Claudia Carlotto (La Plata, 1957) è stata a capo della Commissione Nazionale per il Diritto all’Identità (CONADI) dalla sua creazione nel 1992. Prima come coordinatrice e, dal governo di Néstor Kirchner, come Direttrice Nazionale.
La CONADI fu creata per istituzionalizzare la ricerca che le "Abuelas de Plaza de Mayo" portavano avanti dal 1977. Claudia stessa spiegava che doveva essere lo Stato a ricercare e riparare le vittime, perché proprio lo Stato era il responsabile del “Piano sistematico di sottrazione di bambini e bambine”.
La storia di Claudia è attraversata dal terrorismo di Stato. Sua cognata, Maria Claudia Falcone, fu sequestrata il 16 settembre 1976 nella "Notte delle matite spezzate". Poi suo padre, Guido Carlotto, venne sequestrato e torturato per 15 giorni. Infine sua sorella maggiore, Laura Carlotto, fu sequestrata incinta nel novembre 1977, partorì in una prigione clandestina e fu poi assassinata. Il figlio di Laura fu appropriato e cresciuto ad Olavarría a 400 km da La Plata.
Il 5 agosto 2014, Claudia fu l'incaricata di chiamarlo per comunicargli l'esito dell'esame del DNA cui lui si era sottoposto volontariamente. La conversazione fu diretta: “Sei il nipote di Estela Carlotto, e io sono anche tua zia”. Quella chiamata segnò il ricongiungimento di Estela con suo nipote, Ignacio Motoya Carlotto, dopo 36 anni di ricerca e di lotte.
Nel 2024, il governo di Javier Milei smantellò la CONADI e rimosse Claudia dalla sua Direzione. Lungi dal ritirarsi, Claudia assunse come titolare della "Unità di Indagine Specializzata per la Ricerca di Bambini Vittime del Terrorismo di Stato della provincia di Buenos Aires", per decisione del Governatore Axel Kicillof. Da lì continua la stessa opera: “Abbiamo messo insieme una squadra per resistere allo smantellamento della Memoria e della Storia”, dichiarò allora.
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