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Omicidio di Padre Giuseppe "Pepe" Tedeschi
Rassegna stampa - 20-21.9.2012

Per 15 giorni si sarà possibile vedere il video della conferenza stampa sull'omicidio di Padre Giuseppe Tedeschi:

Video >>>
Agenzie >>>

Roma - 20.9.2012
Camera dei Deputati
Camera dei Deputati
Sala Stampa
Via della Missione, 4 - Roma
Giovedì 20 settembre 2012 – Ore 11.30/12.30


Giustizia per Padre Giuseppe Tedeschi
Sacerdote salesiano sequestrato dall'Alleanza Anticomunista Argentina (Triple A) nella bidonville "Villa Itatì" il 2.2.1976 e trovato cadavere il 18.2.1976 a La Plata.

Intervengono:
Walter Veltroni, già Segretario naz. PD
Franco Narducci, vice Presidente Commissione Esteri
Francesco Tempestini, Capogruppo PD in Commissione Esteri
Michele Petraroia, Consigliere regionale del Molise
Jorge Ithurburu, 24marzo Onlus

Modera:
Gianni Lattanzio, giornalista

Per questioni di sicurezza, l’accesso nel palazzo è consentito, SOLO con la prenotazione al numero 06 6760 8418 oppure inviando email a: gianni.lattanzio@gmail.com, la presentazione di un documento d’identità valido all'ingresso di Via della Missione 4. Per gli uomini è obbligatorio l'uso della giacca.

Processi in Argentina
Justicia
Il processo per l'omicidio di Padre Giuseppe Tedeschi è parte della Causa N° 1075/06 (Triple A) "Almirón, Rodolfo Eduardo y otros s/asociación ilícita", portata avanti dal Dott. Norberto Oyarbide del "Juzgado Federal N° 5" di Buenos Aires, Secretaria 10.

Padre Tedeschi figura anche nella lista di casi della Causa N° 183 (No vistos) che dovrebbe essere esaminata dal "Juzgado Federal N° 3" di La Plata di cui è responsabile il Dott. Humberto Manuel Blanco. Questa causa (Causa CAMPS) è stata aperta dal Decreto 280/PEN/84.
Roma - 19.9.2012
M
Queridas amigas y amigos, hermanas y hermanos de Italia:

Quiero saludarlas y saludarlos fraternalmente desde el Movimiento Ecuménico por los Derechos Humanos de la Argentina para agradecerles de todo corazón lo que Ustedes están haciendo en favor de la Memoria, la Verdad y la Justicia por la vida de ese ejemplo de ser humano y sacerdote que fue el Padre Jose Tedeschi.

No sé si logro transmitirles en toda su dimensión el significado especial y profundo que tiene para nosotras y nosotros en el MEDH el trabajo de Ustedes hoy. Quizás alcance con recordar que nuestro movimiento nació como fruto de la generosa entrega que José hizo de su vida a nuestro pueblo más pobre. Por eso dice en el documento fundacional del MEDH de febrero de 1976, a días de su muerte lo siguiente:

¨COMPROMISO CRISTIANO: ¿TESTIMONIO O SILENCIO?
¨Todo hombre tiene derecho a la vida, a la libertad y a la seguridad personal¨
Art. 3 de la Declaración Universal de los Derechos Humanos
Una vez más la comunidad creyente de la Argentina está de luto. Dos sacerdotes, los Padres José Tedeschi y Francisco Soarez han sufrido muertes alevosas. Ante estos hechos criminales, que se reiteran a diario en nuestro país, nadie y menos un cristiano puede ya permanecer indiferente o dejarse encadenar por el miedo. El imperativo de nuestra conciencia nos demanda retomar el testimonio profético de Juan Bautista para gritar con fuerza: ¨NO TE ES LICITO¨ (Mc. 6:13)
Al golpear también a las iglesias, precisamente en sus miembros comprometidos con los pobres ¿qué es lo que se busca? ¿Acaso no es acallar su carácter profético, silenciando su voz de denuncia ante la injusticia social?¨


Amigas y amigos. Al seguir llevando adelante también hoy la lucha por la Memoria, la Verdad y la Justicia tanto en la Argentina como en Italia, estamos testimoniando que quienes sembraron y siembran generosamente sus vidas junto a aquellos, que según Jesús son el Reino de Dios presente entre nosotros: Los pobres, los sometidos por este sistema de muerte, los marginados y prisioneros, los que luchan por la justiciia y la paz verdaderas, jamás podrán ser silenciados ni muertos por los poderes genocidas, porque son ellas y ellos los vencedores en la historia de Dios con su pueblo.

Gracias nuevamente por poder compartir nuestras luchas y esperanzas en el camino común a un mundo nuevo de vida en plenitud para la humanidad y la creación toda; un mundo nuevo que es tan imprescindible como posible.

En nombre del MEDH,
Pastor Dr. Arturo Blatezky
Coordinador

Roma - 19.9.2012
Argentina
Ringrazio il cortese invito per partecipare alla conferenza dal titolo “Giustizia per Padre Tedeschi”. È di grande importanza, per noi tutti, ricordare coloro che a causa della propria attività pastorale e impegno cristiano hanno sofferto pagando con la propria vita, così com’è accaduto al Padre José Tedeschi, e come accade a tanti credenti e non credenti che con vera decisione contribuiscono a costruire un mondo dove possano regnare la giustizia sociale e la pace.
Il suo impegno pastorale in favore dei più umili è ricordato nella zona di Quilmes, dove si trovano le baracche di “Villa Itati’”. Quilmes è un centro urbano di grandi dimensioni e proprio in “Villa Itati’” vivono tante famiglie che quotidianamente lottano per migliorare le loro condizioni di vita. Così osservò tanti anni fa Padre Tedeschi, e da allora s’impegnò con la povera gente a rovesciare quella disastrosa situazione.
La ricerca della verità, il mantenere viva la memoria degli eventi del passato, la lotta contro ogni impunità e la difesa dei diritti umani, sono punti fermi sui quali si poggia la democrazia argentina. Abbiamo imparato a capire che in assenza di memoria gli errori del passato si ripetono più facilmente, e con umiltà possiamo affermare che tutti insieme abbiamo contribuito a costruire un sistema politico basato nella libera difesa dei diritti elementari, tutto ciò affinché la nostra società mai più sia esposta a qualunque dittatura.


Juan Pablo Cafiero,
Ambasciatore d'Argentina presso la Santa Sede

Villa Itatí - 17.9.2012

En nombre de la Parroquia y Obra salesiana San Juan Bosco de Quilmes y de las hermanas Franciscanas Misioneras de María de Villa Itati, queremos adherirnos al esclarecimiento y pedido de justicia sobre los hechos ocurridos en la tortura y muerte del Padre José TEDESCHI.
A medida que vamos conociendo, valoramos cada ves mas la vida, actitudes y compromiso manifestado en las obras y en todo lo que logró para la gente de la Villa Itatí: el agua corriente, la luz eléctrica, la documentación de identidad, el centro sanitario y el primer asfalto de la calle principal.
Compartimos la conciencia de lo imprescriptible de un crimen de lesa humanidad con que fue torturado y asesinado de forma tan horrenda.

Cecilia Lee, Rubi Marulanda y Julia Edroso - Franciscanas Misioneras de María
Benjamín Stochetti y Daniel Romanin - Salesianos de Don Bosco

Villa Itati (Quilmes) a los 17 días del mes de Setiembre de 2012

6.9.2012 - Risposta del Governo italiano sull'omicidio Tedeschi
Ministero Affari Esteri
Marta DASSÙ, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri.

Signor Presidente, onorevole Narducci, questa interpellanza, che riguarda il caso di padre Tedeschi, è, secondo me, molto importante per il caso individuale che lei ricorda, ma anche perché stimola quella riflessione più ampia, a cui lei accennava, sull'accertamento della verità per il rispetto che si deve testimoniare alla memoria storica della tragedia delle vittime della dittatura argentina.
In questo contesto, è in qualche modo importante parlarne oggi, perché il Ministero degli affari esteri, e il Ministro Terzi di Sant'Agata in modo particolare, ha deciso il 13 settembre prossimo di organizzare un grande evento commemorativo delle 30 mila vittime civili, di cui almeno 1.600 cittadini italiani, della tragedia argentina.
Nel contesto di questa attività il caso specifico dell'assassinio di Padre Giuseppe Tedeschi è stato tra quelli seguiti dalla nostra ambasciata a Buenos Aires. Rispondendo ad un'istanza del vicepresidente del consiglio regionale del Molise, Michele Petraroia - che lei giustamente citava per il suo attivismo e il suo impegno su questo fronte -, la nostra rappresentanza diplomatica ha rapidamente promosso la raccolta di elementi informativi. Sulla base di tale ricerca si è appreso che in data 7 febbraio 1976 era stato presentato un habeas corpus dal fratello, Renzo Tedeschi, presso il tribunale penale di La Plata. Fu anche avviata un'indagine contro ignoti per omicidio che non dette alcun esito e, pertanto, questa venne archiviata il 6 marzo 1987. L'intero fascicolo relativo al caso fu poi distrutto nel 1993 per una risoluzione della suprema Corte di giustizia della provincia di Buenos Aires.
Per quanto riguarda l'eventuale avvio di un procedimento in Italia - ipotesi che, come Governo italiano, ci auguriamo - il Ministero della giustizia riferisce che non risulta ancora presentata alcuna denuncia relativa alla scomparsa di padre Giuseppe Tedeschi presso la procura della Repubblica di Roma, né risultano iscritte notitiae criminis o avviate indagini sui fatti rappresentati presso la procura di Campobasso. Quindi c'è un tassello che manca, onorevole Narducci.
Tuttavia, l'intenzione del Governo è di continuare in ogni caso a premere per fare luce su questi tragici fatti.
La documentazione ottenuta dall'Italia verrà consegnata all'Archivio nazionale della memoria (organismo che dipende dalla Segreteria dei diritti umani del Ministero di giustizia argentino, istituito in data 16 dicembre 2003), che ne diverrà gestore e responsabile. Per facilitare questo processo è stata istituita una commissione tecnica bilaterale, che il 19 settembre 2011 ha stabilito metodi e criteri dell'ostensione della documentazione al Governo argentino.
Tale iniziativa potrà auspicabilmente facilitare la continuazione della ricerca della verità e, soprattutto, contribuire a conservare la memoria su un'immane tragedia, di cui fa parte il caso da lei giustamente richiamato, il caso terribile di padre Tedeschi."
PDF >>>

Roma - 4.9.2012
Padre Tedeschi
"I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, i Ministri degli affari esteri e della giustizia, per sapere – premesso che:
- la difesa dei diritti civili e della cultura del diritto per affermare la giustizia di fronte a fatti tragici e violenti che offendono la dignità umana, in ogni situazione, è da tempo una costante caratterizzante della politica posta in essere dai Governi e dal Parlamento della Repubblica italiana;
- grazie a tale sensibilità morale e civile, oltre trent'anni dopo la drammatica vicenda innescata dalle giunte militari argentine nel periodo di dittatura, è stato possibile rinviare a giudizio e processare a Roma i responsabili e i torturatori dei desaparecidos di origine italiana, un processo in cui il Governo italiano si era costituito parte civile;...
- padre Giuseppe Tedeschi, nato a Jelsi (Campobasso) il 3 marzo 1934, a soli 16 anni lasciò il suo paese, per raggiungere il padre Luigi in Argentina, a Buenos Aires, insieme alla madre Maria Grazia Passarelli e ai quattro fratelli Antonio, Renzo, Michele e Filippo. Giuseppe (Josè) nel 1954 entrò nel seminario di Bernal, poi a Moron per l'anno di noviziato e, al termine del tirocinio nelle case salesiane di Buenos Aires e degli studi filosofici a Bernal, venne consacrato sacerdote nel 1967 e inviato come prima sede a Mar del Plata; padre Tedeschi, in seguito, fu inviato per attività pastorale nel quartiere Don Bosco di Quilmes in una delle periferie più degradate della capitale argentina. In questo contesto sociale, caratterizzato da baraccopoli (barrio di Villa Itati), a contatto con tanta sofferenza sociale e con tanta disperazione umana, egli si convinse che il suo apostolato richiedeva una scelta completa, una dedizione estrema. Pertanto, si fece povero tra i poveri, aprì una scuola a casa sua, un pronto soccorso, si adoperò per far giungere latte e generi di prima necessità, si batté per garantire l'acqua a più di 40 mila persone, diede vita a un centro di assistenza contro la violenza e ad una biblioteca, accolse le fasce più emarginate ed i diseredati, insegnando loro il mestiere di falegname e mobiliere...
- quali azioni diplomatiche abbia in corso o intenda promuovere il Governo per fare luce, anche sul piano giudiziario, sull'assassinio del missionario salesiano molisano, padre Giuseppe Tedeschi, nato a Jelsi (CB) il 3 marzo 1934 e ucciso a 42 anni a La Plata (Argentina) il 2 febbraio 1976.
(2-01641)
Link >>>
DOC >>>
«Narducci, Franceschini, Maran, Tempestini, Barbi, Colombo, Corsini, Fedi, Arturo Mario Luigi Parisi, Pistelli, Porta, Touadi, Veltroni».

MOVIMIENTO ECUMÉNICO POR LOS DERECHOS HUMANOS por Victoria Ginzberg
Medh
El grupo de religiosos que luchó por los Derechos Humanos. Por la ley del amor.

Sacudidos por la violencia que instaló primero la Triple A y más tarde el gobierno militar, un grupo de religiosos pertenecientes a diversas Iglesias se reunieron en torno a la idea de la defensa de los Derechos Humanos. Así nació el MEDH, un organismo que no se apartó de la fe y la religión para asistir a los familiares de las víctimas de la represión y no transformarse en cómplice "del mal en sus múltiples expresiones".
En febrero de 1976, las Fuerzas Armadas planificaban el Golpe de Estado y los crímenes de la Triple A eran cada vez más visibles y frecuentes. El 2 de ese mes, tres hombres armados que se identificaron como policías se llevaron de la Villa Itatí en un Torino blanco al padre José Tedeschi, quien fue encontrado al día siguiente en la ciudad de La Plata muerto y desfigurado por la tortura, los golpes y las balas.
El 27 de febrero, más de veinte sacerdotes y pastores se reunieron en los jardines de la Iglesia de la Santa Cruz –ubicada en las calles EE.UU y 24 de noviembre de la Capital– para discutir y reflexionar sobre los hechos de violencia que los conmovían todos los días, dentro y fuera de sus parroquias, templos y congregaciones. En esta reunión, se decidió oficialmente la conformación de un organismo integrado por quienes compartían “que el compromiso con la defensa de la dignidad y los derechos del ser humano es componente esencial del Evangelio mismo y signo de la verdadera iglesia”.
Así nació el Movimiento Ecuménico por los Derechos Humanos (MEDH).
PDF >>>


Padre Tedeschi

Dossier sulla vita e l'opera di Padre Giuseppe Tedeschi

"La memoria, alla quale attinge la Storia, che a sua volta la alimenta,
mira a salvare il passato soltanto per servire al presente e al futuro.
Si deve far in modo che la memoria collettiva serva alla liberazione,
non all’asservimento degli uomini."

J. Le Goff

Redatto da:
Associazione Sociale e Culturale “Giuseppe Tedeschi” ONLUS
Via Piave n. 90, 86100 Campobasso
email: associazionetedeschi@alice.it

Presidente: Laura D’Amico, Tel. 348/0464847
Segretario: Matteo Petraroia, Tel. 333/9999620
PDF >>>

Il ricordo di Padre Tedeschi in un testo redatto dai figli dei "cartoneros" di Villa Itatí
Villa Itatí
"Su opción preferencial por los pobres era una tarea la cual no hacía solo, existía en nuestro país lo que se dio a llamar el “Movimiento de los Curas del Tercer Mundo”. Nuestro Padre José no es ajeno a este clima de participación popular y lo hace desde su profunda convicción cristiana. Comienza con ayudar a los recién llegados a levantar humildes casillas, continúa con peticiones a las autoridades para conseguir documentación, brega e impulsa la organización de las personas para buscar soluciones comunes, activa la participación para la organización de una cooperativa de consumo. Propone y consigue soluciones a las necesidades más inmediatas: agua, luz y salud. Cincuenta niños por año morían en la Villa debido a la calamitosa situación. La salita de primeros auxilios fue organizada por nuestro padre José. Fue la primera. Se pudieron construir nuestros primeros grifos de agua de uso común dentro de la Villa. Se instalaron los primeros medidores de luz eléctrica. Se construyeron veredas. Todos estos logros con la participación organizada de los vecinos. Al padre José acudían personas con necesidades apremiantes y él siempre encontraba alguna solución."
PDF >>>


Crónica
In allegato due articoli del quotidiano "Cronica".

L'articolo del 7.2.76 rende conto delle modalità del sequestro di Padre Tedeschi.

L'articolo del 16.2.76 riferisce sul rinvenimento della salma.

PDF >>>

Informativa EAAF sul certificato di morte di Padre Tedeschi
Equipo Argentino de Antropologia Forense
Padre Giuseppe Tedeschi, fascicolo REDEFA n. 1395 presso la Segreteria per i DDUU del Ministero della Giustizia argentino.
Entrata al cimitero di La Plata, Foglio 303 BI, del 11.2.1976 come cadavere sconosciuto trovato nella via pubblica (Calle 636 tra 3 e 4) il 2.2.1976.
Causa della morte: distruzione della massa encefalica per evento traumatico.
Sepoltura 28-A-41.
In allegato:
- copia del certificato originale di morte come salma anonima (N.N.),
- correzione del certificato di morte a nome José Tedeschi del 1986.
PDF >>>

L'arma del delitto
Mitra STEN
Peso: 3,18 kg - Lunghezza: 760 mm - Lunghezza canna: 196 mm
Calibro: 9 mm - Tipo di munizioni: 9 × 19 mm Parabellum - Tiro utile: 50 m
Azionamento: chiusura a massa battente, molla di recupero
Cadenza di tiro: 500 colpi/min - Velocità alla volata: 365 m/s
Alimentazione: caricatore amovibile da 32 colpi (può anche prendere il caricatore da 50 colpi dello Sterling)

Lo Sten era un mitra dalla meccanica semplice ed economica, dalle dimensioni ridotte e dal peso contenuto, con una discreta capienza di munizionamento. Utilizzava proiettili 9 × 19 mm Parabellum, le stesse usate dalle pistole (mitragliatrici e no) di produzione tedesca, in modo da consentire l'utilizzo anche di munizioni eventualmente reperite sul campo o requisite dai depositi e dagli arsenali nemici. Il caricatore conteneva 32 colpi posti su due file con disposizione alternata.
La TRIPLE "A" ed il C.N.U.
Miradas al SUR
Di seguito si pubblicano dei lavori della testata "Miradas al Sur" relative all'Alianza Argentina Argentina Anticomunista ( conosciuta anche come Triple "A" e all'organizzazione neo-fascita Concentración Nacional Universitaria (in sigla CNU).

In particolare una lista di vittime della Triple A, una lista vittime del CNU ed un'elenco di membri CNU.
PDF >>>

Il romanzo su Padre Giuseppe Tedeschi
Los años sagrados

Los Años Sagrados
di
Mónica Acosta e Carlos Santibañez

Editorial: Tantalia
I.S.B.N : 9789871339044 | Páginas:272
Clasificación: Ficción y Literatura » Novelas » Histórica
Publicación:23/11/2007 | Idioma:Español

Año 1959. El Obispo llega a Roma para presenciar las sesiones del Concilio Vaticano II. En Europa se abrirán las puertas de su futuro ascenso como referente de la iglesia argentina y latinoamericana. Ya en Buenos Aires, conocerá a José, un joven seminarista decido a vivir el compromiso y la libertad de la iglesia postconciliar en una villa del gran Buenos Aires.
Estructurada en tres partes, la novela ahonda en el pasado: el del Obispo, un pobre inmigrante napolitano con sueños de señor renacentista y actitudes inquisitoriales, y el de José, hijo de un partisano, inmigrante comprometido con la Argentina de la década del 70 y enamorado de la figura liberadora del cristianismo primitivo.
Los años sagrados cruza historia y ficción para hablar de una década inasible.



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