stato dopo la distruzione del vecchio; ed era quello che paventavano i militari argentini, ma ciò non è avvenuto. Ho avuto occasione di leggere pochi giorni fa un libro uscito pochissimi giorni fa, "SEGRETO DI STATO", del Senatore GIOVANNI PELLEGRINO, Presidente della Commissione Parlamentare, che indaga sulle stragi e sul terrorismo, ed è forse una interessante anticipazione della relazione che quest'organo del Parlamento, quindi voluto per volontà del popolo, dà e contiene lucide interpretazioni, e mi avvio a terminare questo strumento di paragone, che forse potrà anche avervi annoiato e me ne scuso, ma lo ritengo uno strumento, ha detto la Cassazione che il Giudice può usare strumenti empirici, degli strumenti empirici fa parte il ricordo delle proprie esperienze storiche, individuali o collettive; e gli anni '70 non sono proprio uno scherzo nella storia d'ITALIA, quindi dico contiene lucide interpretazioni di quegli anni e dati interessanti. Il Senatore PELLEGRINO dopo averci parlato in questo libro, "SEGRETO DI STATO", è uscito quindici giorni fa, mi pare o LATERZA o EINAUDI; dopo aver narrato delle atroci e indiscriminate vere e proprie stragi neofasciste, PIAZZA FONTANA, il treno ITALICUS eccetera, e dell'area politico-culturale che stava intorno alla base degli autori di queste stragi neofasciste, dopo aver parlato della ossessione del pericolo comunista in ITALIA, dopo aver parlato della fobia per la distensione vista da quella certa area, come cavallo di Troia della penetrazione comunista in occidente, e ci sembra di parlare di cose di cui hanno parlato o parlavano i militari argentini. E' una strana coincidenza o anche i militari cileni, è una strana coincidenza. Il Senatore PELLEGRINO ci dà alcuni dati, che sono utili spunti di meditazione per questo Processo, io ne prendo tre, che a mio avviso sono illuminanti. "Nel 1965 - dice il Senatore PELLEGRINO - si era tenuto all' a ROMA, un Convegno, tema la guerra rivoluzionaria", cito testualmente da questo libro a pagina 43, parla di noi, parla di noi, ma se Voi Vi scordate che parla di noi, potrebbe parlare degli argentini: "la guerra rivoluzionaria che ci veniva mossa dall'est non era più una guerra convenzionale, ma piuttosto una guerra di penetrazione, nei gangli vitali della società, la televisione, la cultura, le università. Quindi a questo attacco subdolo si poteva rispondere solo con una guerra controrivoluzionaria alla cui teorizzazione ed organizzazione, il convegno era rivolto". Ma siamo in ITALIA o siamo in ARGENTINA? Poi qualche anno dopo il '65 le stragi neofasciste, ed ecco il secondo spunto, utile per capire alcuni aspetti, ripeto, della storia argentina, un cui pezzetto soltanto è oggetto delle Vostre attività in nome del popolo. Dice testualmente il Senatore PELLEGRINO a pagina 134, primo spunto: "le nascono dal movimento del '68, nascono da PIAZZA FONTANA che in qualche modo ha segnato una svolta. Fino ad allora a sinistra nessuno aveva mai sparato per uccidere, dobbiamo sempre ricordare che in quel momento storico, non solo all'interno della sinistra extraparlamentare, ma anche di quella parlamentare non si finiva di discutere su quale fosse la via migliore per raggiungere l'obiettivo del socialismo, della dittatura del proletariato, del superamento del sistema capitalistico di produzione e di scambio della ricchezza". Secondo spunto a pagina 135: "dunque, la percezione che la borghesia reagisse al '68 con il sangue, le uccisioni, il tentativo di golpe militare può avere contribuito a far sì che alcuni militanti si convincessero che era ormai inutile continuare la lotta con i metodi democratico parlamentari, e che fosse necessario mettere in campo ben altri metodi. Questo credo sia stata la genesi delle "B.R.". Terzo ed ultimo spunto, però tornando al secondo, ripeto, stiamo parlando dell'ITALIA è il Presidente della Commissione Stragi, parla a titolo personale, ma ricordate. Però quello che Vi ho letto, se non sbaglio, Ve lo hanno raccontato in apertura di questo Processo ITALO MORETTI, cambiate le parole, pensate al clima descritto di lotta tra Peronismo di destra, Peronismo di sinistra, attentati di qua, attentati di là; forse le dimensioni sono diverse, ma poi nemmeno tanto. Ascoltiamo ancora quello che dice il Senatore PELLEGRINO sulla base di un milione e mezzo di documenti, che sono negli archivi della Commissione. "Al di là delle debolezze e delle trascuratezze colpose, o addirittura di volontarie omissioni politico istituzionali, non c'è dubbio che ciò che consente alle di ricostituirsi è l'ampiezza del movimento del '77, è lì che si crea la base, MACCARI, che è uno dei carcerieri di MORO, ci ha detto che in quel periodo faceva la fila per iscriversi alle , non avevano proprio problemi di reclutamento, semmai erano preoccupati che l'ampiezza delle adesioni, potesse rendere più facili le infiltrazioni. Ci ha parlato di tre/quattromila tra irregolari e regolari e addirittura di trenta/quarantamila simpatizzanti o meglio di partecipi all'area di contiguità; e i confini tra questa e l'insieme del movimento e i gruppi terroristici veri e propri però sempre labile, gli anni di piombo in ITALIA". Mah, sta a Voi ricordare tutto quello che avete ascoltato in questo processo, e vedere se tutto quello che con i dovuti cambiamenti può essere più o meno la descrizione di quello che avveniva in ARGENTINA. Beh, i dati ufficiali ci dicono che in quel periodo, tra il primo gennaio del '69 e il 31 dicembre 1987 si sono verificati in ITALIA quattordicimilacinquecentonovantuno atti di violenza con motivazione politica. Quegli atti hanno lasciato sul terreno quattrocentonovantuno morti e millecentottantuno feriti. Cifre di guerra, non ci sono in nessun altro Paese europeo, in ITALIA però tutto ciò non ha generato una dittatura militare, non ha generato uno stadio di assedio, non ci sono stati centri clandestini di detenzione, non ci sono state torture, non ci sono state uccisioni senza processi e nemmeno con processi, perché da noi la pena di morte non c'è. Non ci sono stati "Desaparecidos", a parte i terroristi, che condannati sono poi scappati all'estero e sono ancora latitanti all'estero. Due domande, si può dire che la situazione argentina nel 1976 rendesse necessaria la lotta contro la sovversione di cui si parla nell'ordine di operazioni, nove del '77 di SUAREZ MASON, e io non ne ho parlato, ma è a Vostra disposizione la direttiva del Comandante in capo dell'Esercito cinquecentoquattro del '77, la direttiva del Comandante Generale dell'Esercito quattrocentoquattro del '75, la direttiva... la direttiva, apritela, non c'è bisogno di leggerla, siccome lo spagnolo è molto simile all'italiano, bastano cinque minuti per vedere di cosa si parla e pensare a quello che è avvenuto o non è avvenuto in ITALIA, personalmente trovo molti elementi di collegamento, utili per decidere, penso che Voi possiate condividere, spero, diversamente mi auguro comunque che le prove che io e gli altri colleghi Vi porteremo, Voi possiate utilizzarli comunque, anche se non condividete questa interpretazione, su due situazioni analoghe, una trentamila "Desaparecidos", l'altro i morti per strada sì, ma la gente in carcere dopo che sono stati processati in queste aule senza tortura, senza scomparse. Ma voglio dire un'altra cosa, se anche la CARLOTTO, MORRESI, MARRAS, CIUFFO, MAZZOCCHI, FABBRI fossero stati, ma nessuno ha approvato che lo fossero, dei terroristi questo è riconoscibile dal nostro diritto penale, come causa di forza maggiore per costringere i due imputati a ordinare il sequestro, a ordinare di estorcere informazioni utili dai servizi di intelligenza del primo corpo e della zona 4, anche a costo della morte, a uccidere, a buttare i cadaveri nelle fosse comuni, a buttare le persone vive dagli aerei, tutto questo per il nostro diritto, per il nostro diritto può, potrebbe essere causa di forza maggiore, se sì c'è una conseguenza, se no ce n'è un'altra, senza pietà, perché i due non hanno avuto pietà. Si potrebbe ancora dire che i due hanno obbedito ad ordine della Giunta, a questi mattoni che Vi ho mostrato e che avete a Vostra disposizione, perché in quanto militari, cioè si può dire che è una scusante per loro, il principio dell'obbedienza all'ordine quando questo principio scendendo per la linea di comando porta a responsabilità solo degli esecutori, ma non di RIVEROS e SUAREZ MASON, comunque argomentazione difensiva, hanno obbedito agli ordini delle Giunte. Osserviamo, innanzi tutto SUAREZ MASON e RIVEROS avevano probabilmente e quasi certamente, e vedremo che ci sono prove anche di questo, preso parte alla preparazione del golpe del '76, altrimenti non sarebbero stati messi dove sono stati messi, al comando della prima zona e della quarta zona; secondo, SUAREZ MASON e RIVEROS non erano certi Ufficialetti all'inizio della carriera e erano sicuramente a conoscenza di quelle che sarebbero state le loro responsabilità di comando, erano già al termine e al vertice, avrebbero potuto andare in pensione, non erano vincolati a restare, si può dire erano vincolati ad ubbidire, ma un umile Sottufficiale della Marina che Voi avete ascoltato, PAEZ, Vi ha detto: "ordine di un certo tipo, a ordini di un certo tipo non siamo obbligati a dare esecuzione", testualmente, figuriamoci due Generali di quel calibro. Ancora sulle tesi difensivi, la possibilità che sia avanzata l'eccezione di inattendibilità o inutilizzabilità di alcune prove, innanzi tutto ritengo che nell'art. 196 né dall'art. 196 e né dall'art. 197 del codice di procedura penale, possano sorgere ostacoli all'utilizzabilità di tutte le testimonianze. E un cenno particolare sugli ex Magistrati o sui Magistrati in servizio che hanno testimoniato, leggo testualmente la lettera d), dell'art. 197 del codice di procedura penale, non possono essere assunti come testimoni coloro che nel medesimo procedimento svolgono o hanno svolto la funzione di Giudice, Pubblico Ministero o Ausiliario, il testo è questo: osserviamo che intanto i procedimenti argentini non hanno, né possono avere per il nostro diritto interno valore di insieme di atti processuali in senso tecnico giuridico, con la conseguente loro idoneità a produrre gli effetti tipici di questo insieme di atti, a meno che alle loro Sentenze o ai singoli atti non venga attribuito da norme italiane efficacia nell'ordinamento italiano, però questi procedimenti conservano comunque la loro innegabile natura di fatti storici, sono avvenuti, è provato che sono avvenuti e che all'interno di questi fatti storici ci stanno certe cose e non c'è, attenzione, nessun divieto nell'art. 197 a testimoniare su un fatto di cui si ha conoscenza diretta, per nessuno. Questo è quello che hanno fatto in realtà tutti i Magistrati di fronte a Voi, hanno riferito di ciò che è avvenuto dinanzi a loro, di ciò che hanno sentito, visto, accertato, anche come documenti, ma una seconda e più importante considerazione è che l'art. 197 lettera d), parla di medesimo procedimento, medesimo procedimento e nessuno dei Giudici argentini ha qui svolto in ITALIA, medesimo procedimento, ha svolto qui in ITALIA contro SUAREZ MASON o contro RIVEROS le funzioni di Giudice o Pubblico Ministero, perché il diritto va interpretato per quello che è l'uso tecnico delle parole che sono contenute nei codici, quando il nostro codice parla di medesimo procedimento, parla di procedimento penale svoltosi in ITALIA secondo le regole del diritto processuale penale, e se il procedimento è il medesimo vuol dire che il Signor Pubblico Ministero Caporale da quel posto dove sta non può andare là a riferirvi su quello che ha fatto in questo procedimento, punto e basta, qualunque altro essere umano può venire, come è avvenuto qui, sedersi sul banco dei testimoni a testimoniare di fatti storici pervenuti a cui ha assistito. Quindi una ulteriore argomentazione che forse è la più importante, nessuno dei Giudici che è venuto a testimoniare ha fatto in ARGENTINA, ha svolto in ARGENTINA le funzioni di Giudice o Pubblico Ministero contro SUAREZ MASON o contro RIVEROS, scusate se proprio vogliamo allargarci, vogliamo parlare di medesimo provvedi... procedimento in ARGENTINA, e sarebbe se mi è consentito un'atrocità giuridica, un'atrocità giuridica, ci sono anche queste, le fanno... commettono tutti, non offendo nessuno se dico che le commettiamo prima di tutto e chiedo scusa ai colleghi noi Avvocati e con tutto il rispetto della Corte, le commettono i Signori Giudici, e le commettono anche i Signori Professori universitari, chi è perfetto? Ricordo che il mio Professore di università, di diritto commerciale è morto poverino, diceva: "in diritto si può dimostrare tutto e il contro di tutto" ed allora è vero tutto e contrario di tutto, è falso tutto e il contrario di tutto, però resta il fatto che l'art. 197 non può essere distorto, medesimo procedimento significa questo stesso procedimento in cui Voi sedete, punto e basta! Se poi lo si vuole distorcere medesimo procedimento può essere solo un medesimo procedimento in ARGENTINA, ma non c'è nemmeno quello, perché nessuno, SUAREZ MASON ha avuto un procedimento di estradizione, non è il medesimo Procedimento RIVEROS, boh? Non hanno avuto procedimenti. Da qualche parte, Signor Presidente, ho letto che Lei, rispondendo ad uno degli illustri colleghi della Difesa, dice: "abbiamo cercato", non ricordo, mi dispiace, ma è tanta la carta da leggere, ma da qualche parte lei testualmente, è una pagina consistente della sua osservazione, abbiamo per tanto tempo chiesto e cercate Sentenze, non ci sono state portate, non esiste il medesimo procedimento; torniamo indietro, perché è importante, non c'è in ITALIA e non c'è in ARGENTINA, quindi nessuna incompatibilità. Altra osservazione: tutti i documenti, tutti i documenti qui prodotti, videocassette comprese, portano le certificazioni di autenticità, e su questa parte vorrei concludere dicendo non parliamo della efficacia in ITALIA della "LEY DI OBEDIENCIA DEBIDA" e "PUNTO FINAL" e indulti concessi ai due perché in ITALIA non hanno valore. Quindi resta a mio avviso a questo punto, resta dinanzi a Voi, restano questi due problemi, non ci sono prove dirette che abbiano alzato la mano omicida, non ci sono prove dirette che abbiano dato l'ordine. Quindi occorre in realtà, e mi avvio all'ultima parte, esaminare fatti, indizi, così come mi sono permesso di indicare, un grande Giurista e Avvocato DEMARSICO diceva che il giudizio penale è come un fiume, in cui l'acqua è rappresentata dalle norme e il letto è rappresentato dal fatto, se il fatto è confuso anche l'acqua diventa limacciosa, non si capisce, se il fatto è chiaro anche l'acqua, l'applicazione del diritto è facile, avrete tutti una serie di fatti, è facile interpretarli alla luce della logica, cerchiamo di prenderli. Intanto avete sentito parlare nelle testimonianze di un certo fucile, io vado, entro adesso, l'Itaca AR10 trovo... un buontempone su Internet mi mette la fotografia e la descrizione di questo fucile, se anche non l'avessi Ve la potrei descrivere lo stesso, Ve lo potrei definire, perché questo fucile è un fucile di disegno e funzionamento classico, in cui il gran calibro fa... lo rende un ottimo strumento, dice, per ripulire vicoli e fare vere mattanze in luoghi chiusi, frequentemente usato dalla Polizia, è stato dato in dotazione all'Esercito Argentino nel 1970. E mi trovo un altro documento che è importante, perché è l'unica descrizione di un fatto diretta e Voi capirete a quale, è comunque documento prodotto regolarmente in allegato alla memoria, con tutti i timbri del Consolato, d'ITALIA ed è stata recentemente ammessa. "Io sottoscritto RAUL CAMER, nato a - eccetera, eccetera - spontaneamente dichiaro quanto segue e quello che ricordo sui fatti avvenuti il 22 maggio 1976 al tramonto, nel luogo di residenza della mia famiglia in SAN FERNANDO, isola VALTELLINA sul RIO PAYCARABI, all'incirca verso le 18:30 - leggo rapidamente, avete comunque la possibilità perché è in atti - all'incirca verso le 18:30 avevo quindici anni, ricordo che stavo in casa a guardare la televisione e che entrò improvvisamente mio padre che era di sotto a lavorare agli attrezzi, dicendo che aveva visto arrivare da noi, correndo MARIO MARRAS, con in abbraccio la figlioletta di due anni e che MARRAS gli aveva chiesto affannosamente una coperta per riparare la bambina dal freddo e dall'umidità della notte perché dovevano passare la notte nascosti tra i cespugli nelle nostre vicinanze, non capii perché ma ricordo che mio padre disse che aveva detto a MARRAS, aveva dato a MARRAS una delle coperte che stavano fuori e che MARRAS era subito corso a nascondersi con la bambina. Pochissimo tempo dopo che mio padre era rientrato io sentii un gran numero di colpi di arma da fuoco, ricordo che furono veramente tanti - chissà forse stavano usando quel fucile di cui ho parlato prima - al rumore di quegli spari ci siamo tutti stesi per terra impauriti, eravamo tutti terrorizzati, io papà, mamma, le mie due sorelline MARIA e MARTA. Ricordo che quelli che avevano sparato ci urlarono da fuori senza entrare, di uscire tutti da casa con le mani in alto, quando uscimmo quelle persone che vestivano le uniforme da combattimento dell'Esercito Argentino ci ordinarono di metterci con le facce al muro, con le mani in alto, gridando di non voltarci, ricordo che si divisero e mentre un gruppo di loro si precipitò a cercare dentro la casa, altri gruppi sparpagliarono a cercare MARRAS nella boscaglia. Ricordo che mentre stavo impaurito con la faccia al muro, sentivo lontane le urla con cui i gruppi comunicavano tra loro, dopo un certo tempo che oggi non so dire quanto lungo, ma che allora mi sembrò interminabile, ricordo che si era fatto quasi buio, sentii all'improvviso un'altra serie di colpi più breve di quelle precedenti. Dopo alcuni quelli che erano andati fuori nella boscaglia tornarono con la bambina e la coperta tutta fradicia, rimproverandoci urlando per l'aiuto che avevamo dato a MARRAS. Dopo di ciò i gruppi, quello che era entrato in casa e gli altri che avevano sparato si riunirono, quello che era entrato in casa aveva rubato gli orologi e le altre poche cose di valore che avevamo. Ci dissero che dovevamo rientrare in casa e restare lì chiusi, dentro tutta la notte, senza uscire perché loro sarebbero rimasti fuori, il giorno dopo mio padre andò fuori alla ricerca di MARIO MARRAS e lo trovò cadavere, a circa cinquecento metri da casa nostra in prossimità di un piccolo canale, ucciso da colpi di arma da fuoco. Mio padre andò subito quella mattina al Commissariato di Polizia distante quindici minuti di barca da casa nostra, il pomeriggio vennero due Poliziotti, che restarono di sorveglianza tutta la notte, ricordo li ospitammo a casa nostra. La mattina dopo venne una imbarcazione e portarono via il cadavere di MARIO MARRAS" un fatto storico. Un altro fatto storico è, andando oltre nell'esame delle prove concrete questa volta, un fatto storico è che c'è stato in ARGENTINA la Giunta, che c'è stata in ARGENTINA una repressione, è certo, come sono certi e sono fatti storici i LAGHER o i GULAG, ed è un fatto storico la Sentenza che avete agli atti, la Causa 13, narra di questo fatto storico, un dato è che il golpe non fu frutto di improvvisazione, attenzione andate alla testimonianza della Signora MASTINU il 12 giugno del 2000, pagine 40 e 41 delle trascrizioni, che Vi dice, la Signora MASTINU, "il giorno del golpe di Stato militare davanti alla fabbrica, Cantiere Navale di ASTARSA, c'erano le camionette dell'Esercito, il giorno del golpe" casualmente, e questa circostanza è confermata da GASTORI a pagina 67 della trascrizione, e da VENENZIO a pagina 110. Fatti certi, testimoni sotto giuramento vi hanno dato questi indizi, nessuno Vi ha detto di aver visto RIVEROS o MASON firmare, lo ripeto, però cominciano, io cerco di darvi degli indizi, è Vostro dovere valutarli. Che significa che le camionette dell'Esercito il giorno 24 alla mattina stanno di fronte ai cantieri, che c'è una pianificazione, già da tempo, una pianificazione che presuppone studio, andate a rileggere le testimonianze di URIEN il 14 giugno, e di PAEZ il 26 settembre. Ma c'è una interessante parte della testimonianza di URIEN a pagina 61, dice URIEN, è breve, "quando sono stato arrestato dopo la ribellione militare presso il carcere penale militare di MADDALENA nell'aprile del '73, dopo le prime elezioni in cui vince il Presidente CAMPORA, mi fece visita un Capitano di Vascello dell'Armada, mi hanno portato presso l'Ufficio del Direttore, mi è stato presentato questo Ufficiale, mi saluta con il saluto militare, mi ha dato la mano, mi dice che è venuto a conoscermi e che voleva farmi una domanda, mi domanda: , prima di rispondere mi dice: , mi saluta di nuovo, mi dà la mano e va via". Sta a Voi ragionare sul fatto che il Guardiamarina URIEN nel 1972, Ufficiale della Fanteria di Marina Argentina, si trova in addestramento in PATAGONIA in un certo modo, viene anche torturato, addestrato a torturare e carcerato perché si ribella nel momento in cui sta per uscire riceve questa visita oppure naturalmente, per carità, Voi potete pensare che tutti quelli che hanno ascoltato hanno mentito. Però è anche interessante una testimonianza del Professor ZAFFARONI, anche lui Giudice a suo tempo, 19 giugno, Vi descrive a pagina 153 della trascrizione di un incontro avvenuto tra Magistrati, si trovavano... non sto a ricordare questo, lo potrete ricostruire, e Generali, c'è il Generale ARGHINDEGHI e c'è anche SUAREZ MASON. Potete vedere da questa testimonianza che se chi parla è ARGHINDEGHI, chi comanda è SUAREZ MASON, e siamo nell'imminenza del golpe. Perché tutto questo è avvenuto, eh, dovete cercare anche il movente, quale fu il movente? Io ritengo che non fu solo l'annientamento, perché il movente è importante, anche ai fini dell'irrogazione della pena e anche se stanno in ARGENTINA Voi dovete comunque, se le riconoscete colpevoli irrogare la pena, perché un domani può capitare, capita a volte, poi magari non sempre succede quello che deve succedere, ma capita. Può darsi che passino in un altro Paese con un mandato di cattura internazionale e possano essere... arrivare qua, e non Vi deve interessare se hanno settantadue anni, anche il padre di MORRESI ha quell'età. Quale fu il movente, l'annientamento della sovversione, il ritorno della tranquillità in ARGENTINA, io mi sono letto attentamente le carte e non ho paura di affermare che il vero movente era la rigenerazione della Nazione argentina, doveva diventare una cosa diversa, non hanno colpito solo una classe, le hanno colpite tutte indistintamente, purché avessero un qualche collegamento, a parte anche con certi interessi economici, e lo vedremo anche quello, un certo collegamento con la libertà di pensiero, con le idee, eliminazione degli avversari diretti, eliminazione degli avversari che erano contigui agli avversari diretti e quindi erano anch'essi avversari, cancellare le tracce dell'esistenza di quel genere di persone, quindi chi moriva era n.n., i figli scomparsi, perché i figli possono pure ricordare quello che erano i padri, dobbiamo cancellare, dobbiamo mettere, perdonate l'espressione, ma quello che hanno fatto è stato questo, dobbiamo mettere in lavatrice la Nazione argentina, deve diventare candida così come vogliamo, così come intendiamo noi il candore. In realtà avevano secondo loro scoperto un bubbone purulento, e allora cosa fa il Medico incide, taglia, esce il pus, non basta, bisogna ripulire, bene, bisogna andare a fondo, bisogna scavare, bisogno incidere, se poi c'è qualcosa che ancora compare, bisogna ripulire ancora e se poi non è sicuro, bisogna aprire intorno, fare un buco, tapparlo, perché l'infezione si può espandere, bisogna togliere tutto, trentadue, trentamila "Desaparecidos".


E questo va visto, quello che è avvenuto, attenzione ricordate, l'ordine di operazioni numero nove del '77, le attenzioni dell'ordine nove del '77 alle operazioni segrete, alla guerra psicologica, agli ambienti del lavoro, dell'educazione. La testimonianza di ZAFFARONI del 19 giugno Vi narra di una cosa che poi trova conferma da un'altra parte, ve lo dirò in questo momento non mi ricordo, la eliminazione di un'Avvocatessa, che stranamente porta ma non tanto un cognome e un nome ebreo, TERESA ISRAEL che faceva come tanti altri Avvocati argentini "habeas corpus", cioè firmava le richieste dei cadaveri de... le persone, le notizie e il Giudice ZAFFARONI nel '76 è venuto a parlare con me, pagina 145 della testimonianza, e io l'ho consigliata in quel momento di non firmare più "habeas corpus", di far firmare gli "habeas corpus" soltanto ai parenti prossimi e non mettere la firma dell'"habeas corpus", ma la povera ragazza non ha ascoltato il mio consiglio, ha continuato a farlo ed è sparata pochi giorni dopo. Qualcuno Vi parlerà da qualche altra parte, ecco trovo l'indicazione DE GENNARO 12 giugno, pagina 195 delle trascrizioni, "la notte delle cravatte nere", scompaiono così, erano anch'essi dei sovversivi, centoventi Avvocati, che facevano tutti, chiedevano "habeas corpus", non bisogna chiedere gli "habeas corpus", il pus va gettato via. Hanno colpito tutte le classi, avete visto il caso BETTINI, PEREZ ESQUIVEL, sindacalisti, studenti, Tenente DEVOTO, non era l'annientamento della sovversione, non erano costretti ad annientare la sovversione, la nostra storia ci dice che non c'è necessità, loro volevano ripulire, rigenerare la Nazione argentina, era un nuovo Nazismo che stava sorgendo, non per nulla nelle testimonianze troverete, non le ho annotate, non è possibile annotare tutte le particelle d'acqua su questo oceano di infamità, da qualche parte in più parti, vi si dice che in questi posti c'erano bene in evidenza le svastiche, svastiche disegnate da chi, da questi militari, era loro che eseguivano, davano ordini è importante, il rigido riferimento al principio gerarchico. E' interessante la... una parte della testimonianza del Dottor ZAFFARONI, 19 giugno a pagina 147, casualmente siccome ho avuto purtroppo l'avventura di farmi sporcare da questi avvenimenti, quanto meno nel mio animo, e allora uno quando si trova invischiato in queste cose va a cercare e mi è capito di leggere in una libreria, di un libro anch'esso recente, non ricordo il testo, ma non ha importanza, c'era una... c'erano due fotografie se io non avessi letto la didascalia in una di queste non avrei capito che chi passava in rassegna certi reparti era il Colonnello PERON e che questi reparti erano argentini, così come non avrei capito senza leggere la didascalia che certi reparti che passavano in parata di fronte ad un edificio, che la didascalia, mi diceva essere la CASA ROSADA, erano reparti argentini, se io non avessi letto quella didascalia per le uniformi, per il passo, per il modo di tenere il fucile per l'elmetto, per l'ordine dei ranghi in cui questi reparti si trovavano, per il modo con cui guardavano l'Ufficiale che li passava in rassegna io avrei detto che mi trovavo di fronte a fotografie di reparti tedeschi anteguerra. Erano reparti argentini negli anni '40. E ZAFFARONI a pagina 147 della trascrizione vi parla della influenza tedesca nell'Esercito Argentino, bene o male che sia la storia è un dato di fatto ha dato ampia dimostrazione di cosa si intendeva per gerarchia militare e per rispetto degli ordini da parte dei tedeschi, quale che fossero le conseguenze, sangue, terrore; e a proposito di terrore, sempre ricollegandomi all'ordine di operazioni nove del '77, poi c'è anche l'accordo con RIVEROS, la testimonianza di VILLANI del 19 settembre a pagina 46, ma è una cosa che avete sentito anche da altri, ed è sconvolgente questo, dice VILLANI: "io penso che appunto l'averci liberato servisse anche come deterrente in quanto noi uscendo raccontavamo ai familiari, alle persone ciò che avevamo sofferto, e questo era un modo di poter diffondere il terrore", lo avete sentito anche da altri, anche questo è un indizio, è piccolo dovete metterlo insieme a tutti gli altri questo piccolo granello poi diventa un grumo e questo grumo se lo mettete insieme ad altri grumi, poi magari diventa qualcosa di più consistente, ed è la prova delle nostre tesi. Andiamo ai poteri dei Comandanti di zona, e sono fondamentali le testimonianze innanzi tutto e naturalmente non Ve le cito ma, perché sono talmente tante, talmente chiare che potete ripassarvele in Camera di Consiglio, la testimonianza di... dell'ex Ufficiale D'ANDREA MOHR 19 settembre, del Fiscal STRASSERA, Fiscal di quella causa di cui avete la Sentenza 20 settembre a pagina 66 e soprattutto SCHIFFRIN il 4 ottobre è più di tutte, più di tutte per la chiarezza, l'ordine, la testimonianza del Dottor MORENO OCAMPO, il 25 ottobre. Ma voglio citare anche la testimonianza del Dottor FRONTALINI 13 giugno del 2000, da pagina 118 a 128 delle trascrizioni che si incastra perfettamente con i documenti e con la testimonianza di MORENO OCAMPO e voglio ancora ricordare sui poteri dell'uno e dell'altro SUAREZ MASON e RIVEROS la testimonianza di PADILLA pagine 222, 226 e 234 mi scuso di non poter indicare la data, segnandomi queste cose, me lo sono scordato, ma non sarà difficile trovarla, è PADILLA, pagine 222, 226 e 234. Però ci sono due cose, testimonianza di STRASSERA pagina 79 "c'era un controllo dei militari su tutti i gruppi operanti, e i capi militari su tutti i gruppi operanti?" domanda dell'Avvocato Gentili, risposta: "il controllo militare era totale ed assoluto". Poi c'è un altro interessante elemento, la testimonianza di VILLANI del 19 settembre a pagina 25, per indicare il contenuto degli ordini, avete visto l'ordine di operazioni, avete visto, avete sentito parlare MORENO OCAMPO, c'erano gli Uffici di Intelligenza, quello che facevano, è stato detto che passavano le informazioni al Comandante, certo Voi potete pensare che sono tutte balle quello che vi hanno raccontato attenzione, però, cosa dice VILLANI, dice che una volta il Comandante di tutta quanta la zona 1, sapete chi è, arriva al campo e lo chiama per fargli delle domande, quando, prima di farmi la domanda quella di cui ho parlato precedentemente da quello che lui mi diceva: "mi ha fatto capire che sapeva esattamente dove io avessi lavorato - SUAREZ MASON - quale e quali fossero le mie riconoscenze cioè chi fossi, quali fosse la mia professione e questo ovviamente lo poteva aver visto al fascicolo", avevano fascicoli con informazioni. Ma perché gli davano le informazioni e gli davano, e troverete un riscontro ve lo indicherò, proprio al Comandante della zona, ai Comandanti della zona. E vediamoli queste responsabilità di ciascuno, avviandoci verso la fine, e do delle indicazioni, sono tante, un po' più per uno, un po' meno per l'altro, ma ce ne stanno tante, si dovrebbe passare un sacco di tempo ad indicarle, in ogni caso... Per RIVEROS la testimonianza di GARCIA 19 giugno del 2000, a pagina 11, da 39 a 40, 45, 57, la testimonianza di ZAFFARONI del 19 giugno, PADILLA il 13 giugno 2000 a pagina 234, GAGGERO importante 13 giugno del 2000, SCARPATI l'unico sopravvissuto a CAMPO DE MAGGIO o DE MAYO secondo di come si pronuncia, pagina 77, il Dottor D'ALESSIO il 26 settembre a pagina 101, il Dottor TORLASCO altro Giudice, il 26 settembre pagine 143 e 147, la GUINAZU del Comitato il CONADEP testimonianza del 17 ottobre a pagina 18, vogliamo andare a SUAREZ MASON che è più, GARCIA sempre il 19 giugno pagina 11, pagina 39, 40, 45 e 57, ZAFFARONI 19 giugno pagina 148, 154 e 155, 163, DUAL 19 giugno del 2000 pagine 166 e 177 e ne parlo insieme, perché si collegano tra loro e poi a loro volta si collegheranno con un'altra cosa che vi dirò alla fine, VILLANI il 19 settembre pagina 23 e 24, e ALLEGA il 20 settembre pagina 45 e seguenti e vanno viste insieme, pagina 25 della testimonianza di VILLANI, RICCARDO BECHIS il 19 settembre, pagina 60, STRASSERA pagina 68, CARACOCHE 5 luglio, pagina da 56 a 60, CHIESA 97 e 98, SCHIFFRIN il 4 ottobre, la MOROTE e PALEO e GUARINO il 24 ottobre. Io di tutto questo mare, prendo alcune cose e sono sempre nell'ordine della mia promessa, la testimonianza di RICCARDO BECHIS pagina 60, quest'uomo corre in ARGENTINA per cercare di salvare il figlio, cosa ci dice, di avere incontrato una persona la quale avrebbe parlato con SUAREZ MASON, attenzione: "la persona mi disse..." qualcuno può dire che è una testimonianza de relato Voi non l'ammetterete, tanto lo dico io per primo, non mi pare che lo sia, mah, tanto ce ne sono tante altre di prove, carretti, però interessante. "Sono già intervenuto in passato - le dice questa persona - in casi simili e il Generale SUAREZ MASON può rispondermi che non può fare nulla o non ne sa nulla, e allora lei suo figlio non lo vede mai più o può dire che può fare qualcosa, questa è una delle due risposte che io le potrà dare, potete non utilizzarla questa", dice RICCARDO BECHIS, dice una cosa che gli è stata detta da un altro teste, però questa no, ed è la testimonianza di HEDDA CARACOCHE, il 5 luglio pagine 56, a meno che un teste non debba tacere su ciò che sente e su ciò che vede, questa sicuramente non è de relato; naturalmente potete sempre dire che HEDDA CARACOCHE ha detto il falso, tutto è possibile, però spero di no. Che dice la CARACOCHE, va a trovare SUAREZ MASON, tutte queste processioni di queste madri, va da SUAREZ MASON "a chiedere la libertà di mio figlio, SUAREZ MASON prese da un cassetto dei fogli bianchi come se fossero un alfabeto, una rubrica insomma, e l'Ufficiale che era vicino, gli dà come una specie di codice, perché si potesse riprendere il fascicolo del prigioniero tal dei tali, prende il fascicolo, SUAREZ MASON, mi guarda, legge, e poi appunto mi riguarda che io ero di fronte a lui, e dice SUAREZ - MESON o MASON - , gli risponde la CARACOCHE: allora SUAREZ MASON riguarda nel fascicolo, rilegge, poi mi riguarda e mi dice: "; e c'è uno strano battibecco, con questa madre coraggiosa di fronte a quella bestia, che vuole affermare che il figlio gliel'hanno preso da casa, ma non è questo l'importante, l'importante è che, e lo abbiamo visto prima, SUAREZ MASON aveva un fascicolo, aveva un aiutante che prendeva, ce ne erano altri, ma perché questi fascicoli, a che gli servivano, indizi. Ma ce n'è un'altra di cosa interessante e si trova in quella cassetta che è stata tradotta, c'è un Generale, il Generale LABRIDA in pensione, richiama il caso BETTINI, la sovversione, dovevano distruggere la sovversione e vanno ad arrestare parenti di militari, alti, magari avevano anche bisogno di fare operazioni lo potete vedere e lo vedrete, in alcune banche, anche i BETTINI avevano banche. Ma non è questa la cosa importante o non solo questa, l'interessante è che questo Generale LABRIDA, va a parlare con il Ministero dell'Interno, Generale ARGHINDEGHI per adoperarsi perché, potete leggere a pagina 3 della traduzione, perché lui si adoperasse il Ministro dell'Interno presso SUAREZ MASON. Però dice che il... il Ministro ARGHINDEGHI dice che il Comandante del Primo Corpo dell'Esercito stava cospirando per destituire il Governo del Generale VIDELA, pertanto gli era del tutto impossibile ad ARGHINDEGHI affrontare l'Esercito, come? A parte il fatto che sia o non sia vero quello che dice ARGHINDEGHI è interessante che il Ministro dell'Interno di fronte a SUAREZ MASON, di fronte a SUAREZ MASON, si ferma e dice che non può agire. Qual era, quali erano i poteri reali di SUAREZ MASON?! Che aveva i fascicoli sulle persone, quali erano i poteri reali dell'autore dell'ordine nove del '77, ed è interessante che di queste stesse cose parla sempre di fronte a quei Giudici di quel Processo di cui Voi avete ascoltato i Giudici, di cui Voi avete la Sentenza, di cui Voi avete le videoregistrazioni certificate, il Capo di Stato Maggiore e poi anche Capo del Reparto Operazioni del Primo Corpo dell'Esercito, Colonnello RUALDES, vi parla di strane azioni al banco di ULLINGAM (come da pronuncia) sempre disposte da SUAREZ MASON, quali erano i poteri di quest'uomo? Potevano i militari ai suoi ordini non obbedire? Poteva quest'uomo non sapere i suoi ordini a quali risultati avrebbero portato nella sua zona, sui suoi compatrioti? Poteva quest'uomo non aver preso parte alla preparazione del golpe e poteva non sapere cosa sarebbe successo nell'esecuzione di quelle direttive, a cui sicuramente aveva collaborato, perché quelle direttive sono direttive complesse, redatte da Stati Maggiori che hanno lavorato insieme, non da Ufficialetti di basso rango, ma reparti dei... reparti di operazione degli Stati Maggiori che hanno operato e hanno creato quelle direttive a seguito di indicazioni, di obiettivi strategici precisi degli Ufficiali Superiori, non era certamente un'invenzione di qualche Colonnello, perché il potere è stato preso da Ufficiali Comandanti in capo i quali, altro argomento, hanno portato la gerarchia militare che li seguiva in ordine di anzianità al posto dove si trovavano nel corso degli anni. Non c'è stato un dittatore come in CILE, in CILE c'è stata una persona, in ARGENTINA si sono succedute le Giunte, quindi Ufficiali più anziani sono andati in pensione e sono entrati degli altri e poi forse ci sarebbe arrivato anche SUAREZ MASON, se non ci fossero state le FALKLAND. Tra l'altro è da dire che SUAREZ MASON partecipa alle riunioni della Giunta, possibile e questo perché a nostro avviso comunque i due sarebbero responsabili a titolo di dolo eventuale. Ma, e veramente mi sto avviando alla conclusione, in questo processo se si vuole sempre perché in diritto è possibile tutto e il contrario di tutto e tutto è opinabile, dipende dal modo con cui la tesi giuridica è esposta ed affermata, tutte le prove di cui io vi ho parlato, potrebbero teoricamente essere da Voi non ritenute utilizzabili, non so come però mi auguro di no. E c'è un'ultima prova che è la trascrizione, la traduzione trascritta di quella cassetta, autentica; Voi avete le certificazioni dell'autenticità di quelle cassette ottenute attraverso regolari canali diplomatici da parte del Parlamento Norvegese, con attestazioni certificate, confermate dalle dichiarazioni dei Giudici che sono venuti, a parte il fatto che avete visto anche le persone, se riguardate la cassetta è a Vostra disposizione vedrete STRASSERA, MORENO OCAMPO, TORLASCO, D'ALESSIO un po' più giovani ma sono loro e la testimonianza di TORRES, di cui avete sentito parlare prima, la testimonianza della RONDOLETTO Vi ricordo. TORRES a mio avviso, e ho avuto, purtroppo la Corte non ha potuto sentirla direttamente e c'è stata questa... fatto che l'ho potuta vedere soltanto alla vigilia di questa... questa testimonianza chiude un po' il cerchio a mio avviso, perché che cosa, chi è TORRES, TORRES è un gendarme che ha girato per tanti campi, dal '76 al '79, ed è testimone di tante cose, di come funzionavano questi campi, e quello che lui racconta conferma quello che Voi avete sentito da tanti testi, alcune donne vi hanno raccontato di quelle che erano le "cuccie", e lui parla di queste "cuccie", tutti Vi hanno parlato di torture e lui parla di queste torture, anzi è interessante. Ma naturalmente SUAREZ MASON e RIVEROS non sapevano nulla di quello che avveniva. Parlando di queste persone dice TORRES che venivano... persone, ordine di operazioni '99, quando, e trovate anche qui la conferma, quando gli obiettivi devono essere, gli obiettivi, i bersagli, portati nei luoghi di riunione LRD, Lugar Riunion Dedenidos devono avere la targhetta, le ho ritrovate, quando arrivano questi, TORRES: "ho potuto vedere quando li facevano scendere dal veicolo a percosse, poi c'era una vasca d'acqua dove venivano sottoposti a quello che veniva denominato il sottomarino - e lo avete sentito - gli mettevano la testa dentro l'acqua, erano soliti legarli ad un albero con una corda al collo"; sono le varie torture "altrimenti lo lasciavano appeso mani e piedi. In un'occasione vidi che lo avevano seppellito vivo e gli avevano lasciato scoperta soltanto la parte del collo e così rimase durante circa ventiquattr'ore e si tagliava loro le orecchie con una tenaglia e si strappavano le unghie sempre con la tenaglia, in seguito venivano percossi dappertutto. Avevano un telefono di campagna di quelli che loro adoperano che si aziona con una manovella laterale, utilizzavano anche questo per le torture". E in questi luoghi guarda caso lui dà conferma di un'altra potete anche dire che quello che avete ascoltato è inutilizzabile ma è vero, trova conferma, potreste anche dare retta ai colleghi della Difesa, con molta sincerità non ho alcuna intenzione di nascondermi dietro un dito, credo che sarà un'opera molto difficile se Vi dovesse convincere la Difesa, perché VILLANI ed altri Vi hanno parlato di un laboratorio di elettronica, GUARINO, circa... da circa... da quindici anni fa questo gendarme parla di questo laboratorio di elettronica che si trovava in quel certo campo in cui GUARINO, VILLANI, vi hanno detto che c'era e perché, indizi che trovano conferma tra di loro, che si incrociano, si intersecano. Io vado rapidamente, perché non posso e mi sto avviando, non è ancora la pazienza del Signor Presidente, che ne ha sempre avuta tanta nei confronti di tutti, concederà anche a me di uscire fuori di una decina di minuti dal termine pur avendo cominciato in ritardo. TORRES Vi dice quello che Vi hanno detto altri testi sulla presenza di SUAREZ MASON, tre occasioni lo vede, in tre occasioni, potete leggerlo a pagina 20, potete leggerlo in altre pagine e vi parla dei "vuelos della morte" qualcuno dei Sottufficiali che svolgevano dice: "beh, questa sera adesso i pesci avranno da mangiare" è una testimonianza importante, è un indizio importante o un insieme di indizi importanti e tiriamo le somme. Abbiamo parlato di concorso di persone, ricordate abbiamo parlato di prove indirette, tiriamo le somme, le vittime sono morte in zone di competenza dei due imputati di cui io ho parlato, sono... è certo che sono morti, è certo che sono morti in queste zone o sono scomparse, la CARLOTTO l'hanno vista, delicatissimo, bellissimo quell'episodio della... di quella prigioniera, gentilissimo io l'ho trovato, di quella donna che vede un'altra che se ne va, pensa che se ne vada e gli vuole dare un ricordo, perché quella donna, la CARLOTTO pare che fosse un angelo per i prigionieri e allora si leva il suo reggiseno e glielo dà, il suo reggiseno viene scoperto vicino al cadavere qualche anno, si sa che è scomparsa da quel campo, sarà andata a fare una passeggiata. Sono morti in zone che rientravano nella competenza di quegli altissimi Ufficiali che erano il livello immediatamente inferiore alla Giunta, sono morti nel corso di operazioni che erano esecuzioni di quegli ordini militari che Voi avete, la logica che Voi dovete usare, Vi porta e non può non portarVi a ritenere che coloro che hanno steso quegli ordini, che hanno preso tra loro quegli accordi, nell'immediatezza del compimento del golpe per la loro professione, per l'anzianità nella loro professione, non potevano non essere coscienti di ciò che i loro ordini avrebbero provocato e alla luce di quelle massime della Corte di Cassazione che io Vi ho letto non potete non riconoscere a SUAREZ MASON e a RIVEROS la responsabilità quanto meno a titolo di dolo eventuale per le morti di quei sette disgraziati che sono passati per le loro mani. Leggo dal "CORRIERE DELLA SERA" del 6 novembre 2000 che a BUENOS AIRES con un corteo al quale hanno partecipato ventimila persone, è stato fatto sfilare a BUENOS AIRES il tricolore come omaggio all'amicizia italo-argentina, una bandiera lunga mille e cinquecento metri e che nella stessa occasione il Presidente della Repubblica CIAMPI ha detto di considerare gli italiani all'estero una forza enorme, perché il loro sentimento della patria risponde al profondo della coscienza degli italiani e mantengono un forte legame con l'ITALIA. Quindi a BUENOS AIRES devo pensare che fosse presente anche la Nazione italiana, il popolo nel cui nome Voi pronuncerete la Sentenza, anche se in quest'aula come altri hanno detto erano presenti anche non soltanto i parenti delle vittime ma era presente anche quel corteo di ombre, erano presenti i trentamila "Desaparecidos" di cui, attenzione, settecento italiani. Voi sulla base del materiale a Vostra disposizione, dovrete dire se queste persone e in particolare, e in particolare SUAREZ MASON e RIVEROS siano o no colpevoli, ma la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana chiede rassegnando le sue conclusioni che per ora sono orali, ma se mi consentono i colleghi della Difesa poi li metto per iscritto tali e quali e le do al Cancelliere, la... no, voglio fare prima una considerazione finale. Ho avuto presente da quando ho cominciato a capire che cos'era di orrore questo processo, ho avuto presente NORIMBERGA; NORIMBERGA è ancora oggetto di valutazioni giuridiche, perché c'era un problema si diceva: "nullun crimen sine pena" quindi siccome non c'era nessuna norma che prevedesse quel reato, non si potevano processare i venti che furono processati, attenzione erano di questi venti solo quattro erano militari il resto erano civili e qui in ARGENTINA sono tutti militari, hanno organizzato; ma da noi non è così, da noi la norma c'è, ed è una norma che c'è da tanto tempo e c'è una norma che ci consente di processarli e al termine di questo processo deve esserci questa Sentenza, una Sentenza, io nella mia quasi trentennale anzianità di servizio per tradizioni dell'istituto al quale mi onoro di appartenere l'Avvocatura dello Stato, è mia personale per come io personalmente concepisco la mia professione, tutte le volte che mi sono trovato a svolgere le funzioni di Avvocato di un'Amministrazione dello Stato costituita Parte Civile, non ho mai preso la parola in relazione alla determinazione della pena, nessuno me lo impedisce, nessuno lo impedisce a nessuno. Sono contrario alla pena di morte, e se ci fosse Vi pregherei di non applicarla, PEREZ ESQUIVEL Ve lo ha detto, Dio non uccide, figuriamoci chi ci crede se possiamo farlo noi, ma l'ergastolo sì, non ho i problemi del Pubblico Ministero che si è chiesto per scrupolo se era il caso o no per le attenuanti, non ce le ho, siate spietati, come sono stati spietati nei confronti di sette nostri cittadini questi due imputati, non c'è ragione di avere pietà sulla base delle norme, sulla base delle norme, non per vendetta, un Tribunale non pronuncia giudizi storici e non dà ascolto a richieste di vendetta, applica il diritto, attenuanti aggravanti sono sulla base di norme di diritto. Quello che è avvenuto Vi impone di applicare il diritto, la legge della nostra Repubblica senza concedere attenuanti. E concludendo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri chiede che in accoglimento di queste conclusioni codesta Corte di Assise voglia riconoscere la responsabilità degli imputati condannandoli alle pene che riterrà opportuno irrogare e conseguentemente condannarli al risarcimento del danno nei confronti della costituita Parte Civile, Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica in ragione della somma di lire 10.000.000.000 (diecimiliardi) di cui uno per ciascuno, per ciascuna delle vittime adulte e tre per GUIDO CARLOTTO, preciso, perché potrebbe non essere chiaro che la mia richiesta è per tutti gli imputati e non solo per SUAREZ MASON e RIVEROS anche se io ho parlato con specifico riferimento soltanto a SUAREZ MASON e a RIVEROS. Ringrazio per la pazienza!

PRESIDENTE: facciamo una pausa breve di un quarto d'ora venti minuti, perché ci sono problemi per uno dei Giudici Popolari di rientrare con urgenza. Avvocato Cogodi quanto pensa di poter...

AVV. COGODI: no, Presidente a questo punto...

PRESIDENTE: ...cercando di contenere al massimo.

AVV. COGODI: (voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE: la ringraziamo! (Sospensione).-


ALLA RIPRESA

PRESIDENTE: Allora ci siete, mancherebbe il Difensore, ecco Avvocato Strillacci. Sono sopravvenute delle ragioni di natura familiare per uno dei Giudici Popolari, quindi gli impongono di far ritorno subito, presso la propria abitazione, quindi a questo punto, adesso già abbiamo avvertito l'Avvocato Cogodi, l'Avvocato Gentili, e sentiremo tutti e due gli Avvocati all'udienza che abbiamo già fissato che è di dopodomani, cerchiamo magari di cominciare un po' prima, cioè alle 9:00 se anche lei, perché...

VOCE: (in sottofondo).

PRESIDENTE: per dopodomani se uno di voi due riuscisse ad arrivare alle 9:00, va bene? La ringraziamo, allora siamo d'accordo così, non abbiamo da dire altro. L'Udienza è tolta!


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