| Rete x l'Identità - Italia |
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| Notizie sui processi CONDOR e VENTURELLI |

Per sostenere le spese legali
di Maria Paz Venturelli e Hugo Venturelli nel processo contro Alfonso Podlech
abbiamo aperto un conto specifico per ricevere bonifici bancari:
Banca Popolare Etica
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Intestato a: "Giustizia x VENTURELLI"
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| Notizie sul processo "Condor" (2007-2009) |
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Ansa.it - 11.3.2009

ARGENTINA: DESAPARECIDOS; VIDELA,NO A ESTRADIZIONE IN ITALIA
(ANSA) - BUENOS AIRES, 11 MAR - L'EX DITTATORE ARGENTINO, IL GENERALE JORGE RAFAEL VIDELA, SI E' OGGI RIFIUTATO AD ESSERE ESTRADATO IN ITALIA, NELL'AMBITO DEI PROCESSI IN CORSO A ROMA SUI DELITTI COMMESSI DALLE DITTATURE SUDAMERICANE NEGLI ANNI '70.
VIDELA HA RESPINTO LA POSSIBILITA' DELL'ESTRADIZIONE RISPONDENDO ALLE DOMANDE DEI GIUDICI DI UN TRIBUNALE DI BUENOS AIRES, HANNO RESO NOTO FONTI GIUDIZIARIE LOCALI.
IN ITALIA, HANNO PRECISATO LE FONTI, L'EX CAPO DELL'ULTIMA GIUNTA MILITARE ARGENTINA (TRA IL 1976 E IL 1983) DEVE RISPONDERE NELL'AMBITO DI UN PROCESSO PER LA SCOMPARSA DI 27 CITTADINI ITALIANI O FIGLI DI ITALIANI, CHE FIGURANO TRA I'DESAPARECIDOS' DEL 'PIANO CONDOR', IL COORDINAMENTO CON IL QUALE LE POLIZIE POLITICHE DELLE DITTATURE SUDAMERICANE DEGLIANNI '70 PERSEGUIVANO GLI OPPOSITORI.
RISPONDENDO AL GIUDICE RODOLFO CANICOBA CORRAL, VIDELA HA RESPINTO LA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE, SOSTENENDO DI ESSERE GIA' STATO PROCESSATO E CONDANNATO IN ARGENTINA. (ANSA).
RIG / 11-MAR-09 17:55
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Ansa.it - 9.3.2009

TESTIGOS URUGUAYOS A JUICIO CONTRA TROCCOLI, SEGUN EMBAJADOR
MONTEVIDEO, 9 (ANSA)- El embajador uruguayo en Italia, Alberto Breccia, afirmó que existe la posibilidad de que testigos de su país viajen a Roma para declarar en el juicio penal que se iniciará contra el ex marino Jorge Tróccoli por violaciones a los derechos humanos durante la dictadura (1973-85).
Breccia, además, consideró "ciertas" las posibilidades de que Troccoli se "mantenga en libertad durante el proceso" aunque juzgó "posible que se aplique algún tipo de medida cautelar que implique su detención preventiva".
En declaraciones formuladas hoy a Radio Sarandí, Breccia eludió precisar cuánto durará el proceso contra el ex marino uruguayo que, aseguró, es resultado de "varios meses" de trabajo entre el gobierno de Montevideo y el ministerio de Justicia italiano.
El presidente uruguayo, Tabaré Vázquez, anunció el sábado en un acto público la resolución de la justicia italiana de someter penalmente a Troccoli.
Fugado a Italia en 2007 cuando la justicia uruguaya lo citó a declarar por causas vinculadas a violaciones a los derechos humanos durante la dictadura, demoras en el trámite de extradición provocaron su liberación.
El mal manejo administrativo del trámite de extradición generó un escándalo político que culminó con la destitución del entonces embajador uruguayo en Italia Carlos Abín. DFB
09/03/2009 15:55
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laRepubblica.it - 8.2.2009

VOLANTINI PER I DIRITTI UMANI IN PIAZZA SAN PIETRO
FERMATA LA NIPOTE DI ALLENDE CON SEI CILENI
Un gruppo di cittadini sudamericani ha inscenato una piccola manifestazione durante l'udienza papale. Avevano dei fogli attaccati al petto: "Ci hanno maltrattato". Volevano ricordare un sacerdote ucciso durante il regime fascista. Sono stati rilasciati, ma i loro legali protestano: "Non facevano nulla di male"
di Anna Maria De Luca
ROMA - Maria Ines Bussi, nipote di Salvador Allende e Fresia Cea, moglie di Omar Venturelli - l'ex sacerdote italiano che si batteva per gli indios, ucciso in Cile durante il regime - sono state fermate presso il commissariato di piazza Cavour per circa tre ore. Erano in piazza San Pietro, tra i fedeli della domenica, con dei volantini attaccati al petto per ricordare al Papa che la domanda di giustizia che sale dal Cile attende ancora una risposta. E per chiedere che sia la magistratura italiana a giudicare il "Condor" di Pinochet, Alfonso Podlech, ora rinchiuso a Rebibbia - dopo anni di immunità in patria - con l'accusa di aver torturato e fatto scomparire Venturelli e altri cittadini italiani durante la dittatura. La risposta? Manifestazione non autorizzata.
"Non abbiamo portato cartelloni - spiega Fresia Cea - avevamo solo la bandiera del Cile e dei volantini attaccati al petto affinché il santo Padre potesse vedere la nostra preoccupazione e la nostra sofferenza. Avevamo scritto frasi come "Cile uguale impunità", "Sono qui per accompagnare mio fratello (scomparso) e "Grazie Italia". Ma dopo due minuti mi si è avvicinato un uomo senza l'uniforme e mi ha strappato il cartello dal petto. E facendo così mi ha tirato anche il pic che ho innestato per la chemioterapia che faccio ogni dodici giorni. Allora gli ho detto: Ma cosa fai? Chi sei? Mi ha detto che non potevo stare lì. Ma come no? - ho risposto - Sono venuta a salutare il Santo Padre".
"Un compagno che era vicino a me - spiega ancora la vedova Venturelli - ha chiesto che io venissi trattata con rispetto, ma il poliziotto si è arrabbiato e gli ha strappato il foglio dal petto. C'era scritto "Chiediamo verità e giustizia per il Cile ". Hanno fatto delle telefonate, ci hanno fatto spostare dalla piazza e attendere l'arrivo di un capo, sempre senza uniforme. Io chiedevo chi fosse il responsabile ma nessuno mi spiegava. Poi sono arrivati i poliziotti in divisa e ci hanno portato via in tre macchine ma non sapevamo dove. Ho chiamato i miei avvocati ma nessun poliziotto ha voluto parlare con loro e così son dovuti venire al commissariato". Farete denuncia? "Non lo so - dice commuovendosi - mi sono rimaste poche energie. Voglio usarle per il processo, per ridare giustizia a mio marito... non sono più abituata a queste cose. ..."
"Podlech - racconta Ines Bussi, nipote di Salvador Allende - era il rappresentante di Pinochet a Temuco, zona dove sono scomparsi centinaia di indigeni e gente poco conosciuta. Omar Venturelli era un prete italo-cileno che ha lasciato la Chiesa per aiutare i poveri. La sua vedova era in piazza con me oggi per chiedere all'Italia giustizia: se a novembre la destra in Cile vincerà le elezioni chiederanno l'estradizione e sarà salvo per sempre. Come Pinochet è ricchissimo, sta cercando di fare di tutto per salvarsi. Gli italiani devono sapere di avere a Rebibbia un piccolo Pinochet che ha ucciso un italiano".
Proprio in questi giorni sarà infatti fissata l'udienza del riesame. Fresia Cea sta aspettando questo processo dal 1973. L'11 settembre, subito dopo il golpe del generale Augusto Pinochet la radio scandì, tra gli altri, il suo nome e quello del marito. Otto ore di tempo per presentarsi in caserma. Omar era stato sospeso dal sacerdozio "a divinis" per le sue battaglie per la terra agli indios. Era dirigente dei Cristiani per il Socialismo e insegnava Pedagogia all'Università cattolica di Temuc. Fresia andò in caserma, ma intuito il pericolo, fuggì. Il marito, rimasto a casa con la bambina, si nascose finché il padre, modenese e di destra, avverso al governo Allende e fiducioso nel nuovo regime Pinochet , lo convinse a consegnarsi. Oggi è uno dei trentamila desaparecidos in attesa di giustizia.
Podlech era il terribile capo dei luoghi dell'orrore dove fu rinchiuso Omar Venturelli. Gli stessi raccontati dallo scrittore Louis Sepulveda. Ha vissuto impunemente in Cile per ben 35 anni. Con una tranquillità tale da decidere di andare in vacanza in Danimarca con la famiglia. Ma allo scalo di Madrid, il 26 luglio, trovò proprio lo stesso magistrato che nel '98 bloccò Pinochet a Londra: Baltasar Garzón. L'arresto è stato possibile grazie al lavoro di un pm romano, Giancarlo Capalbo (da qui i biglietti "Grazie Italia" in piazza San Pietro) che a Natale ha emesso mandati di cattura internazionali per 140 responsabili dell'operazione Condor. Il processo di Roma può finalmente inchiodarlo alle sue responsabilità almeno per l'omicidio di Omar Venturelli. I fogliettini di oggi erano un modo per chiedere al Papa di guardare nella direzione del Cile.(8 febbraio 2009)
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La República - 8.3.2009

"VERDAD CON JUSTICIA": TRÓCCOLI SERÁ JUZGADO
El presidente de la República Tabaré Vázquez aseguró que el gobierno proseguirá, en lo que resta del mandato, apostando a la verdad con justicia en materia de derechos humanos. "Como la democracia no se construye sobre el olvido y la impunidad, el gobierno proseguirá trabajando con verdad y justicia en lo que refiere a las violaciones a los derechos humanos acaecidos en el último período dictatorial", aseguró el máximo mandatario. Remarcó especialmente la palabra "último" porque no sólo se refirió a la dictadura cívicomilitar que padeció el país entre los años 1973 y 1985 sino porque será la última vez, es decir "nunca más". Anunció que gracias al trabajo del Ministerio de Relaciones Exteriores y al embajador uruguayo en Italia, Alberto Breccia, el Ministerio de Justicia italiano dictó una resolución por la cual dispone que se proceda penalmente contra el militar retirado Jorge Tróccoli, por su participación en la violación a los derechos humanos.
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AGI - 20.8.2008

DESAPARECIDOS: GIP ROMA, RESTA IN CARCERE ALFONSO PODLECH
(AGI) - Roma, 20 ago. - Resta in carcere Alfonso Podlech Michaud, il 73enne ex procuratore militare di Temuco, indagato dalla procura di Roma assieme ad altre 139 persone nell'ambito dell'inchiesta su 25 desaparecidos di origine italiana vittime del cosiddetto 'Piano Condor' pianificato dai capi militari di sette Paesi sudamericani nella meta' degli anni Settanta. Lo ha deciso il gip Sante Spinaci, respingendo un'istanza degli avvocati dello studio Pannain che chiedevano per il pensionato cileno la concessione degli arresti domiciliari. Condividendo il parere negativo dato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, il gip ha spiegato che su Podlech gravano gravi elementi indiziari oltre a un concreto pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Detenuto a Rebibbia dopo essere stato fermato il 27 luglio scorso all'aeroporto di Madrid dove era in transito per raggiungere Praga per una vacanza con moglie e nipoti, Podlech e' accusato dalla procura della scomparsa di Omar Venturelli, docente di pedagogia all'Universita' cattolica di Temuco, consegnatosi alle autorita' cilene nell'autunno del 1973 qualche settimana dopo il golpe di Augusto Pinochet. Podlech si e' dichiarato estraneo ai fatti contestati, sostenendo di essere stato nominato procuratore militare solo in epoca successiva, e cioe' nel marzo del '74 ma contro di lui c'e' un documento, acquisito dal magistrato romano, in cui l'indagato si presento' davanti alla corte d'appello di Temuco, pochi giorni dopo il golpe, proprio nella veste di 'fiscal militar' con l'incarico di interrogare quelli che le autorita' militari avrebbero di li' a poco arrestato come oppositori al regime.
Agi - Mer 20 Ago - 17.45
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Ansa - 19.8.2008

CILE: DESAPARECIDOS; TROVATO DOCUMENTO CHE SMENTISCE PODLECH
(ANSA) - Santiago Del Cile, 19 Ago - Alfonso Podlech, arrestato e processato in Italia per la morte dell'ex sacerdote italo-cileno omar venturelli, esercito' effettivamente l'incarico di PM Militare subito dopo il golpe promosso in Cile l'11 settembre 1973 da Augusto Pinochet. E' quanto emerge da un documento rinvenuto nell'archivio della Corte d'Appello di Temuco, citta' a 670 chilometri a sud della capitale. Diffuso da Radio BIO BIO il documento contraddice la versione fornita dallo stesso Podlech in dichiarazioni rese a Madrid e a Roma, provando che il 17 settembre 1973 egli si presento' come Procuratore “ad hoc” davanti alla Corte d'Appello di Temuco. Quel giorno, si legge nel testo proposto dall'emittente, "si riuni' in via straordinaria il Plenum della Corte presieduto da Oscar Carrasco che indico' di aver ricevuto in udienza l'avvocato Alfonso Podlech". Durante l'incontro quest'ultimo "manifesto' di essere stato designato PM Militare “ad hoc” e che, per l'introduzione dello stato d'assedio, la Procura Militare aveva a disposizione un gran numero di detenuti".
Podlech e' uno dei 140 tra politici, militari ed esponenti dei servizi segreti di vari paesi del sudamerica per i quali la magistratura romana ha chiesto l'arresto nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto "Piano Condor", l'accordo concluso negli anni settanta per la repressione degli oppositori dei regimi militari. Arrestato tempo fa in Spagna e poi estradato in Italia, Podlech ha respinto le accuse sulla sparizione di padre Venturelli sostenendo che all'epoca dei fatti non ricopriva la carica di PM Militare, tesi che oggi appare pero' smentita dal documento ritrovato.(ANSA).
SAL 19-AGO-08 22:27
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Radio Cooperativa - 18.8.2008

EX DETENIDO REMARCÓ QUE PODLECH "HACÍA Y DESHACÍA"
EN LA FISCALÍA MILITAR
Víctor Maturana relató que se paseaba "con su pistola al cinto".
Sostuvo que al momento de la detención de Venturelli, era la máxima autoridad "en los hechos".
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L'arresto di Podlech nei GRR di Radio RAI

2.8.2008
Al GR1 delle 08.00: Fresia Cea e Giancarlo Maniga >>>
Al GR2 delle 07.30: Fresia Cea >>>
Al GR3 delle 08.45: Fresia Cea >>>
14.8.2008
Al GR1 delle 07.00: Maria Paz Venturelli e Giancarlo Capaldo >>>
Al GR3 delle 08.45: Maria Paz Venturelli e Cristina Mihura >>>
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La Tercera - 14.8.2008

EX FISCAL MILITAR ALFONSO PODLECH ES EXTRADITADO A ITALIA
La justicia española dio curso a la extradición pese a haber aprobado un recurso de ilegalidad.
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Corriere.it - 3.8.2008

ARRESTATO L'INQUISITORE DI TEMUCO
IL CARCERE DOVE FU TORTURATO SEPÚLVEDA
La storia. Dopo il golpe di Pinochet, Omar Venturelli, ex sacerdote che si batteva per gli indios, si consegnò ai militari. Non rivide mai moglie e figlia.
di Alessandra Coppola
Fermato in Spagna, sarà trasferito a Roma. L' accusa: uccise un italo-cileno. Il procuratore militare Podlech era inseguito da un mandato di cattura italiano. E' stato bloccato dal nemico n. 1 della dittatura di Santiago, il giudice Garzón.
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La República - 2.8.2008

FISCAL ITALIANO: INMINENTE EXTRADICIÓN DE OHANNESSIAN
El fiscal Giancarlo Capaldo aseguró en Roma que el militar uruguayo Antranig Ohannessian y el militar chileno Alfonso Podlech serán extraditados en breve a Italia para ser interrogados por la desaparición de ciudadanos italianos durante el accionar represivo del Plan Cóndor, en los países del Cono Sur.
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El Mercurio - 31.7.2008

Fue trasladado al Centro Penitenciario Madrid V
JUEZ GARZÓN DICTA PRISIÓN PREVENTIVA DE EX FISCAL MILITAR DETENIDO EN ESPAÑA
Se espera el requerimiento formal de la justicia italiana, aunque tampoco se descarta que Alfonso Podlech sea entregado antes.
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Radio Cooperativa - 30.7.2008

VIUDA DE VENTURELLI ASEGURÓ TENER PRUEBAS DE QUE PODLECH ERA FISCAL MILITAR EN 1973
En conversación con Lo Que Queda del Día, dijo que el abogado contó a sus pares su designación. Podlech es requerido por la justicia italiana por la desaparición del ex religioso.
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La República - 17.3.2008

Se trata del mayor Antranig Ohannessian, alias "Oscar", "el turco" o "el armenio"
CAYÓ EN ARGENTINA OTRO MILITAR URUGUAYO REQUERIDO DESDE ITALIA
El ex integrante del OCOA mayor (r ) Antranig Ohannessian fue detenido en la ciudad de Buenos Aires, a pedido de la Justicia italiana. Estaba requerido por la causa Cóndor, abierta en ese país, que involucra a otros 31 uruguayos, civiles y militares.
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La República - 17.2.2008

"Vicios formales".
Habían llegado en la semana a través de Interpol; deberían reiterarse vía Cancillería
CAUSA CÓNDOR: JUSTICIA DEVOLVIÓ A ITALIA 31 PEDIDOS DE DETENCIÓN
La Justicia uruguaya devolvió a su par de Italia 31 pedidos de detención con fines de extradición por contener "vicios de forma" a juicio del magistrado actuante. La solicitud se enmarca en la denominada "causa Cóndor" italiana que incluye, además, otros 108 pedidos similares librados a Argentina, Brasil, Chile y Paraguay.
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Página 12 - 16.2.2008

LOS PEDIDOS DE ARRESTOS DE ITALIA
PODRÍAN COMPLICAR A HARGUINDEGUY
Por Victoria Ginzberg
Llegó a través de Interpol la lista con las solicitudes de detención contra 57 represores acusados de participar en el Plan Cóndor. En la nómina está el ex ministro de Interior Albano Harguindeguy, que tiene tres causas abiertas aquí pero está libre.
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Reuters - 17.1.2008

DESAPARECIDOS ITALIANI,
ANNULLATA CUSTODIA CAUTELARE DI TROCCOLI
PERUGIA (Reuters) - Il tribunale del Riesame di Roma ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare per Jorge Fernandez Nestor Troccoli, ex-agente dei servizi segreti uruguaiani arrestato il mese scorso in provincia di Salerno nell'ambito di un'indagine sull'uccisione di italiani da parte dei regimi dittatoriali dell'America Latina. Lo hanno riferito fonti legali.
L'uomo però per il momento non potrà uscire dal carcere, in quanto continua a sussistere la richiesta di estradizione presentata dalla corte d'Appello di Salerno come chiesto dall'Uruguay, che aveva segnalato a Roma la presenza di Troccoli in Italia.
"Con questa decisione si conferma la fiducia che il mio assistito ha riposto nella magistratura italiana", ha commentato Adolfo Domingo Scarano, l'avvocato dell'uomo.
"Per la prima volta in Italia si celebra un processo che interessa la questione dei desaparecidos con la presenza dell'imputato e del relativo avvocato di fiducia poiché i processi che ci sono stati fino a oggi venivano celebrati nei confronti di imputati contumaci e assistiti da avvocati d'ufficio", ha aggiunto.
L'ordinanza era stata emessa dal gip Luisanna Figliolia su richiesta del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Troccoli era stato arrestato durante le festività natalizie a Marina di Camerota ed era poi stato trasferito al carcere a Regina Coeli, dove si trova attualmente.
La difesa ha però annunciato che sabato mattina presenterà ricorso in Cassazione : "Troccoli è cittadino italiano con passaporto dal 2002 -- sostiene il suo avvocato -- e non può quindi essere estradato".
Il nome dell'uomo fa parte di una lista di 140 persone contenuta nel "Dossier Condor", un rapporto che indaga sui responsabili di sequestri, torture e uccisioni ad opera delle dittature sudamericane e che prende il nome dal "Piano Condor", l'accordo segreto tra i regimi latinoamericani che coordinava le operazioni contro gli oppositori attraverso l'azione di "squadroni della morte".
Le accuse che sono contestate all'uomo sono omicidio plurimo, tortura e sparizione di persone.
Durante gli interrogatori Troccoli si è sempre proclamato innocente, ammettendo però di aver fatto parte dei servizi segreti della Marina militare uruguaiana e di aver esercitato pressioni su detenuti.
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laRepubblica.it - 14.1.2008

CONDOR, LA VITA ITALIANA CLANDESTINA DI UN TORTURATORE
di Carlo Bonini
Jorge Néstor Fernández Troccoli, uruguayano: arrestato a Marina di Camerota. Partecipò all'operazione che sterminò migliaia di oppositori dei regimi latinoamericani.
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ROMA - Raccontano che nella notte tra il 23 e il 24 dicembre, l'uomo, chino su una sedia della stazione dei carabinieri di Marina di Camerota, dopo aver capito, abbia stretto le sue palpebre di vecchio. Come a voler scacciare uno sciame di fantasmi e le loro urla innocenti, improvvisamente tornate vicine. Pronte, questa volta, ad afferrarlo per sempre. Raccontano ancora che, qualche ora dopo, entrando nell'ufficio matricola del carcere di Regina Coeli, abbia fissato il lugubre corridoio su cui si apre la cella di isolamento in cui da allora è rinchiuso ripetendo una professione di innocenza come fosse una nenia: "Non li ho fatti sparire io. Io non sapevo. Non potevo sapere...".
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Folha Online - 11.1.2008

TARSO GENRO ADMITE PROCESSO CONTRA ACUSADOS DA OPERAÇÃO CONDOR
Jair Rattner da BBC Brasil, em Lisboa
O ministro da Justiça, Tarso Genro, admitiu em Lisboa que os brasileiros apontados como participantes da Operação Condor poderão ser acusados no Brasil.
Juízes de dois países, Espanha e Itália, pediram a extradição de militares brasileiros por participarem da operação, mas a Constituição não permite que brasileiros sejam enviados para julgamento em outros países.
Tarso disse que espera pela chegada dos pedidos da Justiça desses países para ver o que vai fazer: "Quando tiver os elementos em mãos posso decidir se vou pedir a abertura de um inquérito, se será feita uma denúncia imediatamente ou se não há elementos para isso".
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Página 12 - 29.12.2007

PERÚ PROTEGE AL DICTADOR MORALES BERMÚDEZ
DE LA JUSTICIA ITALIANA
Por Carlos Noriega desde Lima
Acusado por el secuestro de dos militantes y de una Madre de Plaza de Mayo en el marco del Plan Cóndor, el dictador que derrocó a Velazco Alvarado recibió el apoyo del presidente Alan García.
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APCom - 27.12.2007

DESAPARECIDOS/PIANO CONDOR
I NOMI DELLE VITTIME ITALIANE
Le sparizioni, i sequestri, gli omicidi su cui si indaga
di Simone Navarra
Roma, 27 dic. (Apcom) - E' una sorta di Schindler's List al contrario. 25 nomi di persone scomparse, decedute a causa del "Piano Condor". Uomini e donne che in quasi tutti i casi non hanno una tomba, e sono da tempo solo la foto in bianco e nero dei parenti e il ricordo ogni giorno più sbiadito di chi gli ha voluto bene. C'è il gruppo degli uruguayani: Daniel Alvaro Banfi Baranzano, Gerardo Francisco Gatti Antuña, Maria Emilia Islas de Zaffaroni, Armando Bernardo Arnone Hernandez, Juan Pablo Recagno Ibarburu, Andres Humberto Domingo Bellizzi, Julio Cesar D'Elia Pallares, Yolanda Iris Casco Ghelpi de D'Elia, Héctor Giordano Cortazzo. Coinvolti o meno ai gruppi della sinistra di resistenza alle dittature, dai Tupamaros al Pvp - partito per la vittoria del popolo.
Per ognuno di loro il procuratore Giancarlo Capaldo ha tracciato schede, sentito testimoni, raccolto documenti. Frutto dei processi celebrati in Spagna e di quelli anche archiviati, in virtù delle leggi di amnistia, in Sud America. Molte delle esecuzioni sono state effettuate con i famigerati voli della morte. Per accertare responsabilità specifiche il magistrato romano ha preso contatto con il suo collega spagnolo Baltasar Garzon, responsabile dell'inchiesta che ha coinvolto tra gli altri il dittatore cileno Augusto Pinochet.
I sequestri e gli omicidi su cui ha lavorato l'aggiunto sono anche quelli di Ileana Sara Maria Garcia Ramos de Dossetti, Edmundo Sabino Dossetti Techeira, Raul Edgardo Borrelli Cattaneo, Raul Gambaro Nuñez, Guillermo Tamburini, Maria Cecilia Magnet Ferrero, Luis Faustino Stamponi Corinaldesi, Mafalda Corinaldesi de Stamponi, Alejandro José Logoluso Di Martino, Dora Marta Landi Gil, Horacio Domingo Campiglia Pedamonti, Lorenzo Ismael Viñas Gigli, Juan Josè Montiglio Murua, Omar Roberto Venturelli Leonelli, Jaime Patricio Donato Avendano, Juan Bosco Maino Canales.
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TROCCOLI A GIP: HO SOLO OBBEDITO
Durato oltre 3 ore l'interrogatorio di garanzia a Regina Coeli
Roma, 27 dic. (Apcom) - "Sono innocente. A quell'epoca ero un sottotenente. Il mio ruolo era solo quello di raccogliere e fornire informazioni. Non ho mai ucciso nessuno". Nestor Jorge Fernandez Troccoli, uruguaiano di 60 anni, si è difeso così nel corso dell'interrogatorio di garanzia svoltosi oggi nel carcere di Regina Coeli. L'ex militare è coinvolto nell'inchiesta sul "Piano Condor". Il suo nome fa parte di una lista di 140, tra dittatori, golpisti, ufficiali dell'esercito e della marina di 7 paesi sudamericani, che tra la metà '70 e la fine degli anni '80 compirono delitti e sequestri.
Troccoli si è costituito alla polizia dopo aver letto, il 24 dicembre scorso, mentre era a Salerno, che l'ex presidente dell'Uruguay, Gregorio Alvarez, imputato con lui nel processo conclusosi alcune settimane fa a Montevideo, era stato arrestato. Troccoli era ufficiale della Marina Orientale, fondata 170 anni fa da Giuseppe Garibaldi, dopo la dittatura (1973-1985) "fu tra i pochi a dire che bisognava dire la verità da entrambe le parti", ha detto il suo difensore, l'avvocato Adolfo Domingo Scarano. Da quella presa di posizione ne nacque un libro, "L'ira del Leviatano".
Il penalista, del Foro di Vallo della Lucania, ha spiegato che Troccoli è stato di recente oggetto di un tentativo di linciaggio. "La moglie è scampata di poco ad un attentato". L'avvocato Scarano ha spiegato che presenterà ricorso al tribunale del riesame. "Non c'è alcun pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove. Il fatto che il mio assistito sia andato sua sponte alla polizia italiana ne è una prova". E' però latitante, nei suoi confronti era stato emesso un mandato di cattura internazionale. "Nel processo in Uruguay sono venute meno le garanzie democratiche", ha risposto il legale.
L'arrivo di Troccoli in Italia, a Marina di Camerota, è datato 1995. "Arrivò in compagnia dell'ambasciatore dell'Uruguay, in forma ufficiale - ha continuato l'avvocato - La sua personalità è al di sopra di ogni sospetto. Le sue responsabilità, a livello di partecipazione al regime, ammesse in modo pubblico. Ma non ha mai fatto del male a nessuno. Inoltre da subalterno è venuto a scoprire dopo anni quanto è accaduto".
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NON C'E' COINVOLGIMENTO USA IN PIANO CONDOR
Documenti acquisiti provano solo che Stati Uniti sapevano
Roma, 27 dic. (Apcom) - Non risulta un coinvolgimento degli Stati Uniti d'America nel cosiddetto "Piano Condor". E' questo uno degli elementi di certezza degli inquirenti della Procura di Roma responsabili dell'inchiesta per cui sono stati emessi 140 mandati di cattura nei confronti di alti dirigenti dei servizi segreti, ex esponenti politici e militari di sette paesi del Sud America.
La valutazione del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, sulle responsabilità Usa, è fatta al termine di un lungo lavoro investigativo che il magistrato ha condotto pressocchè da solo. E risulta dagli atti che sono stati inviati all'Interpol. Alla base degli accertamenti svolti sul ruolo di Washington c'è anche l'acquisizione e lo studio di documenti provenienti dagli Stati Uniti e prodotti dal Dipartimento di Stato, così come quello della Difesa o dalle diverse agenzie investigative (la Cia, l'Fbi, i servizi segreti della Marina e dell'esercito) in base al F.O.I.A., il freedom of information act.
Gli Usa erano a conoscenza di quanto avveniva negli anni '70 in Cile così come in Brasile, Perù, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Argentina - si spiega - ma non sono emersi elementi di responsabilità, di coinvolgimento nell'organizzazione, nella eliminazione di coloro che poi furono uccisi nei voli della morte o sono andati ad aggiungersi alla triste lista dei desaparecidos.
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Ansa.it - 24.12.2007

DESAPARECIDOS, 140 ORDINANZE
A Salerno un arresto: ex 007 coinvolto in "Operazione Condor"
(ANSA)- ROMA, 24 DIC - La magistratura romana ha emesso 140 ordinanze di custodia cautelare in carcere per le operazioni di repressione in Sudamerica negli anni '70. Destinatari i responsabili delle Giunte militari e dei servizi di sicurezza cileni, argentini, uruguayani e brasiliani in attivita' negli anni '70-'80 nell'ambito della cosiddetta ''Operazione Condor''. A Salerno, dove vive da qualche anno, e' stato arrestato Nestor Troccoli, uruguayano 60enne esponente dei servizi segreti della marina uruguayana.
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Clarín - 29.11.2007

El operativo represivo en el Cono Sur
VIDELA Y 16 EX JEFES MILITARES,
A JUICIO ORAL POR EL PLAN CÓNDOR
El ex dictador Jorge Rafael Videla y otros 16 ex jefes militares de la última dictadura serán sometidos a juicio oral y público por los crímenes de lesa humanidad perpetrados en el marco del "Plan Cóndor", el operativo de coordinación represiva en los países del Cono Sur.
El juez federal Sergio Torres dio por clausurada la investigación del caso -según se supo ayer- y firmó una resolución de 332 carillas. Videla -con prisión domiciliaria- y los demás militares están procesados por delitos como asociación ilícita y privación ilegal de la libertad.
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