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Attività in corso
Visita di Vera Vigevani Jarach in Italia
Vera Vigevani Jarach
Dal 24 gennaio al 28 febbraio 2017 Vera Vigevani Jarach terrà una serie di conferenze e incontri in diversi licei, università e librerie italiane.
Per informazioni redazione@24marzo.it

Gli appuntamenti:

25/01 Fano: ore 16,30 incontro con il Sindaco e il Consiglio Comunale della città;
- ore 17,30 incontro pubblico con il prof. G. Carotenuto;
- ore 19,30 cena di solidarietà.
26/01 Ancona: ore 10,00 partecipazione alla seduta del Consiglio Regionale delle Marche con il Presidente Antonio Mastrovincenzo, il Dott. Enrico Calamai, il Presidente della Giunta Regionale Luca Ceriscioli e le scuole marchigiane vincitrici del concorso MIUR "I Giovani ricordano la Shoah"
- ore 20,00 incontro pubblico al Teatro Sperimentale di Ancona con il Presidente Antonio Mastrovincenzo, Enrico Calamai, Laura Boella, Guido Barbieri. A seguire lo spettacolo teatrale "Le imperdonabili" a cura degli 'Amici della Musica' di Ancona.
27/01 Ancona: ore 11,00 inaugurazione delle "pietre d'inciampo" collocate in via Saffi e Corso Amendola alla presenza delle autorità civili regionali e comunali e delle scolaresche.
28/01 Senigallia (AN): ore 10,00 incontro con le scuole e la cittadinanza
30/01-02/02 Milano: ore 10,00 Centro Culturale Asteria OLTRE IL MURO DEL SILENZIO: Incontri con gli studenti della Lombardia
31/01 Milano: ore 14,00 incontro con gli studenti della Scuola Media Statale per Ciechi di via Vivaio
03/02 Diano San Pietro (IM): ore 10,30 partecipazione alla cerimonia presso il Giardino dei diritti umani - La famiglia dei portatori sani dei valori dell'umanità
05/02 Massa: ore 12,00 ANPI conferimento della Tessera Onoraria 2017 in qualità di Partigiana della Memoria
06/02 Pisa: Comune di Pisa - Palazzo dei Congressi inconto con la cittadinanza e gli studenti
08/02 Milano: ore 12,00 incontro con gli alunni dell’Istituto Comprensivo Milano Spiga con Silvia Vegetti Finzi e Anna Scavuzzo, Vicesindaca e Assessora all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano
09/02 Milano: ore 10,00 Liceo Berchet incontro con gli studenti
10/02 Milano: ore 10,00 Centro Culturale Asteria OLTRE IL MURO DEL SILENZIO: Incontri con gli studenti della Lombardia
13/02 Torino: incontro con il Consiglio Regionale
14/02 Giaveno (TO): Incontro con il Consiglio Comunale, la cittadinanza e le scuole
16/02 Varese: eventi in collaborazione con Progetto Zattera
21/02 Padova: Istituto Einaudi Gramsci, incontro con gli studenti
22/02 Padova: Istituto Cornaro, incontro con gli studenti
23/02 Forlì: incontro con la cittadinanza e gli studenti Facoltà di Interpretazione e Traduzione, Scienze Diplomatiche
25/02 Firenze: Proiezione del film “Il Rumore della Memoria”, a seguire incontro con la cittadinanza
28/02 Roma: Incontro con l’Associazione Diplomatici Italiani DIPLO21



Comunicato stampa

A fronte della sentenza emessa dalla III Corte di Assise di Romapresieduta dalla Dott.ssa Evelina Canale, Pubblici Ministeri Dott. Giancarlo Capaldo e Dott.ssa Tiziana Cugini, 24marzo Onlus sottolinea quanto segue:

La sentenza, emessa il giorno 17 gennaio u.s., condanna all'ergastolo 8 imputati e ne assolve 19. Dall'inizio del processo sono deceduti altri 6 imputati.

Il provvedimento è successivo ad una serie di decine di udienze celebrate e centinaia di testimoni ascoltati, la maggior parte dei quali provenienti dai paesi dell'America Latina nei quali le dittature degli anni 70 e 80 hanno perpetrato la scomparsa e l'omicidio di massa come progetto politico di annientamento dell'opposizione e della società civile.
I paesi coinvolti in questo procedimento sono Cile, Uruguay, Argentina, Bolivia e Perù.

Il dato incontrovertibile che emerge dall'atto è che l'impianto accusatorio, fondato sistemicamente sull'esistenza del Piano Condor come progetto politico-militare continentale per la repressione delle opposizioni politiche, viene sostanzialmente dimostrato. Le condanne all'ergastolo, prime in Europa grazie a questo processo, per militari e civili appartenenti alle gerarchie più alte in grado delle giunte, confermano la veridicità delle posizioni portate in aula dalle Parti Civili e sostenute dai Pubblici Ministeri e rappresentano un successo per i militanti e le organizzazioni per i diritti umani del Cile, della Bolivia e del Perù. L'ergastolo comminato all'unico cittadino uruguaiano, rispetto agli altri imputati di questo paese poi assolti, prepara il campo al processo di appello di cui si prevede l'articolazione dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.

24marzo Onlus in questi ultimi anni si è occupata di patrocinare i processi (che hanno coinvolto prima i cittadini di singoli stati e ora di diverse nazioni all'interno del medesimo procedimento), collaborare con i legali di Parte Civile e la logistica dei testimoni. Il suo ringraziamento va a tutti coloro che ne hanno sostenuto il progetto e le attività: gli avvocati, innanzitutto, impegnati costantemente in questi ultimi anni con un lavoro enorme e che resterà fonte inesauribile di documentazione; i parenti delle vittime, emozionalmente coinvolti con viaggi, soggiorni e dichiarazioni a volte ai limiti della sostenibilità; Enti, Istituzioni, Governi, Partiti Politici e Sindacati che si sono costituiti Parte Civile e Parte Offesa; i giornalisti, le diffusione a livello mediatico; i tecnici, i traduttori e i fotografi, risorsa imprescindibile per il corretto svolgimento delle udienze e dello studio e della redazione degli atti; i simpatizzanti e gli organizzatori di decine di eventi culturali in tutto il territorio nazionale; le associazioni per la tutela dei diritti umani italiane, internazionali e latinoamericane, che hanno sostenuto questo progetto inviando costantemente messaggi di solidarietà e loro influenti membri in Italia per dare man forte.

24marzo Onlus resta pazientemente in attesa delle motivazioni della sentenza per poter continuare a supportare i difensori delle Parti Civili, i familiari delle vittime, la Procura della Repubblica e l'Avvocatura dello Stato, nella loro battaglia all'interno del Processo d'Appello al fine di tentare di rendere giustizia a tutte le vittime che, in questo primo grado di giudizio, non l'hanno ottenuta. Quindi, non finisce qui!

Un abbraccio militante,
Walter Calamita
Presidente 24marzo Onlus

Scheda di Jorge Ithurburu
Nota sulla sentenza Condor:
Il sistema repressivo confermato dalla sentenza. Vittoria piena in Bolivia, Argentina, Brasile e Perù.
Condanne per La Moneda e Venturelli in Cile, e per Banfi e “Orletti” in Uruguay.
Necessità di un ripensamento e dell’Appello su Troccoli.

Con la sentenza del 17.1.17 hanno trovato un colpevole le morti di molti dei 23 italiani desaparecidos. Le 8 condanne riguardano l’omicidio di 11 italiani (Montiglio, Venturelli, Banfi, Gatti, Islas Zaffaroni, Arnone, Recagno, Stamponi, Corinaldesi, Viñas Gigli e Campiglia) altri 4 italiani (Bellizzi, Landi, Logoluso e Giordano) rimangono esclusi per la morte degli imputati, e solo 8 per le assoluzioni (Maino, Donato, Dossetti, Garcìa Ramos, Gambaro, D’Elia, Casco e Borrelli). Esclusi dalle condanne tutti e 20 gli uruguaiani che litigavano contro Troccoli, e che erano stati aggiunti al procedimento in seguito alla mancata estradizione del militare italo-uruguaiano.

Piena soddisfazione in Bolivia dove hanno avuto ragione sulle 2 vittime e condannato i 2 imputati boliviani (Arce Gomez e l’ex Presidente Garcìa Meza). Condannati 3 dei 4 peruviani (tra cui l’ex Presidente Morales-Bermudez). Tutti e 4 i casi argentini (Stamponi, Corinaldesi, Viñas e Campiglia) hanno avuto dei colpevoli. Per la prima volta la Magistratura accerta che ci sono stati 2 desaparecidos in Brasile.

Nel caso del Cile le condanne riguardano 2 militari che attualmente sono liberi (Ahumada e Ramìrez) mentre è stato assolto Espinoza Bravo, che è già in carcere e che molto probabilmente ne uscirà solo dopo la morte. Importante che la sentenza condanni il militare che ha fucillato Juan Montiglio e le altre guardie presidenziali di Salvador Allende. Un processo sul Golpe del 11.9.73 che in Cile ancora non ha prodotto una sentenza. Finalmente la Magistratura italiana trova un colpevole per la morte di Omar Venturelli (nonostante siano stati assolti i suoi carcerieri). Infatti la sentenza assolve per insufficienza di prove i torturatori di Temuco e Villa Grimaldi, ma condanna per omicidio il fucillatore di Peldehue, Rafael Ahumada Valderrama, e il Comandante Jerònimo Ramìrez Ramìrez che aveva messo la propria firma al Bando su Venturelli.

L’ex Ministro degli Esteri del Uruguay, Juan Carlos Blanco, è stato condannato per l’omicidio di Banfi, ucciso nel 1974 a Buenos Aires, e per i desaparecidos del centro di detenzione “Orletti” nel 1976, gli esuli italo-uruguaiani Gerardo Gatti, Maria Emilia Islas Zaffaroni, Bernado Arnone e Juan Pablo Recagno. Anche in questo caso la sentenza assolve per insufficienza di prove i torturatori e punisce Blanco come mandante e ideatore del sistema Condor. Oltre che per i 5 uruguaiani, Blanco è stato condannato anche per l’omicidio di 2 argentini: Luis Stamponi, arrestato in Bolivia e trasferito a “Orletti” e quello di sua madre Mafalda Corinaldesi Stamponi, sequestrata a Buenos Aires al suo rientro della Bolivia.

I casi dei desaparecidos del 1977, gli italo-argentini sequestrati in Paraguay, Dora Landi e Alejandro Logoluso, e del italo-uruguaiano Andrès Bellizzi preso a Buenos Aires, sono rimasti senza imputati dopo la morte di Manuel Contreras. Così come è rimasta impunita l’uccisione di Hèctor Giordano dopo il recente decesso del generale Gregorio Alvarez.

Il caso dei 2 italo-argentini sequestrati in Brasile nel 1980, Horacio Campiglia a Rio de Janeiro e Lorenzo Viñas Gigli a Rio Grande do Sul, ha portato alla condanna dei vertici di allora del sistema Condor Capi di Stato e dei Servizi Segreti di Bolivia e Perù: i peruviani Francisco Morales-Bermúdez (allora Presidente), Pedro Richter Prada, Germán Ruiz Figueroa, e i boliviani Luis Arce Gòmez e Luis García Meza Tejada (allora Presidente).

Jorge Troccoli, Antonio Chàvez e Juan Carlos Larcebeau, ufficiali della Marina uruguaiana in servizio al FUSNA, gruppo operativo incaricato del sequestro a Buenos Aires e trasferimento in Uruguay di 6 cittadini italo-uruguaiani e di 20 cittadini uruguaiani, tra il dicembre 1977 e maggio del 1978, sono stati assolti “dai delitti di omicidio loro rispettivamente contestati per non aver commesso il fatto. Dichiara non doversi procedere nei confronti degli imputati sopra citati in ordine ai delitti di sequestro di persona a loro rispettivamente contestati perché estinti per prescrizione.”

Medesima disposizione per gli ufficiali e sottufficiali uruguaiani in servizio a “Orletti” nel 1976, Pedro Mato, Josè Arab, Josè “Nino” Gavazzo, Luis Maurente, Josè Medina, Ernesto Ramas, Josè Sande, Jorge Silveira, Ernesto Soca e Gilberto Vàsquez; per i cileni Pedro Espinoza Bravo, Daniel Octavio Aguirre, Carlos Luco, Orlando Moreno e Manuel Vásquez Chauan, e,infine, per il peruviano Martín Martínez Garay. Ovvero 13 delle 19 assoluzioni riguardano militari uruguaiani.

Jorge Ithurburu
Roma, 20.1.2017

Processo Condor: Sentenza del 17.1.2017

In nome del popolo italiano
Procedimento penale 2/15 R.G. - Contro “ARCE GOMEZ, Luis ed altri 32”

III Corte di Assise di Roma
Via del Casale di San Basilio 168 - Roma

Presidente: Dott.ssa Evelina CANALE
Giudice a latere: Dott. Paolo COLELLA - Giudice supplente: Vincenzo VITALONE

Pubblici Ministeri: Dott. Giancarlo CAPALDO - Dott.ssa Tiziana CUGINI

Cancellieri: Dott.ssa Maria Teresa Gardi - Dott. Paolo Musio - Dott.ssa Augusta Paoletti

Sentenza CONDOR

Dispositivo Proc. 2/15 >>>
Roma, 17 gennaio 2017

Ergastolo

Cileni:
1. Ramírez Ramírez, Hernán Jerónimo
2. Ahumada Valderrama, Rafael

Uruguaiani:
3. Blanco, Juan Carlos

Boliviani:
4. García Meza Tejada, Luis
5. Arce Gómez , Luis

Peruviani:
6. Morales-Bermúdez Cerruti, Francisco
7. Richter Prada, Pedro
8. Ruiz Figueroa, Germán


Defunti
1. Arellano Stark, Sergio Víctor
2. Contreras Sepúlveda, Juan Manuel Guillermo
3. Ramirez Pineda, Luis Joaquín
4. Moren Brito, Marcelo Luis Manuel
5. Paulós, Iván
6. Alvarez Armellino, Gregorio Conrado

Assoluzione

Uruguaiani
1. Arab Fernández, José Ricardo
2. Gavazzo Pereira, José Horacio "Nino"
3. Larcebeau Aguirregaray, Juan Carlos
4. Mato Narbondo, Pedro Antonio
5. Maurente Mata, Luis Alfredo
6. Medina Blanco, Ricardo José
7. Ramas Pereira, Ernesto Avelino
8. Sande Lima, José
9. Silveira Quesada, Jorge Alberto
10. Soca, Ernesto
11. Troccoli Fernández, Jorge Néstor
12. Vázquez Bissio, Gilberto
13. Chávez Dominguez, Ricardo Eliseo

Cileni
14. Espinoza Bravo, Pedro Octavio
15. Aguirre Mora, Daniél
16. Luco Astroza, Carlos
17. Moreno Vásquez, Orlando
18. Vásquez Chauan, Manuel Abraham

Peruviani
19. Martínez Garay, Martín

Il processo CONDOR su Radio Radicale

Radio Radicale



Audio delle udienze dl processo CONDOR su Radio Radicale >>>

Processo Condor-Brasile

In nome del popolo italiano
Procedimento penale 31079/05 R.G. contro DA SILVA REIS, Marco ed altri tre

I Corte di Assise di Roma
Palazzina B - I piano
Piazzale Clodio - Roma

Presidente: Dott.ssa Anna ARGENTO
Giudice a latere: Dott. Sandro DI LORENZO

Pubblico Ministero: Dott.ssa Tiziana CUGINI

Prossima udienza: 18 dicembre 2016 ore 9.30

Processo MALATTO

La legge è uguale per tutti


PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di Roma

Procedimento penale n. 38.497/15 contro MALATTO Carlos Luis
per i reati di cui gli artt. 575, 61 n. 1,2,4,8 e 9 cp.

P.M.: Dott.ssa Tiziana CUGINI



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il carro della vita

"IL CARRO DELLA VITA"
di
Jorge Alessandro
Traduzione di Lorenzo Mari
24marzo Edizioni, 2015


“In pochi casi come quello dello studio delle dittature latinoamericane degli anni Settanta il presente ha favorito una riscrittura di una verità ufficiale sopravvissuta alle dittature stesse.
In questo senso anche le fonti meno convenzionali, come la memorialistica, alla quale può essere assimilato Il carro della vita, contribuiscono a permettere una revisione della Storia che conceda a parti rilevanti dell’opinione pubblica di riapprocciare criticamente le verità ufficiali. È il caso di questa storia di militanti peronisti, che prende le mosse nel Sud della sterminata provincia bonaerense.
Alcuni protagonisti scompaiono, vengono fatti sparire, tra essi un’adolescente, Mónica Graciela, altri si salvano e possono oggi ristabilire una verità delle cose nella quale le vittime, anche quelle come una ragazzina colpevole solo di capitare al centro di una guerra contro le classi popolari argentine e la militanza dei suoi genitori, venivano fatte passare come colpevoli, qualcosa doveva aver fatto, o tuttalpiù, vittime casuali di un periodo violento.”

Dalla prefazione di Gennaro Carotenuto.
La biografia di Estela Carlotto

Estela Carlotto
“ESTELA: la morte di una figlia concepì una Abuela”
di Ricardo Petraglia
24marzo Edizioni

Questa biografia è la storia di una metamorfosi personale che rappresenta l’evoluzione di un paese. L’avventura biografica di Estela Barnes de Carlotto, la sua evoluzione da “madre argentina” a simbolo di resistenza e dignità, segna qui il doloroso risveglio di una societàferita profondamente dal terrorismo di Stato.
Con minuziosità e precisione da orafo, Ricardo Petraglia ricostruisce il cammino che portò Estela ad abbandonare la comodità del suo rispettabile posto da direttrice di scuola per affrontare, senza altre armi che il coraggio e la verità, la dittatura che prima sequestrò e torturò suo marito e poi assassinò sua figlia incinta, il cui figlio appena nato fu consegnato ad una vita privata della sua vera storia.
La minaccia celata a malapena dai modi viscidi del gerarca del regime mentre lei chiedeva di Laura, lo squallore del commissariato in cui le consegnarono il corpo crivellato, la bassezza di chi riscosse un riscatto che non servì a nulla, la fine lenta di suo marito, indurito dalla tristezza, la nascita di Abuelas de Plaza de Mayo e la sua evoluzione. Gli anni oscuri e la luminosa attualità, tutto ciò è in questo libro.
Petraglia fa emergere il processo sociale che ha attraversato l’Argentina negli ultimi 35 anni: dalla forzata accettazione della violenza politica alla lenta ricerca di giustizia sui suoi esecutori. Il periodo in cui l’insegnante Estela si trasformò nell’Abuela capace dicoinvolgersi politicamente con fermezza ma senza abbandonare la delicatezza, senza mai smettere di essere una nonna in cerca di suo nipote. Per questo “Estela” può essere letta come storia di apprendistato, piena di odio, di tradimento e paura, ma anche di comprensione, amore e speranza. Un doppio apprendistato: quello della nonna che rinasce come Abuela e quella del paese che dapprima negò la sua lotta e oggi invece la considera come un pilastro fondamentale per il rispetto dei Diritti Umani, indispensabile passaggio per comprendere l’Argentina attuale.
Scritta con il ritmo e la concisione della migliore prosa giornalistica, è una biografia che si inserisce nella tradizione di questo genere, a cui si aggiunge un ricco materiale di consultazione, dalle numerose note, aggiornate nella traduzione per il pubblico
italiano, alla sezione bibliografica: per aiutarci a costruire la storia del presente e a capire chi siamo veramente.

Abuelas de Plaza de Mayo : una battaglia per la libertà “dell’Essere”

L’articolo che intendo presentare non potrebbe esistere senza il lavoro di ricerca svolto dall’associazione Argentina: “Abuelas de Plaza de Mayo” (APM), a cui va il merito di avere intrapreso per prima, successivamente con l’aiuto del CONADI, la difficile e dolorosa ricerca dell’identità perduta di centinaia di bambini scomparsi subito dopo il parto delle madri. Queste donne risultano ancora oggi desaparecidas in seguito la loro detenzione illegale nei “Centros Clandestinos de Detención”, (CCD), funzionanti dal 1976 al 1983 durante il regime militare instaurato dal generale Jorge Rafael Videla, insieme alle alte cariche delle Forze Armate.
Questi neonati sequestrati alle famiglie d’origine sono comunemente chiamati: “los nietos desaparecidos”, ovvero i nipoti scomparsi, appellativo che sottolinea ancora di più l’unico legame familiare esistente con i genitori uccisi nei CCD. Una rivendicazione di parentela, quella delle abuelas, che è in realtà una lotta a favore dei nipoti perché possano riappropriarsi delle proprie origini rubate.
"I ragazzi dell'esilio" - Il libro di Vera Vigevani pubblicato da 24marzo Edizioni

Vera Vigevani JarachNegli anni Settanta, nel tragico periodo dell’ultima dittatura, un’intera generazione di adolescenti dell’ambiente liceale di Buenos Aires, politicamente impegnati, si ritrova perseguitata. Ragazze e ragazzi dai 15 ai 20 anni, sono costretti ad abbandonare il paese, divenuto teatro di sparizioni inquietanti. Attraverso le testimonianze, raccolte decenni più tardi da Diana Guelar, da Vera Vigevani e da Beatriz Ruiz, vengono salvate le vicende dolorose che precedettero le partenze, le storie di militanza, di presa di coscienza, di progetti e di utopie; le lotte, le certezze, i dubbi; le vicende di paura, di fughe e di clandestinità; fino alla drammatica decisione dell’esilio. Il materiale raccolto include le corrispondenze che gli adolescenti esiliati hanno mantenuto con familiari e amici, attraverso vari testi, su un passato che non può passare.

Vera Vigevani Jarach, nata a Milano nel 1928, emigrata in Argentina a causa delle leggi razziali; giornalista a Buenos Aires e redattrice fino al 1993 dell’agenzia italiana A.N.S.A., è stata cofondatrice di “Madres de Plaza de Mayo - Linea fundadora”, di “Fundación Memoria Histórica y Social Argentina” ed è coautrice di diversi saggi. Sua figlia Franca è scomparsa a diciotto anni, il 26 giugno 1976. Vera si definisce “una militante della memoria”, con un impegno costante soprattutto verso i giovani e gli adolescenti.
Diana Guelar, nata a Buenos Aires nel 1957. Laureata in Psicologia presso l’Università di Barcellona, cofondatrice del Centro de Terapia Breve a Barcellona, codirettrice del Centro de Atención y Prevención para Adolescentes “La Casita” a Buenos Aires. Esiliata tra il 1976 e il 1984, a Barcellona. Coautrice di testi sui disturbi alimentari.
Beatriz Ruiz, nata a Buenos Aires nel 1957, laureata all’Università Complutense di Madrid, psicologa e psicoanalista. È coordinatrice di Revista Ensayos y Experiecias, editoriale Novedades Educativas, membro di Asociación Buena Memoria e pittrice. Esiliata tra il 1977 e il 1984 in Spagna, a Madrid.

Susanna Nanni, Dottore di Ricerca in Studi Americani, traduttrice e redattrice di Letterature d’America; docente di Lingua e Letterature Ispanoamericane e di Lingua e Traduzione Spagnola presso l’Università degli Studi “Roma Tre”. La sua ricerca, anche attraverso saggi su autori come J. Cortázar e M. Vargas Llosa, ruota su tematiche concernenti l’esilio, l’Indipendenza e l’identità dei popoli ispanoamericani.

8 per mille

Chiesa Valdese
24marzo Onlus ha sostenuto negli anni 2010 e 2011 le spese legali delle parti civili Maria Paz Venturelli e Hugo Venturelli nel processo contro il torturatore cileno Alfonso Podlech con il contributo dell'Otto per mille delle Chiese Evangeliche Metodiste e Valdesi. Nel 2013 l'Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi ha sostenuto le attività di 24marzo Onlus nell'ambito della "Rete per l'Identità - Italia".
Nel biennio 2014/2016 www.ottopermillevaldese.org ha deciso di sostenere le spese legali nel "Processo Condor".

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Diritti umani in Argentina
Organismi storici
- Madres
- Abuelas
- Familiares
- M.E.D.H.
- C.E.L.S.
- A.P.D.H.
- Liga
- Serpaj


Processo Mastinu in Argentina

In memoria

Salvatore Privitera

Nato a Grammichele (CT) il 21.10.1947
Lavorava come medico ed era già stato arrestato nel 1972 e nel 1976.
Nel 1979 è stato rimpatriato in Italia dalle Autorità consolari.
E' stato sequestrato nel 1980 durante il tentativo di rientrare in Argentina
per combattere la dittatura.

Maria Rosaria Grillo

Nata a Napoli l’8.8.1951 si è trasferita con la famiglia da bambina a Buenos Aires. Militante della “Juventud Guevarista” come suo marito Venancio Basanta. Entrambi vennero sequestrati il 14.9.1977. Alcuni testimoni assicurano di averla vista nel CCD “Campo de Mayo”. Era incinta di due mesi.

Adriana Boitano

Nata a Buenos Aires il 19.12.1952 ha frequentato sempre le scuole italiane e si è laureata in lingue. Venne sequestrata il 24.4.1977 quando, rientrata dal Brasile, stava cercando, insieme alla madre “Lita”, notizie sulla sorte del fratello Miguel Angel.

Franca Jarach

Nata a Buenos Aires da genitori ebrei italiani sfuggiti alle leggi razziali in Argentina, Franca, allora diciottenne, venne sequestrata i 25.9.1976 e portata all’ESMA. Venne uccisa poco dopo in uno dei voli della morte.