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Notizie e riflessioni sui diritti umani, la cooperazione e la solidarietà internazionale

Vera Vigevani Jarach
Visita di Vera Vigevani Jarach - Tour 2013
Vera Vigevani Jarach

Dal 14 maggio al 16 giugno 2013 Vera Vigevani Jarach (cell: 329 31 66 134) terrà una serie di conferenze e incontri in diverse città italiane nie quali, tra l'altro verrà presentato il volume "I ragazzi dell'esilio. Argentina 1975-1984" di Vera Vigevani, Beatriz Ruiz e Diana Guelar, edito da 24marzo Onlus.


Gli appuntamenti di maggio/giugno 2013
(calendario provvisorio):

- 14-15: Roma
- 16-17: Venezia
- 18-19: Grottammare
- 20-21: Ancona
- 22: Rieti
- 23-24: Roma
- 25-26: Firenze
- 27-28: Massa/La Spezia
- 29-30: Ferrara
- 31-1: Padova
- 2-5: Milano/Varese
- 6-9: Torino
- 10-11: Bologna
- 12-15: Roma


Vera Vigevani Jarach








Un Papa di nome Francesco

Mosaico dei giorni
14 marzo 2013 - Tonio Dell'Olio

I segni sono importanti. Quelli posti dal nuovo Pontefice ieri sera non avevano bisogno di alcuna didascalia. Dalla scelta del nome al saluto laico e semplice della buonasera, dalla benedizione richiesta al popolo davanti al quale cui si è inchinato devotamente al riferimento al semplice titolo di "vescovo di Roma"... siamo sicuramente difronte alla promessa di un cambiamento. Forse non si tratta di una svolta che rientra nei parametri cui siamo abituati e si sottrae alle categorie di progressismo e conservazione con cui siamo soliti valutare e questo rende sdrucciolevole il terreno dei commenti degli esperti di cose vaticane. Ma è certo che ci troviamo davanti a un cambio che attende ancora di essere compreso. Ho conosciuto personalmente il Card. Bergoglio. Un colloquio lungo e appassionato. Avevo chiesto di incontrarlo perché con Libera Internazionale ponevamo i primi passi in Argentina e mi premeva ascoltare e tener conto anche delle sue valutazioni. Restai impressionato della sua conoscenza profonda della società argentina, dei suoi mali e delle sue potenzialità. Mi colpì la sua forza nella denuncia di fenomeni tanto intollerabili quanto diffusi come la corruzione. Ma sopra ogni cosa era il suo tratto umano, la sua capacità di ascolto e di accoglienza ad attirarmi. La sua semplicità. Arrivò a parlarmi in dialetto piemontese... Poi mi è successo tantissime volte di sentir parlare di lui dalle organizzazioni con cui Libera ha scelto di accompagnarsi in Argentina. Alameda è un'organizzazione laica e aconfessionale che opera contro il lavoro schiavo, denuncia il fenomeno della tratta e della corruzione e ha dato vita nel tempo a un'ampia offerta di iniziative al servizio delle donne recuperate alla tratta e di giovani strappati al lavoro forzato. Bergoglio si è reso spessissimo presente per aiutare, sostenere e accompagnare. Senza mai chiedere nulla in cambio. Con grande umiltà. Al di là di ogni altra e pur legittima considerazione, penso che la comunità dei credenti e il mondo globalizzato in cui viviamo abbia bisogno, anzi urgenza, di questo genere di concime per far crescere il bene.

Presentazione del libro "Una voce argentina..." nell'ESMA
Buscando a Manuel
Página 12 - 8.3.2013
Vera Vigevani Jarach
Vera Jarach, mama de Franca, desaparecida de la ESM, declaro en el Megajuicio
“A LA JUSTICIA LE PEDIMOS JUSTICIA”

Les habló a los jueces de su hija, para “que la conozcan, que sepan quién fue, cómo fue esta muchacha maravillosa, alegre, pero también muy pensativa”. Aportó una grabación con un llamado que Franca hizo desde la ESMA.

El pelo blanco, los ojos chiquitos, la voz de roble. En un momento, Vera Jarach buscó casi a tientas algunas caras en la sala: “No veo si están los acusados, pero con los ojos de mi alma sí los veo –les dijo–. Y si están, les pido a ellos que rompan ese tan cruel pacto de silencio alguna vez, que nos digan qué pasó con todos y cada uno de nuestros hijos, y a la Justicia, a la Justicia, le pedimos justicia”.

Frente suyo una hilera de Madres llenó la sala de Comodoro Py con sus pañuelos. Vera fue a declarar a la segunda audiencia de testigos de este juicio por los crímenes de la Escuela Mecánica de la Armada para hablar de su hija. A Franca la secuestraron el 25 de junio de 1976, en la esquina de un bar del centro de Buenos Aires; había sido abanderada del Nacional Buenos Aires, delegada por el centro de estudiantes e integrante de la UES.

“Nosotros también tuvimos un calvario, un muro de silencio, pero antes de eso quiero enfrentarlos con Franca”, dijo al tribunal y también a la sala. “Que la conozcan, que sepan quién fue, cómo fue esta muchacha maravillosa. Amada y admirada por muchos, dejó mucho y eso es una herencia también. Alegre, pero también muy pensativa. Defendía lo justo y cuanta causa hubiera. Era muy, muy generosa y atenta a todo, apasionada y también tenía un profundo sentido critico, incluso en la militancia, de la que voy a hablar.”

Buscando a Manuel

Abuelas de Plaza de Mayo : una battaglia per la libertà “dell’Essere”

L’articolo che intendo presentare non potrebbe esistere senza il lavoro di ricerca svolto dall’associazione Argentina: “Abuelas de Plaza de Mayo” (APM), a cui va il merito di avere intrapreso per prima, successivamente con l’aiuto del CONADI, la difficile e dolorosa ricerca dell’identità perduta di centinaia di bambini scomparsi subito dopo il parto delle madri. Queste donne risultano ancora oggi desaparecidas in seguito la loro detenzione illegale nei “Centros Clandestinos de Detención”, (CCD), funzionanti dal 1976 al 1983 durante il regime militare instaurato dal generale Jorge Rafael Videla, insieme alle alte cariche delle Forze Armate.
Questi neonati sequestrati alle famiglie d’origine sono comunemente chiamati: “los nietos desaparecidos”, ovvero i nipoti scomparsi, appellativo che sottolinea ancora di più l’unico legame familiare esistente con i genitori uccisi nei CCD. Una rivendicazione di parentela, quella delle abuelas, che è in realtà una lotta a favore dei nipoti perché possano riappropriarsi delle proprie origini rubate.


Claude Mary
UNA VOCE ARGENTINA CONTRO L'IMPUNITA'
Laura Bonaparte, una Madre de Plaza de Mayo

ISBN: 978-88-907797-0-1 – 24marzo Onlus
Pag. 192 - € 15,00 – uscita 1 dicembre 2012


Laura BonaparteLaura Bonaparte ha visto scomparire tra il 1975 e il 1977 in Argentina quasi tutta la sua famiglia: due figlie, un figlio con i rispettivi coniugi così come il padre dei suoi figli… Tutti portati via dalla più sanguinaria delle dittature. Laura e suo figlio maggiore hanno avuto la vita risparmiata solamente a prezzo di un esilio in Messico durato dieci anni.
Solidarietà: questa la parola attraverso cui Laura ci testimonia la forza che le ha permesso di non impazzire, di vivere e non di sopravvivere. Solidarietà ricevuta da Amnesty International, che lei a sua volta trasmette alle donne rifugiate che scappano dalla violenza e dalle dittature dell’America Centrale.
Al ritorno della democrazia in Argentina, Laura rientra nel suo paese reclamando Memoria, Verità e Giustizia per i trentamila desaparecidos.
Figura di punta delle Madres de Plaza de Mayo - Linea Fundadora, a Laura Bonaparte si deve che il centro di sterminio ESMA sia oggi un centro di formazione e di documentazione riconosciuto dall’UNESCO.

Claude Mary, giornalista freelance francese, vive da molti anni in Argentina. Già corrispondente di Libération, collabora attualmente con rue89.com e con diverse testate francesi e latinoamericane. Nel 1999 ha pubblicato per l’editore francese Plon questa biografia di Laura Bonaparte; volume tradotto anche in lingua spagnola dall’editore argentino Marea Editorial nel 2010.

Francesco Caporale, oggi Procuratore Aggiunto a Roma, è stato il Pubblico Ministero dei tre processi per i desaparecidos italiani che si sono celebrati tra il 1999 e il 2010. È sua la traduzione dal francese di questo libro che Laura Bonaparte gli fece avere dopo averlo conosciuto a Buenos Aires nel 1999.

Victoria Ginzberg, figlia di Irene Bruschstein e Mario Ginzberg, entrambi desaparecidos, è nipote di Laura Bonaparte. Attualmente è capo redattore del quotidiano argentino Página 12.

Página 12 - 3.10.2012
Pagina 12
Italia entregó archivos desclasificados de la dictadura

Durante un acto en el Palacio San Martín, encabezado el canciller argentino Héctor Timerman y la subsecretaria de Relaciones Exteriores italiana, Marta Dassú, el país europeo otorgó sesenta expedientes que contienen archivos diplomáticos y consulares relacionados con la desaparición de sesenta ciudadanos italianos. "La entrega de estos archivos, además de responder a una decisión y a una profunda convicción del Gobierno italiano, demuestra también los históricos lazos de amistad que unen a la Argentina y a Italia", sostuvo Timerman.

El canciller argentino consideró que los archivos, desclasificados por una Comisión Técnica conformada por ambos países, "pueden ayudar a desentrañar el mapa de la represión no sólo en la Argentina sino en nuestro continente. La comunidad italiana en nuestro país tiene un motivo más de orgullo. El trabajo por la memoria, la verdad y la justicia no termina nunca".

En tanto, Dassú destacó que "Italia es el primer país europeo en entregar este tipo de archivos, que son el testimonio de una historia común", al tiempo que agradeció a las autoridades del Ministerio de Relaciones Exteriores y destacó el coraje de las Madres y Abuelas de Plaza de Mayo en su lucha por la "memoria en base a la verdad y la justicia".
24 marzo Onlus
II Convocazione Assemblea 2012

Rilevata la mancanza del numero legale nell'Assemblea riunitasi venerdì 7 dicembre 2012 dalle ore 18.00 alle ore 19.00 a Roma in Via del Trullo 136, il Presidente convoca nuovamente l'Assemblea Generale 2012 per giovedì 13 dicembre 2012 alle ore 16.30 in Via Savoia 15 a Roma.
L'Assemblea Generale 2012 dovrà nominare nuove cariche associative, approvare il bilancio consuntivo 2012 e quello preventivo 2013.

Convocazione Assemblea 2012

L'Assemblea Generale 2012 è convocata per venerdì 7 dicembre 2012 alle ore18.00 a Roma in Via del Trullo 136, per nominare le nuove cariche associative, approvare il bilancio consuntivo 2012 e quello preventivo 2013.


24marzo Onlus a Grottammare
Assemblea Generale 2011 di 24marzo Onlus

L'Assemblea Generale 2011, che si è tenuta mercoledì 14 dicembre 2011 a Roma in Piazza dell'Esquilino 2 a Roma (Sala riunioni dell'Ambasciata Argentina), ha nominato le nuove cariche associative, approvato il bilancio consuntivo 2011 e quello preventivo 2012.
Presidente: Jorge Ithurburu
Consiglio Direttivo: Irma Carolina Di Monte, Walter Calamita, Jorge Ithurburu
Comitato dei Garanti: Alessandra Trobbiani, Rodolfo Roberti

Iscrizioni

Banca Etica
Per iscriversi a 24marzo Onlus è necessario:

- compilare il modello d'iscrizione (e inviarlo per e-mail)

- versare la quota associativa di € 50,00
sul nostro conto corrente bancario:

Banca Popolare Etica
IBAN: IT57E0501803200000000129446
Intestato a: 24marzo Onlus

"Vite senza corpi" - Edizioni Gorée

ESMA

VITE SENZA CORPI
Memoria, Verità e Giustizia
per i desaparecidos italiani all’ESMA


A cura di
Jorge Ithurburu – Cristiano Colombi
Edizioni Gorée

"Il processo ESMA (Escuela Superior de Mecánica de la Armada, ovvero il più noto centro di detenzione clandestina allestito durante la dittatura), come tutti gli altri processi sui desaparecidos italiani in argentina, è stato portato avanti da un comitato promotore formato da un insieme di associazioni, enti e professionisti, donne e uomini di buona volontà e singoli cittadini che a vario titolo hanno dato il loro apporto volontario. Questo libro vuole rispecchiare la pluralità di un agire collettivo, presentando le diverse prospettive dei singoli autori che hanno partecipato direttamente e senza esclusione al processo.

Le giornaliste Cecilia Rinaldini ed Anna Maria De Luca hanno raccontato le udienze di Rebibbia al pubblico di Radio RAI e Repubblica.it. Il fisico Mario Villani, la «Madre di Plaza de Mayo» Vera Vigevani ed il Ministro argentino Eduardo Luis Duhalde sono stati sentiti in qualità di testimoni e persone informate sui fatti. Marcello Gentili, Giancarlo Maniga e Nicola Brigida sono stati gli avvocati di parte civile e Francesco Caporale il Pubblico Ministero.

A ciascuno di loro abbiamo chiesto di ricostruire cosa abbia rappresentato l’ESMA cercando di evidenziare alcuni degli elementi emersi durante il dibattimento che potrebbero avere un’utilità ed una valenza generale, il dolore e la sofferenza resi pubblici dal processo."



Attività dei soci
Piero Di Monte
Piero Di Monte
Giugno
16

Devo dirti una cosa


Oscar Liñeira fu un'altro delle migliaia di ragazzi scomparsi in Argentina. In linguaggio militare, fu "trasferito".

Piero Di Monte, imprigionato nella stessa caserma, udì le sue ultime parole: "Devo dirti una cosa. Sai? Io non ho mai fatto l'amore. E adesso muoio senza sapere di che si tratta".

I figli dei giorni
di Galeano Eduardo

ISBN: 9788873396604
Editore: Sperling & Kupfer - 2012

Visita di Vera dal 16.11 al 15.12.2012
Vera Vigevani
Dal 16 novembre al 15 dicembre 2012 Vera Vigevani Jarach (cell: 329 31 66 134) terrà una serie di conferenze e incontri in diversi licei, università e librerie italiane.

Si prega di contattare, per concordare eventuali iniziative o interviste, direttamente l’Ambasciata Argentina:

Ambasciata Argentina in Italia
Sezione Diritti Umani

Piazza dell'Esquilino 2 - 00185 Roma
Tel: 0648073300 - Fax: 0648073331
E-mail: dirittiumani@ambasciatargentina.it

Calendario provvisorio:
- 16.11: Roma
- 17/18.11: Milano
- 19/21.11: Varese
- 22.11: Venezia
- 23/27.11: Torino/Casale Monferrato
- 28.11: Lucca
- 29.11: Viareggio
- 30.11: Livorno
- 1.12: Massa
- 2/3.12: Firenze
- 4/6.12: Bologna, Modena
- 7/9.12: Padova
- 8/9.12: Assisi
- 10/15.12: Roma

Walter Calamita
In libreria con "Quebrantos"

Nicola Viceconti
In libreria con "Due volte Ombra"

Patrizia Dughero
In libreria con "Le stanze del sale"


In libreria...

Quebrantos
QUEBRANTOS
Storie dell’esilio argentino in Italia

a cura di Delia Ana Fanego
con un prologo di Juan Gelman
NOVA DELPHI Ed. - 2012

"Quebrantos (in spagnolo “crepe”, “squarci”) è una raccolta di microstorie, un mosaico di testimonianze di ex-militanti esiliati in Italia durante i primi anni dell’ultima dittatura militare argentina. Dodici storie - inizialmente destinate alla realizzazione di uno sceneggiato televisivo RAI, mai portato a termine - raccolte e verbalizzate tra il ’78 e il ’79. Una pluralità di voci non filtrate dall’inganno del tempo (alcune di queste utilizzate come testimonianze nei processi contro i responsabili del genocidio), sapientemente incasellate da Delia Ana Fanego in una narrazione autentica e sensibile, attenta al tema dell’esilio e della memoria collettiva come antidoto all’oblio."

Delia Ana Fanego, argentina, vive a Roma dal 1973. È stata tra le fondatrici del CAFRA (Comitato Antifascista contro la Repressione in Argentina) e uno dei suoi membri più attivi nell’accoglienza degli esuli argentini in Italia durante gli anni della dittatura militare.

Nicola Viceconti


DUE VOLTE OMBRA
Romanzo di Nicola Viceconti
Prefazione di Manuel Gonçalves Granada
Gingko Edizioni - 2012


"Sarò figlio di coloro che dicono di essere i miei genitori?", "Se non sono figlio loro, di chi sono figlio?", "c’è qualcuno che mi sta cercando?" rappresentano in Argentina un richiamo alla riflessione sociale e individuale. Un’intera generazione espone dubbi sulla propria identità. Il recupero di questa incarna anche la volontà di riappropriazione dell’identità di un intero popolo. "Due vote ombra" racconta di queste adozioni illegali, segue una neonata trafugata dalla dittatura che, da adolescente, si ricongiunge alla sua vera famiglia ed è costretta a mettere in discussione l’intera esistenza.


Claudio Tognonato
Affari nostri. Diritti umani e rapporti Italia-Argentina 1976-1983
a cura di Claudio Tognonato
Fandango Libri - 2012

"Affari nostri" è il1 frutto di un'indagine internazionale sui rapporti tra i diversi poteri economici, politici, militari italiani e la dittatura argentina. Con il passare degli anni alcuni militari sono stati arrestati, giudicati e condannati per i gravi crimini commessi durante il regime. Le testimonianze della loro feroce repressione hanno lasciato una profonda cicatrice nella storia del ventesimo secolo. Questo libro vuole andare oltre le accuse, oltre le condanne ai diretti responsabili dei singoli delitti per capire fino in fondo come tutto ciò sia stato possibile. La denuncia si è concentrata sugli autori materiali la cui azione, però, non avrebbe potuto svolgersi indisturbata se non fosse stata favorita anche dalla comunità internazionale. A questo proposito Claudio Tognonato raccoglie le ricerche di storici, sociologi e accademici per ricostruire le convergenze non sempre lecite nei rapporti fra Italia e Argentina durante gli anni della dittatura. Accordi commerciali che hanno visto protagonista lo Stato italiano e aziende private, dalla Rizzoli alla Pirelli, dalla Techint-Dalmine alla Selenia; l'emergere della strategia internazionale della P2; il ruolo di Licio Gelli nei rapporti politico-economici con l'Argentina dei militari; l'importanza dell'immagine all'estero nella strategia del regime e quindi la copertura della stampa italiana di quegli anni. Un'indagine che apre un capitolo inedito nel vasto racconto della dittatura argentina.

Libri da scaricare...

Memorie del buio
MEMORIE DEL BUIO
Lettere e diari delle donne argentine imprigionate durante la dittatura.
Una testimonianza di resistenza collettiva.

Sperling & Kupfer - 2008

"Memoria del buio è il racconto corale - costruito attraverso lettere, pagine di diario, testimonianze, poesie - di 112 donne argentine che hanno vissuto insieme, fra il 1974 e il 1983, l'esperienza drammatica della prigionia nelle carceri della dittatura. La lunga notte dell'Argentina comincia nel luglio del 1974, dopo la morte del presidente Juan Domingo Perón, con il graduale prevalere dei militari nelle stanze del potere. La Triple A, Alleanza Anticomunista Argentina, perseguita e uccide esponenti politici e sindacali, giornalisti, intellettuali; la repressione di qualsiasi forma di opposizione diventa sistematica, in un crescendo di ferocia che culmina nel golpe del 24 marzo 1976. Ma quel sistema di sterminio ha bisogno di una "facciata presentabile" da esibire di fronte alle organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani. È questo il ruolo che tocca a Villa Devoto: celle pulite, dipinte di azzurro, dove alcune di queste donne, sequestrate senza ragione, giungono quasi con sollievo. Finché non scoprono la realtà dietro il "carcere vetrina". Le detenute, differenti per coscienza politica, sentimenti religiosi, cultura, si stringono le une alle altre e imparano, insieme, ad affrontare le torture fisiche e psicologiche alle quali sono sottoposte quotidianamente. Quel legame, rimasto saldo anche dopo il ritorno della democrazia, ha reso possibile un doloroso lavoro di recupero della memoria e ricostruzione dei fatti, di cui questo libro è il risultato."
PDF >>>


Kokocinski
Archivio Storico Culturale
Pubblicazione sui diritti umani a 30 anni dal Golpe argentino
Municipio Roma XVI - 2006


“TRASFIGURAZIONE
Storie di desaparecidos, accoglienza e solidarietà”

di Valentina Cavalletti

Con i contributi di:
Ettore Masina e Marco Mattiuzzo

PDF >>>

Diritto all'Identità
Visita in Italia di Macarena Gelman e di Manuel Gonçalves Granada

La “Rete per l’Identità – Italia” insieme alle “Abuelas de Plaza de Mayo” hanno portato, per tenere un serie di incontri in diverse città italiane, due giovani figli di desaparecidos che sono cresciuti in altre famiglie e che dopo 20 anni sono stati ritrovati dalle “Abuelas”.

Si tratta di Macarena Gelman, nipote del poeta Juan Gelman, ritrovata in Uruguay, e di Manuel Gonçalves Granada, che ha scoperto di essere stato dato in adozione dopo l’uccisione della madre e di avere un fratello e una famiglia che sempre l’aveva cercato. Manuel è l’unico nipote nel direttivo dell’associazione.

I volontari della “Rete” offrono servizi di sostegno psicologico e tutela legale ai giovani che hanno dubbi sulle proprie origini. Nei consolati argentini di Milano e Roma è possibile fare il test del DNA che viene inviato al “Banco Nacional de Datos Genéticos” per chiarire ogni dubbio con l’aiuto della scienza. Amnesty International Italia e LIBERA fanno parte della “Rete” con alcune Onlus di italo-argentini (Progetto SUR, 24marzo, Lo del sur).

Migliaia di giovani nati in Argentina vivono oggi in Italia, e forse uno di loro ha una famiglia che l’aspetta da 30/38 anni.

Date e città degli incontri
18/2: Pesaro
19/2: Ferrara
20/2: Bologna
21/2: Varese
22-23/2: Milano
26/2: Bosa
27/2: Alghero
28/2-3/3: Roma

INFO: 339/2875195

Página - 10.10.2012
Villa Itati
“Yo siempre pensé que la íbamos a encontrar”

LAS ABUELAS IDENTIFICARON A LA NIETA 107, HIJA DE MARIA DE LAS MERCEDES MORENO, QUIEN LA BUSCA DESDE 1979

Dio a luz encadenada. Entregaron a su beba a la Casa Cuna de Córdoba. Una empleada la inscribió como propia. Hace un año un aviso de Abuelas motivó a otra hija de María a llamar a la institución. La chica tiene ahora 34 años. Pidió tiempo para conocer a su mamá.

Página 12 - 22.10.2012
Pagina 12
ARGENTINA LANZO UNA CAMPAÑA PARA ENCONTRAR A HIJOS DE DESAPARECIDOS
Buscando nietos en Italia


El día que Roma recuerda la desaparición de 350 niños judíos que fueron deportados a campos de concentración entre octubre de 1943 y junio de 1944, Argentina presentó en Turín una campaña para tratar de recuperar alguno de los 393 nietos todavía desaparecidos desde la dictadura militar. Hoy adultos, de entre 30 y 38 años; algunos podrían vivir en Italia y no tener conciencia de su verdadera identidad. Italia es el primer país en el que Argentina lanza esta campaña, pero no se descarta que pronto el modelo pueda extenderse a otros.
Representantes argentinos de derechos humanos en Roma, como Jorge Iturburu, de la organización 24 de Marzo, consideran que esta campaña debería también hacerse en los registros civiles argentinos y en otros países.


Abuelas de Plaza de Mayo


CAMPAGNA PER IL DIRITTO ALLA IDENTITÀ

In Argentina i militari fecero scomparire 30.000 persone, e tra questi centinaia di bambini. Questi “desaparecidos” sono ancora vivi.

Le “Abuelas de Plaza de Mayo” ritengono che alcuni dei loro nipoti potrebbero oggi trovarsi in Italia.

Per questo l’Ambasciata Argentina in Italia e le diverse associazioni che fanno parte della
“Rete per l’Identità – Italia” (Libera, Amnesty International, 24marzo Onlus, Progetto Sur, Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo, ecc.) considerano importante coinvolgere gli Enti locali italiani nella ricerca di questi giovani “desaparecidos”.

In particolare sono stati predisposti un volantino e una locandina da distribuire in negli uffici (Anagrafe, cittadinanza, ecc) che hanno relazioni con i cittadini argentini o italiani nati in Argentina tra il 1975 ed il 1983.

Questo modello di volantino e il suo disegno elettronico sono messi messi a disposizione dall’Ambasciata Argentina per poter aggiungere il logo del Comune che aderirà alla campagna e in seguito mandarlo in stampa.



Locandina PDF >>>

Buenos Aires - 7.8.2012
Abuelas de Plaza de Mayo
Encontramos otro nieto, el 106

Abuelas de Plaza de Mayo anuncia con inmensa alegría la restitución de la identidad de Pablo Javier Gaona Miranda, otro de nuestros nietos robados por el terrorismo de Estado, secuestrado junto con sus padres el 14 de mayo de 1978 cuando tenía solamente un mes de vida.
El 29 de junio último, Pablo Javier se acercó a Abuelas con dudas sobre su origen y fue recibido en el área de Presentación Espontánea de nuestra Asociación. Frente a los indicios de que podría tratarse de uno de nuestros nietos, fue derivado de inmediato a la Comisión Nacional por el Derecho a la Identidad (Conadi) para que se le realizara el correspondiente examen de ADN.
Los resultados del análisis efectuado en el Banco Nacional de Datos Genéticos (BNDG) acreditaron su verdadera filiación y hoy, después de 34 años, finalmente fue liberado de la mentira.
Página 12 >>>

Página 12 - 4.7.2012
Página 12
DETUVIERON A LA MUJER DEL REPRESOR DE LA ESMA JORGE VILDOZA
Una fuga que duró 24 años


Es la apropiadora de Javier Penino Viñas. Había huido del país junto a su marido y el niño en 1986. La ubicaron en Acassuso, por llamadas que hizo a sus hijas. Habría cruzado varias veces la frontera con documentación falsa.

Ana María Grimaldos, esposa del ex jefe del Grupo de Tareas 3.3 de la ESMA, capitán Jorge Vildoza, fue detenida ayer a la madrugada en una casa de Acassuso luego de permanecer 24 años como prófuga de la Justicia. La mujer de 76 años es la apropiadora de Javier Gonzalo Penino Viñas, que nació en la ESMA durante el cautiverio de su mamá, Cecilia Viñas, quien permanece desaparecida, pero tuvo contacto con su familia hasta abril de 1984. Vildoza y Grimaldos huyeron del país en 1986, cuando todavía no tenían orden de captura. Javier recuperó su identidad en 1998, luego de someterse voluntariamente a un análisis de ADN, y vive en Inglaterra con su mujer y sus hijos.

Página 12 >>>

Buenos Aires - 8.9.2011
Abuelas de Plaza de Mayo
Encontramos a la nieta N° 105

Las Abuelas de Plaza de Mayo queremos compartir nuestra enorme felicidad por la restitución de la identidad a otra de nuestras nietas. Se trata de Laura Reinhold Siver, la hija de Susana Leonor Siver y Marcelo Carlos Reinhold, nacida en febrero de 1978, por cesárea, en el Hospital Naval. Con ella, suman 105 los casos que hemos resuelto.
El matrimonio fue secuestrado el 14 de agosto de 1977 en Haedo, en la zona oeste del Gran Buenos Aires, y llevado a la Escuela de Mecánica de la Armada (ESMA). En ese momento, Susana estaba embarazada de alrededor de cuatro meses.
Varias denuncias empezaron a llegar desde 1985 a la institución. Fue importante en particular una ante la Conadep que mencionaba el caso e involucraba a los represores Gallo, Vildoza, Bianco y Miara, partícipes directos –entre otros– de la apropiación de nietos que luego fueron restituidos.


dubbio@retexi.it



Rete per il diritto all'Identità - Italia

Sei un giovane nato in Argentina e hai dei dubbi sulla tua identità?
Pensi che potresti non essere figlio biologico dei tuoi genitori?
Cosa puoi fare se senti dei dubbi?


Puoi inviare un e-mail a:
ITA: dudas@retexi.it
CAST: dudas@retexi.it

oppure telefonare al
33 55 8 66 777

Website: www.reteXi.it

l'Unità - 20.5.2010
l'Unità
Inchiesta sui desaparecidos
«LOS NIÑOS ITALIANI»
di Giovanni Maria Bellu

La notizia è stata data il 21 marzo, a Milano, davanti a 150mila persone da un giovane uomo argentino, Manuel Goncalves: «In questa piazza potrebbe esserci qualcuno come me, qualcuno che potrebbe essere figlio di desaparecidos». In molti la intesero come una metafora, come un voler ricordare che i trentamila uomini e donne assassinati negli anni della dittatura militare argentina erano gente normale, per la maggior parte giovani che facevano politica alla luce del sole, proprio come quelli che affollavano la piazza per la manifestazione contro le mafie. Invece quella frase andava interpretata letteralmente. Manuel Gonzalves sapeva già quello che oggi l’Unità racconta: in Italia vivono dei giovani uomini e delle giovani donne nati in Argentina tra il 1976 e il 1982 che, dopo l’assassinio dei loro genitori, furono dati in adozione e che sono cresciuti senza sapere nulla.


Banca Etica
Per sostenere le ABUELAS DE PLAZA DE MAYO
abbiamo aperto un conto specifico per ricevere bonifici bancari:


Banca Popolare Etica

IBAN: IT86G0501803200000000129553

Intestato a: "Nonne di Piazza di Maggio"




Processi in Argentina
Terminó el juicio de la causa ESMA.

Compañeros, con la sensación de un sueño cumplido, les recuerdo!!!!!!!!!!!!!!!!!
Soy plenamente conciente de que estas condenas nos pertenecen a TODOS los ARGENTINOS.
También fué importante el hombro que nos pusieron los que colaboraron con nosotros desde cantidad de otros paises.
Desde el 76 hasta hoy, cada uno, desde donde estuviera y como simples ciudadanos, familiares de desaparecidos, sobrevivientes, etc. estuvimos empeñados en que alguna vez se hiciera JUSTICIA en ARGENTINA.
Creo que se ha dado ejemplo al mundo. La tenacidad y perseverancia que tuvimos puede ser esperanzadora para otros.
Un abrazo.

Susana Burgos

Página 12 - 27.10.2011
Pagina 12
PERPETUA

Tras 22 meses de debate y de escuchar a más de 250 testigos, fueron condenados a prisión perpetua 12 ex marinos, entre ellos Alfredo Astiz y Jorge “Tigre” Acosta, que integraron el grupo de tareas de la ESMA, símbolo del horror durante la dictadura. Otros dos represores deberán cumplir penas de 20 y 18 años.

A las ocho de la noche, todos los que tenían que estar estaban ahí. Las Abuelas de Plaza de Mayo Estela Carlotto, Rosa Roisinblit, Nora Cortiñas y Laura Conte, de Madres de Plaza de Mayo Línea Fundadora; el secretario de Derechos Humanos de la Nación, Eduardo Luis Duhalde y su segundo, Luis Alem; el diputado Julio Piumato, el presidente del CELS, Horacio Verbitsky. Cecilia de Vincenti, la hija de Azucena Villaflor. Ana María, Mabel y Esther, las hijas de Esther Carega del grupo de la Santa Cruz. Lilia Ferreyra y Jorge Pinedo, el ex marido de Patricia Walsh. Los sobrevivientes: Graciela Daleo, Carlos Lordkipanidse. Las sobrinas de Léonie Duquet que llegaron por primera vez a Argentina desde Francia para escuchar la sentencia. Su prima, sor Geneviève Jeanningros, vestida de religiosa, acompañada por el embajador de Francia Jean Pierre Asvazadourian. “Mucho de emoción”, decía Geneviève. “Tengo admiración por la Argentina, de su valentía de hacer estos juicios, de una democracia que puede estar fundada sobre la justicia: estuve el año pasado y presencié la manifestación del 24 de marzo, vi todos esos jóvenes que para mí es una inmensa esperanza para la Argentina y todos los 30 mil desaparecidos son como sus semillas, para el día de hoy, de mañana”.
Página 12 - 16.2.2011
Página 12El juicio por los obreros de Astarsa
EL SECUESTRO DE SESENTA TRABAJADORES EN LOS ASTILLEROS DEL TIGRE


Al finalizar el juicio a Luis Abelardo Patti, comenzará en San Martín el proceso a los responsables de la desaparición de un grupo de trabajadores del astillero que encabezaba las luchas sindicales. El mismo día del golpe militar devastaron el cuerpo de delegados.
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Processo Condor
Pagina 12 - 12.4.2012
Giancarlo Capaldo
El Procurador Giancarlo Capaldo Habla del proceso que impulsa en Roma contra trece militares de Brasil

EL CONDOR BRAILEÑO ATERRIZA EN ITALIA

Capaldo desea que cuanto antes la Justicia abra una causa contra ex militares y agentes de inteligencia acusados de participar en las desapariciones de dos ítalo-argentinos que fueron secuestrados en el país sudamericano. Por Dario Pignotti

Categórico, el procurador Giancarlo Capaldo afirma, durante una entrevista concedida en su oficina romana, que “ya hemos cerrado la fase indagatoria sobre el Plan Cóndor y ahora espero que el juez considere que hemos aportado elementos suficientes como para abrir una causa tal vez en este mes, puede ser después del 20 de abril”, contra ex militares y agentes de los servicios de inteligencia brasileños acusados de participar en las desapariciones de los ítalo-argentinos Horacio Domingo Campiglia Pedamonti y Lorenzo Ismael Viñas Gigli, secuestrados en Río de Janeiro y Rio Grande do Sul, respectivamente.
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24 marzo
Roma - 24.3.1944
Le Fosse Ardeatine

"E' nel sangue dei martiri che affonda le sue radici la nostra Costituzione; sangue che non può sbiadire perché consegnato alla storia. C'è nel Mausoleo ardeatino un sarcofago che ha una valenza simbolica inimmaginabile. E' vuoto; ma è come se in esso fossero contenute le ceneri di tutti gli assassinati, i torturati dalla ferocia nazifascisti di ogni città, borgo o paese d'Italia. Qual sarcofago è il monumento più sublime che si possa elevare alla nostra Costituzione. Patto di popolo per il popolo."
Giovanni Gigliozzi
già Presidente dell'ANFIM
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Buenos Aires - 24.3.1976
Carta abierta a la Junta Militar

"El primer aniversario de esta Junta Militar ha motivado un balance de la acción de gobierno en documentos y discursos oficiales, donde lo que ustedes llaman aciertos son errores, los que reconocen como errores son crímenes y lo que omiten son calamidades.
El 24 de marzo de 1976 derrocaron ustedes a un gobierno del que formaban parte, a cuyo desprestigio contribuyeron como ejecutores de su política represiva, y cuyo término estaba señalado por elecciones convocadas para nueve meses más tarde. En esa perspectiva lo que ustedes liquidaron no fue el mandato transitorio de Isabel Martínez sino la posibilidad de un proceso democrático donde el pueblo remediara males que ustedes continuaron y agravaron."


Rodolfo Walsh - C.I. 2845022
Buenos Aires, 24 de marzo de 1977
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San Salvador - 24.3.1980

"Sì, possono uccidermi; anzi, mi uccideranno, benchè alcuni pensino che sarebbe un grave errore politico; ma lo faranno ugualmente, perché pensano che il popolo sia insorto dietro le pressioni di un vescovo. Ma non è vero: il popolo è pienamente consapevole di chi sono i suoi nemici; e altrettanto conosce bene i propri bisogni e le alternative che si presentano.
Se uccidono me, resterà sempre il popolo, il mio popolo. Un popolo non lo si può ammazzare."


Mons. Oscar Romero
Vescovo di San Salvador

5 per mille

Nella vostra dichiarazione dei redditi è possibile donare il 5 x mille a
24marzo Onlus inserendo il nostro codice fiscale: 97566080582

8 per mille

Chiesa Valdese
24marzo Onlus ha sostenuto le spese legali delle parti civili Maria Paz Venturelli e Hugo Venturelli nel processo contro Alfonso Alfonso Podlech con il contibruto dell'Otto per mille delle Chiese Evangeliche Metodiste e Valdesi.

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Diritti umani in Argentina
Organismi storici
- Madres
- Abuelas
- Familiares
- M.E.D.H.
- C.E.L.S.
- A.P.D.H.
- Liga
- Serpaj

Processo Bahía Blanca

Processo Mastinu in Argentina


In memoria

Salvatore Privitera

Nato a Grammichele (CT) il 21.10.1947
Lavorava come medico ed era già stato arrestato nel 1972 e nel 1976.
Nel 1979 è stato rimpatriato in Italia dalle Autorità consolari.
E' stato sequestrato nel 1980 durante il tentativo di rientrare in Argentina
per combattere la dittatura.

Maria Rosaria Grillo

Nata a Napoli l’8.8.1951 si è trasferita con la famiglia da bambina a Buenos Aires. Militante della “Juventud Guevarista” come suo marito Venancio Basanta. Entrambi vennero sequestrati il 14.9.1977. Alcuni testimoni assicurano di averla vista nel CCD “Campo de Mayo”. Era incinta di due mesi.

Adriana Boitano

Nata a Buenos Aires il 19.12.1952 ha frequentato sempre le scuole italiane e si è laureata in lingue. Venne sequestrata il 24.4.1977 quando, rientrata dal Brasile, stava cercando, insieme alla madre “Lita”, notizie sulla sorte del fratello Miguel Angel.

Franca Jarach

Nata a Buenos Aires da genitori ebrei italiani sfuggiti alle leggi razziali in Argentina, Franca, allora diciottenne, venne sequestrata i 25.9.1976 e portata all’ESMA. Venne uccisa poco dopo in uno dei voli della morte.