| Rete x l'Identità - Italia |
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| Articoli e approfondimenti |
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"Negazione dell'obblio" di Julio Cortázar

Nel gennaio del 1981 a Parigi durante un incontro di giuristi lo scrittore argentino Julio Cortázar pronunciò un toccante discorso di denuncia della dittatura militare, discorso che pubblichiamo per intero.
Il 26 agosto Julio Cortázar avrebbe compiuto 95 anni.
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L’Italia e i desaparecidos d’origine italiana
Lo scritto si propone di offrire un quadro delle principali pubblicazioni in Italia sul tema dei desaparecidos italiani in Argentina, durante gli anni della Junta Militar. Le pubblicazioni sono successive al 2000, anno in cui la II Corte d’Assise di Roma condannò sette fra ufficiali e sottufficiali per il sequestro, l’omicidio e la sparizione di sei cittadini italiani. L’autrice affronta il tema della memoria e della giustizia - argentina e italiana - che si sono dovute misurare con l’impunità diffusa in Argentina sino al 2005, e ribadisce, allineandosi con il contenuto delle pubblicazioni analizzate, la richiesta di superare e di combattere l’impunità e di rendere giustizia, sebbene tardiva e solo simbolica. Infine, ricorda l’esito del secondo processo celebratosi in Italia - il processo ESMA - conclusosi nel marzo 2007 con un’altra sentenza di condanna per i militari coinvolti, confermata in appello il 24 aprile 2008.
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 CONSEJO DE DERECHOS HUMANOS
Promoción y Protección de todos los Derechos Humanos, Civiles, Políticos, Económicos, Sociales y Culturales, incluido el Derecho al Desarrollo
Misión a Argentina: Informe del Grupo de Trabajo sobre las desapariciones forzadas o involuntarias
A/HRC/10/9/Add.1 - 29 December 2008 - Original: ESPAÑOL - Total of words: 10,484 - PDF >>>
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Un dramma italiano
Lo studio racconta la tragedia dei desaparecidos argentini da un’ottica italiana. Molte delle trentamila persone massacrate dalla feroce repressione della dittatura - che insanguinò il Paese dal 1976 al 1983 – erano connazionali, discendenti dei due milioni di persone emigrati nelle rive del Rio della Plata tra otto e novecento. Il regime si accanì con gli italiani non per motivi di nazionalità ma perché la maggior parte apparteneva alla borghesia intellettuale. Una categoria sociale “progressista” formata da medici, insegnanti, artisti, studenti, avvocati, giornalisti, sociologi. Categorie, agli occhi dei militari, potenzialmente pericolose. A prescindere dall’effettivo coinvolgimento nelle turbolente vicende politiche di quegli anni. Per questo, il dramma dei desaparecidos ci riguarda direttamente. Non solo come uomini ma anche come italiani. Ragione che ha spinto i giudici di Roma ad emettere la prima condanna – in contumacia – contro i torturatori del Plata, quando ancora nel loro Paese non potevano essere processati. Un fatto simbolico che, però, ha sancito un importante “condanna morale”. A cui ora, grazie all’abrogazione delle leggi di amnistia e indulto promulgate dopo il ritorno della democrazia, stanno, finalmente, seguendo condanne reali. Emesse, stavolta, in Argentina. Che, dopo trent’anni, ha iniziato a fare i conti col proprio passato oscuro, ristabilendo una giustizia troppo a lungo rinviata.
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 L’informazione e la desaparición
Convegno tenutosi il 9 Maggio 2008
Interventi di:
Alessandra Coppola >>> - Cecilia Rinaldini >>>
Victoria Ginzberg >>> - Gabriella Citroni >>>
Istituto Italo-Latino Americano
P.za Benedetto Cairoli, 3 - Roma
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Storia delle "Nonne di Piazza Maggio"
"Lavoriamo per i nostri bambini e per i bambini delle generazioni che verrano per preservare la loro identità, le loro radici e la loro storia, pilastri fondamentali dell'intera identità collettiva."
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United Colors of Benetton: i colori della menzogna
In un momento in cui tutta la comunità internazionale dibatte sulla necessità di promuovere uno sviluppo sostenibile per il futuro stesso del pianeta nel rispetto dei diritti umani, la United Colors in Patagonia è in conflitto con le popolazioni "Mapuche".
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Revista internacional de estudio
e investigación interdisciplinaria
sobre subjetividad, política y arte
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Walter Veltroni sulle "Abuelas", i "desaparecidos" e altro...
 Discorso di Walter Veltroni alla “III° Conferenza nazionale Italia – America Latina e Caraibi” del 16 ottobre 2007 alla Farnesina.
"Dall’America Latina, ieri, partivano tanti giovani esiliati da feroci dittature che avevano fatto della tortura e dell’assassinio l’arma della loro sopravvivenza, e che si rifugiavano in un’Italia e in una Roma accoglienti, solidali.
Tra quei giovani arrivati in Italia e a Roma non c’erano, non potevano più esserci, i desaparecidos. Ai loro familiari, a Estela Carlotto e “Lita” Boitano, alle nonne e alle madri di Plaza de Mayo, il nostro Paese è stato sempre vicino."
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I desaparecidos e l’Italia
Almeno un migliaio fra gli “scomparsi” argentini erano d’origine italiana. Il nostro paese non ha brillato nel prendere subito le distanze dal sanguinario governo di Videla. Ma dal famoso sdegno di Pertini del 1983 sono scaturiti tre processi, di cui due ancora in corso.
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Il regime militare argentino nella stampa italiana
La dittatura militare argentina (1976-1983)e la tragedia dei desaparecidos furono trattate in modo ambivalente dai quotidiani italiani. Dai silenzi “piduisti” del Corriere alle denunce di Repubblica e dell’Avanti, dagli oblii dell’Unità e dell’Osservatore romano alle proteste del Manifesto.
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Carta abierta a la Junta Militar
“Reproduzca esta información, hágala circular
por los medios a su alcance: a mano, a
máquina, a mimeógrafo, oralmente.
El Terror se basa en la incomunicación. Rompa
el aislamiento. Vuelva a sentir la satisfacción
moral de un acto de libertad”.
Rodolfo Walsh, 24 de marzo de 1977
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Le origini del Plan Cóndor
Dopo la sorpresa socialista cilena e l’adozione delle relative contromisure U.S.A. per frenare un possibile “effetto Cile” con conseguenze politiche nel subcontinente e in Europa, ci fu subito l’appoggio all’instaurazione della dittatura del generale Hugo Bánzer in Bolivia. Due anni dopo ci sarà il colpo di Stato in Cile, in Uruguay e successivamente in Argentina...
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Carlos Guillermo Suàrez Mason è morto
Nato il 2 gennaio 1924, Carlos Guillermo ...
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Emilio Massera, profilo biografico di un genocida
L'Ammiraglio Massera, membro della Giunta che prese il potere nel 1976, è stato una delle figure più terribili e controverse del regime.
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Con l'aiuto di Kafka
A proposito della violenza mascherata dietro l'indifferenza, che caratterizza l'ambiente del romanzo, vorrei citare un brano che all'epoca, dopo conclusa la dittatura militare, mi ha aiutato a capire perchè, deluso, volevo partire dall'Argentina per tentare fortuna in un altro luogo: "K sapeva che lì non lo minacciavano vere costrizioni, di questo non aveva paura, soprattutto nel caso presente; temeva invece la potenza d'un ambiente scoraggiante, l'abitudine alle delusioni, la violenza degli influssi imponderabili che avrebbe subito ad ogni momento"
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La fine dell'impunità
Dopo tanti, troppi anni, in cui la questione dei diritti umani ha subito, da parte dei governi che si sono succeduti, una inaccettabile battuta d’arresto, finalmente il governo del Presidente Kirchner ha rilanciato vigorosamente questo tema per affrontare quello più generale del recupero completo della democrazia sostanziale.
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Discorso di H.I.J.O.S.
al Campo "La Perla" di Cordoba
23 marzo 2007
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Escrache a Videla del 18.3.2006
H.I.J.O.S.
Hijos por la identidad y Justicia
Contra el Olvido y el Silencio
1. "Han pasado treinta años desde aquel nefasto 24 de marzo..."
2. "Ahora, aún con las leyes de impunidad anuladas, tenemos los juicios avanzando a paso de hormiga. Y todos sabemos, la justicia que es lenta no es justicia.
Tan lenta que hoy estamos frente a la casa de Videla, que está "preso", pero está disfrutando de este magnífico escrache en la comodidad de su hogar..."
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Quando ho freddo al collo, ho freddo in tutto il corpo... (in memoria di Martha Brea)
di Ana María Di Salvo
"e quella notte Martha, rientrando, mi buttò nella mia “cuccia” la sciarpa verde e arancione fatta da lei e disse: “Prendi, per il tuo collo”.
Comincia qui il mio racconto, la storia della sciarpa e di colei che la fece, Martha Brea, e del tempo che passammo in prigioniere nel campo di concentramento El Vesubio nell’anno 1977."
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Il massacro di Trelew
Il 15 agosto 1972, un gruppo di 6 capi guerriglieri delle FAR, di Montoneros e dell'ERP, ovvero Mario Santucho, Roberto Quieto, Fernando Vaca Narvaja, Enrique Gorriaran Melo, Domingo Mena e Marcos Osatinsky sono riusciti ad evadere dal carcere di massima sicurezza di Rawson, nella Patagonia argentina, e a salire in un'aereo diretto al Cile di Allende.
Un'altro grupo di altri 19 prigionieri politici evasi non riesce ad arrivare in tempo all'aeroporto e venne ripreso dai militari. Il 22 agosto 1972, Ana Villarreal de Santucho, Carlos Astudillo, Eduardo Capello, Carlos del Rey, José Mena, Clarisa Lea Place, Humberto Suarez, Humberto Toschi, Jorge Ulla, Mario Delfino, Alfredo Kohon, Miguel Angel Polti, Mariano Pujadas, Ricardo Haidar, Susana Lesgart, Maria Angelica Sabelli, Maria Antonia Berger, Alberto Camps e Rubén Bonet vengono fucilati nella Base della marina militare a Trelew.
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Cronaca di una dicotomia
A trent’anni dal golpe militare conosciuto come “Processo di Riorganizzazione Nazionale”, che istaurò in Argentina sette anni di terrore, sorge la domanda del perché da quel tragico epilogo la nostra società sia stata coinvolta in un tremendo confronto.
Dopo 24 anni di democrazia, è necessario creare le fondamenta di una società che scommette sul futuro della nazione; è pertanto necessario dare un’occhiata introspettiva al nostro passato, al fine di spiegare i motivi e le caratteristiche della nostra storia, perché — come ben dice Jaime Davalos — “un popolo che sa da dove viene sa dove va”.
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Cuando llegue el alba (in memoria di Graciela Boqué)
di Berardo Dri
"Tibio rinconcito que le llaman Patria
te cubrió el silencio en la noche de pascua
tibio rinconcito que le llaman Patria
el potente complice te tendió la trampa."
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Poesia dedicata a Graciela Boqué dal marito Berardo Dri.
Graciela è deceduta il 25 giugno 2006 a Roma, città dove trascorse i suoi ultimi anni di vita impegnata nella promozione dei diritti umani, dei diritti delle donne e dei migranti.
Graciela era la presidente dell'associazione "Candelaria" e una delle personalità più attive della "Casa Internazionale delle Donne".
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Il Processo Riveros (1983-2004)
La condanna all’ergastolo per Videla e Massera nel 1985 sarà poi mitigata, e cancellata, dalle leggi di Obediencia debida e del Punto final, tra l’86 e l’87, nonché dalle amnistie e dagli indulti, in nome della “pacificazione nazionale” e dell’olvido, promosse da Menem nel 1989.
I familiari delle vittime, molti dei quali di origine europea e in particolare italiana, indignati per tali decisioni, cercano giustizia nei loro paesi di origine. Come nasce dunque il processo di Roma?
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Il Blog italiano sull'Argentina

Vi segnaliamo un blog di notizie sull'Argentina curato dal reporter Manlio Masucci: http://argentina.blogosfere.it/
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